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Turismo, la competizione sui mercati nasce dall’aggregazione

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di Francesco Totta

Ho già sottolineato in un precedente lavoro come fosse importante per gli operatori turistici operare sul mercato  in modo competitivo; come fosse importante per ciascun imprenditore entrare in una aggregazione di imprese.

Ho sostenuto, altresì, come qualsiasi forma di aggregazione dovesse contemplare l’adesione unicamente di imprenditori, ossia i diretti interessati, i veri attori, vale a dire coloro che si assumono sin da subito la responsabilità di questa scelta e che devono in prima persona attivarsi affinchè l’aggregazione, di qualsiasi natura essa sia, funzioni e porti dei risultati favorevoli.

Il primo è quello di conseguire maggiore peso nella competizione con le imprese concorrenti, operanti in altri contesti territoriali. L’azione comune è la capacità di promuovere il prodotto turistico.

Una piattaforma su cui far confluire le prenotazioni di flussi turistici con esigenze diverse, indirizzandoli saggiamente verso specifici operatori che meglio di altri, aggregati con loro, sanno interpretare e soddisfare il bisogno di vacanza di un dato target di turista.

Questo è solo il vantaggio ultimo di una aggregazione ben fatta di imprenditori. Gli aspetti di natura economica  sono rilevanti: il conseguimento di economie di scale, la limitazione o la eliminazioni degli effetti distorsivi di una concorrenza sleale, a tal punto … “sleale”, da diventare esasperata per gli imprenditori  ed esasperante per i fruitori del prodotto turistico.

Le forme di aggregazione tra imprenditori sono le più disparate. L’ultimo strumento è il Contratto di Rete.

Il Contratto di Rete:

Il D.L. n.  5/09, convertito nella Legge n. 33/09 e successive modifiche prevede al comma 4 ter e seguenti dell’articolo 3 prevede: “Con il contratto di rete più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato…” .

Il contratto di rete nasce come un accordo di natura meramente contrattuale in cui le imprese rinunciano ad una parte della propria autonomia di gestione e limitano di fatto le azioni di concorrenza. Il motivo sottostante, a ben vedere, è quello di conseguire una maggiore capacità di generare profitto per la propria impresa puntando su due fattori principali.

Una migliore strategia operativa di impresa, fatta contemporaneamente propria da altre imprese. L’adozione di un programma comune condiviso da realizzare. Il programma si sostanzia in scambio di informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica; nello svolgimento di attività in comune proprie dell’oggetto delle proprie imprese.

L’intento di conseguire economie di scale con l’adozione dei comportamenti anzidetti e con le rispettive volontà di ciascun imprenditore della rete di limitazione della concorrenza. Il fine ultimo è la conquista di fette di mercato la cui penetrazione richiede come requisito fondamentale il “voler fare sistema”.

L’Organo Comune nel contratto di rete:

E’ previsto per la esecuzione del contratto di rete.

L’organo ha il potere di rappresentare le imprese della rete in una serie di circostanze, in cui l’effetto della rappresentanza può sostanziarsi in un maggior potere contrattuale a favore delle imprese in rete oppure nel soddisfacimento di una condizione imprescindibile per la partecipazione, la contrattazione ed in genere per l’intervento in iniziative di qualsiasi genere esse siano.

A titolo esemplificativo. L’organo comune del contratto di rete possiede maggior peso nella contrattazione delle condizioni di accesso al credito privato, favorendo le singole imprese a ottenere concessioni di prestito a costi più sostenuti e di ammontare  concordato alla pari tra banca e imprenditore. Si aggiunge, inoltre, la funzione di garanzia che l’organo può efficacemente svolgere; L’organo comune del contratto di rete rappresenta tutte le imprese aderenti e acquisisce rilevanza quando si tratta di promuovere e tutelare i prodotti, diffondere marchi di qualità e adottare brevetti; l’organo comune opera meglio quando si tratta di preparare e impiantare i mezzi necessari, le risorse hardware e reclutare le risorse umane utili e qualificate per il conseguimento dell’obiettivo delle imprese aderenti.    

Partecipazione ai bandi comunitari:

Il contratto di rete è la nuova forma di aggregazione fra imprese. La rete di imprese è la presenza ormai consolidata nella lista dei beneficiari dei Fondi Comunitari sia a gestione diretta da parte della Unione Europea sia a gestione indiretta da parte degli Stati Membri e delle Regioni.

Il bando della Regione Puglia del 15 maggio 2017: Proviene dal P.S.R. Puglia 2014/2020 - Misura 16 - sottomisura 16.3 – Operazione 16.3.2.

L’obiettivo è favorire la creazione di nuove forme di cooperazione per lo sviluppo e/o la commercializzazione di servizi turistici.

I beneficiari sono le società consortili, i consorzi, le società cooperative e, appunto, i contratti di rete fra imprese (strumento normativo, contrattuale e commerciale di evoluzione delle altre forme di aggregazione). I beneficiari dovranno avere sede legale in Puglia. Con le dovute cautele per la loro permanenza e dei loro capitali, si può pensare al coinvolgimento di imprenditori di altre regioni pronti ad entrare in una rete locale, apportando know-how e risorse economiche.

Fra gli investimenti ammessi: rientrano la progettazione, la realizzazione e la promozione di pacchetti turistici enogastronomici, di mobilità  lenta e di pacchetti per la cultura e le tradizioni.

Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 24 maggio 2017: i progetti ammissibili hanno come obiettivo finale la realizzazione di nuovi prodotti, processi, o sevizi o il notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti. Il campo è quello dell’innovazione. I risultati recano vantaggi in qualsiasi attività. Il settore del turismo è coinvolto, perché la sua crescita è condizionata da aspetti di alta competitività e l’innovazione è un elemento fondamentale per conseguirla.

Questo decreto prevede tra i beneficiari le diverse forme di aggregazione tra imprese, tra cui il contratto di rete.      

In particolare, si fa riferimento al contratto di rete inteso come “Rete Soggetto”: una nuova entità dotata di propria personalità giuridica, destinataria some soggetto giuridico ben identificato di diritti, di obblighi e di doveri i cui effetti si ripercuotono tra le imprese aderenti. Per inciso: nel contratto di rete privo di soggettività si individua una delle imprese aderenti come Responsabile di qualsivoglia rapporto.

La previsione della “Rete Soggetto” quale beneficiario evidenzia l’importanza per l’autorità che gestisce il bando attribuita ai progetti ammissibili da realizzare che ha ripercussioni sulla veste giuridicamente ben strutturata rivestita dalla “Rete Soggetto”. Vale la seguente equazione: rilevanza dei progetti uguale rilevanza del beneficiario-attuatore.

Conclusioni:  

Le opportunità si susseguono. Occorre saperle cogliere. Di certo, i requisiti diventano più stringenti. Diventa, a giusta ragione, quanto mai auspicabile utilizzare tali bandi con competenza professionale e progettualità serie e ben definite.

La volontà di coloro che gestiscono i bandi è quella di tessere rapporti con organizzazione di imprese interessate e operative.

Il fine comune è produrre reddito sostenibile nel tempo, con ripercussioni economiche sull’intero sistema italiano delle imprese.

Lo spazio per le improvvisazioni si riduce sempre più!

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