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Tutta San Marco ai funerali dei fratelli Luigi e Aurelio Luciani: «La mafia è connivenza» | VIDEO

20170811 163642Presenti insieme al Prefetto Maria Tirone, oltre ai componenti del Consiglio Comunale e al sindaco di San Marco in Lamis Michele Merla, il nuovo Questore di Foggia Mario Della Cioppa, i vertici delle forze dell'ordine, i parlamentari Angelo Cera e Colomba Mongiello, l'assessore regionale Raffaele Piemontese, i consiglieri regionali Rosa Barone e Napoleone Cera, l'europarlamentare Elena Gentile.

Celebrati questo pomeriggio i funerali di Luigi e Aurelio Luciani, i due fratelli tragicamente coinvolti nell’agguato che è costato la vita al boss manfredoniano Romito e al suo autista, il cognato Matteo De Palma. Durante la celebrazione, svoltasi nella Chiesa Madre di San Marco in Lamis, presenti le maggiori autorità istituzionali, politiche e militari della Capitanata, nonché i gonfaloni e i sindaci del Gargano.

La chiesa era gremita all’inverosimile e all’esterno sono rimaste centinaia di persone. Nella sua omelia il parroco, don Pietro Giacobbe, ha più volte fatto riferimento al sacrificio di Gesù Cristo sulla croce. “Ci chiediamo – ha detto tra l’altro il sacerdote – perché è successo a noi. Non abbiamo risposte”. Un’omelia, quella del parroco sammarchese, un tantino sottotono rispetto al grave fatto di sangue accaduto. Chi invece ha fatto riferimento esplicitamente alla Mafia – con coraggio - è stata la cognata dei defunti, l’insegnate di lettere Maria del Mastro: «La mafia serpeggia nei nostri ambienti: cruda, cieca e silenziosa. La mafia è connivenza, è girare la testa dall'altra parte».

Alla fine del rito funebre i feretri sono stati salutati da un lungo applauso. La folla, inoltre, al passaggio delle autorità presenti, ha chiesto e gridato “giustizia!” per i due fratelli, vittime innocenti dell’agguato di mafia del 9 agosto scorso.

Intanto, si fa strada tra gli investigatori l’ipotesi che i due fratelli non siano stati ammazzati perché testimoni oculari, ma perché scambiati per altre persone, legate ai traffici del clan Romito. L’equivoco potrebbe essere stato il pick up bianco usato dai coltivatori diretti nei campi, identico a quello di altri due malavitosi della zona, con i quali Romito e De Palma avevano appuntamento alla stazione. 


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