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San Marco in Lamis, proteste e paure: "Troppi cani randagi"

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Cinque semplici regole per evitare che un cane libero ci morda o morda i nostri bambini

Sempre più segnalazioni a San Marco in Lamis circa le aggressioni da parte dei cani randagi. La situazione più preoccupante in Via della Repubblica (nei pressi del Liceo Classico) e nelle parallele vicine, dove sono soliti stazionare numerosi “amici” a quattro zampe anche di grossa taglia. A farne le spese alcuni motociclisti (lamentele arrivano pure da chi ama andare in bici) spaventati dall’atteggiamento aggressivo dei cani, che in alcuni casi ha provocato loro rovinose cadute. Situazione fotocopia, inoltre, per diversi passanti che, più per paura preventiva, spesso sono costretti a cambiare strada nel timore di un attacco. Numerose, inoltre, le segnalazioni registrate sui social network da parte di cittadini indignati anche per l’indifferenza delle istituzioni: «Non è possibile camminare e trovare cani randagi per il paese, è una vergona», tuonano in molti.

Un problema annoso, quello del randagismo, gestito unicamente dai volontari (alcuni anche improvvisati), i quali sulla carta, dovrebbero essere solo di ausilio alle istituzioni e non  sostituirsi ad esse. Il perno principale della questione, come più volte denunciato dall’associazione Arca di Noè, è l’assenza di un ricovero vero e proprio o di politiche finalizzate a contrastare il randagismo con azioni sinergiche di Comune, Asl e volontariato. Un esempio potrebbe essere il progetto “Zero cani in canile” (focus) che ha visto calare vistosamente le spese per il randagismo nei comuni dove è stato applicato - Vieste è passata da 140mila euro a circa 10mila all’anno, Cerignola da 18mila a 9mila euro al mese - e questo semplicemente puntando sulle adozioni, sterilizzazioni ed educazione della popolazione. (foto: archivio)


CINQUE SEMPLICI REGOLE PER EVITARE CHE UN CANE LIBERO CI MORDA O MORDA I NOSTRI BAMBINI (da “Ti presento il cane”).

1) Anche se si ha paura dei cani (anzi, soprattutto se si ha paura dei cani) NON si deve scappare, non si deve correre, non si deve urlare. Per nessun motivo al mondo. Spiegazione: il cane è un predatore (più precisamente, è un misto tra predatore e opportunista: ma discende in linea diretta da un predatore puro e ha ancora nel suo DNA tutti i meccanismi della predazione). E cos’è che stimola l’impulso predatorio presente in tutti i cani del mondo, dal bassotto al rottweiler? Il comportamento della preda. Tutti sanno benissimo che i gatti che vengono uccisi dai cani sono quelli che scappano: quelli che hanno imparato a rimanere immobili la fanno quasi sempre franca. Bene, impariamo dai gatti e rimaniamo immobili: anche se il cuore ci arriva in gola. Cosa ancor più importante: spieghiamo ai bambini che devono rimanere immobili.

2) Non si deve MAI guardare fisso negli occhi un cane sconosciuto. Spiegazione: nel linguaggio canino, questo è un gesto di sfida. E qualche cane potrebbe raccoglierla, rispondendo di conseguenza. Lo sguardo va distolto (anche se abbiamo paura) per indicare al cane che non intendiamo litigare con lui. Se proprio vogliamo tenerlo d’occhio, facciamolo socchiudendo gli occhi o ammiccando ripetutamente: questi, in linguaggio canino, sono segni di pacificazione e di invito alla calma.

3) Non aggrediamo il cane! Ovvero: non urliamogli “SCIO’! VIA! VATTENE!” e non colpiamolo in nessun modo. Spiegazione: moltissimi casi di morsicatura sono, in realtà, casi di “legittima difesa” da parte del cane che si è avvicinato magari per semplice curiosità e /o con intenzioni amichevoli, ma è stato accolto a urlacci, borsettate o addirittura bastonate da persone che, avendone paura, hanno pensato che “la miglior difesa fosse l’attacco”. Questo, purtroppo, non sempre funziona.

4) Non prendiamo MAI in braccio bambini o cagnolini. Spiegazione: anche questo stimola l’impulso predatorio: e in questo caso siamo “noi” a costringere l’esserino di cui siamo responsabili a comportarsi come una preda, tirandolo via da sotto il naso del cane e sollevandolo improvvisamente. Ma non c’è solo l’impulso predatorio: c’è anche il semplice desiderio di giocare, che a volte può causare disgrazie.

4 bis) Se un cane ha morso un bambino o un cane che tenete in braccio, NON cercate di strattonarlo via. Purtroppo è istintivo cercare di sottrarre la vittima tirandola via dalla bocca del cane… ma la maggior parte delle ferite gravi causate dal morso del cane non sono dovute al morso stesso, ma all’azione degli astanti che:

a) tirando, strappano loro stessi la carne della vittima;

b) stimolano la possessività del cane, che vedendo qualcuno che entra in competizione con lui per togliergli la sua “preda” tende a stringere più forte, oppure a migliorare la presa assestando morsi successivi.

5) Ricordiamo che la legge VIETA ai proprietari di lasciare i cani liberi in ambiente urbano e nelle aree aperte al pubblico. E’ obbligatorio tenerli al guinzaglio e, se hanno un carattere non del tutto affidabile, devono essere anche provvisti di museruola.

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