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La Grande Monnezza

 

I recenti sequestri effettuati a San Marco in Lamis dai Carabinieri del Noe e dalla Asl di Foggia circa i formaggi privi di tracciabilità o prodotti presumibilmente con latte di animali infetti, ha sollevato più di un dubbio sulla qualità del cibo che quotidianamente finisce sulle tavole dei sammarchesi. Difatti, ben poco sappiamo sulla provenienza di caciocavalli, ricotte e altri prodotti definiti “locali” che, forse a torto, riteniamo migliori di quelli etichettati solo perché meno gustosi o dall’aspetto pallido e “industriale”.

Ma dove brucano gli ovini marchiati San Marco in Lamis? Qualche preoccupazione arriva dalle bombe ecologiche che da anni incombono minacciose a poche centinaia di metri dalle nostre teste. È il caso, ad esempio, delle vecchie discariche comunali ubicate nella Valle di Vituro (foto di copertina: discarica di Valle Vituro, una collina di rifiuti nascosta da un sottile strato di terreno)  e nelle vicinanze della “nuova” Pretura. Discariche in disuso dagli anni '80 e mai bonificate. Tonnellate di monnezza di ogni tipo, che ormai hanno inquinato irrimediabilmente il terreno e le falde acquifere. Una zona liberamente accessibile, soprattutto agli animali al pascolo (foto in basso). Rischi latenti, ben noti agli stessi allevatori, che a più riprese hanno chiesto di mettere in sicurezza l'area. Per correre in loro aiuto, visto l'alto costo delle bonifiche in materia di ex discariche, tempo fa si era pensato di delimitare il luogo con blocchi di pietra (scarti delle cave) e isolare ulteriormente i rifiuti con del terreno. L’intervento però è rimasto nel libro degli annunci e non se ne fece più nulla. Anche perché a Palazzo Badiale si attende da anni di poter usufruire di fondi regionali da destinare alla bonifica ma, almeno fino ad oggi, con scarsi risultati.

Altra apprensione per la salute dei cittadini arriva dall'inquinamento elettromagnetico irradiato dalle apparecchiature di telefonia mobile disseminate in paese (anche a ridosso delle abitazioni) e dai ripetitori radiotelevisivi ubicati su Monte Celano. Una miriade di antenne in grado di far impallidire il Muos di Niscemi, il sistema di comunicazioni satellitare in fase di realizzazione in Sicilia e gestito dal Dipartimento della Difesa degli Sati Uniti.

In passato, a San Marco in Lamis, su sollecitazione di alcuni residenti che registrarono in famiglia numerosi casi di tumore, l'Arpa posizionò nelle abitazioni degli interessati alcune apparecchiature in grado di rilevare le quantità di radiazioni emesse dalle antenne incriminate. Le misure, all'epoca, fornirono valori rassicuranti, al disotto dei livelli di guardia. Ma studi recenti, lontani anni luce dalle lobby delle telecomunicazioni, consigliano sempre più l'adozione di politiche cautelative per tentare di mettere al riparo la popolazione. Tutto ciò a fronte di un continuo e crescente aumento dell'esposizione ai sistemi Tlc (wi-fi, wi-max, telefonia, tv, videosorveglianza ecc.), vista la mancanza di elementi di valutazione attendibili sui possibili effetti a lungo termine.

 

Antonio CIAVARELLA

"Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla". (Albert Einstein)

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