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Rignano, incontro sulla raccolta differenziata

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Con la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani si avrà meno inquinamento e più risparmio, a Rignano Garganico. È stato più o meno questo il leitmotiv ad animare dall’inizio alla fine l’incontro-dibattito sul tema, svoltosi, l’altra sera, nella sala consiliare del locale Municipio, gremita di pubblico selezionato ed attento. 

Va detto subito che si tratta del “porta a porta”, ritenuto da molti il più redditizio sul piano educativo - comportamentale e su quello prettamente economico. Finora si era ricorso esclusivamente all’uso dei cassonetti pubblici con i vari distinguo a vista (umidi, plastica, vetro, ecc.), posti nei punti strategici dell’abitato. Metodo, quest’ultimo, risultato qui ed altrove quasi sempre deludente, un po’ per incuria e superficialità dei cittadini, un po’ per difficoltà di controllo da parte dell’Ente locale. Da qui la necessità di passare alla raccolta predetta, che altrove ha dato risultati estremamente positivi, appaltando il servizio a ditte esterne provette, capaci di rispettare e far rispettare le regole al riguardo, in via di perfezionamento. Si passerà poi al bando pubblico selettivo delle offerte.

In vista di tali obiettivi, ha precisato, il sindaco Luigi Di Fiore nella sua succosa introduzione - seguiranno una serie di riunioni propedeutiche. Tanto, al fine di elaborare una proposta definitiva costruita dal basso e riflettente l’esigenza collettiva. Lo ha seguito a ruota il consigliere delegato al ramo, Pasquale Longo, che ha letto e spiegato una non di meno succosa e illuminante relazione scritta. In essa, dopo aver fatto una breve storia sulla normativa, ha messo in evidenza i vantaggi economici che si riscontrerebbero “con la differenziata di plastica, alluminio, carta, acciaio, rame, rifiuti organici, legno, sughero, metalli, rifiuti di cantiere, ecc., e dipenderebbero strettamente dalla purezza del rifiuto”. Altrettanto, i benefici sarebbero di varia natura: ambientali, economico diretto ed indiretto, per la salute. Notevoli, pure, sarebbero i risparmi: idrico, di combustibili, di energia elettrica e delle materie prime in generale.

Quindi si è aperto il dibattito. Innumerevoli gli interventi dalla platea: il coordinatore di “Rignano che vorrei”, Venanzio Ponziano (professore), il consigliere delegato Pasquale Di Carlo, il medico Matteo Danza, l’avvocato Nicola Gentile, l’ex-assessore al ramo del passato Antonio Renza, l’ex-sindaco Nicola Saracino, Leonardo Del Vecchio, il sindacalista Michele Longo, il mancato sindaco Peppino Di Michele e Giovanni Tusiano. Più o meno gli interrogativi riguardavano l’educazione al ben fare, l’evasione della tassa sull’immondizia, i depositi abusivi di materiale di scarto e rifiuti vari nei luoghi più disparati, la premiazione dei cittadini osservanti, la riduzione e l’esenzione della tassazione per turisti ed emigrati e soprattutto per coloro che abitano nel centro storico, come pure la buona tenuta dello stesso, ecc. A fugare le perplessità e a rispondere agli interrogativi hanno provveduto di volta in volta con appropriatezza, non solo il sindaco, ma anche il consigliere Antonio Aniceto, ma soprattutto l’ingegnere Michele Chiumento di San Giovanni Rotondo, esperto nella materia differenziata dal punto di vista tecnico ed operativo.

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