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Questione "Opera Pia" e non solo: come stanno realmente le cose?

Palazzo Badiale altoIl 9 dicembre si è tenuta una riunione della Commissione Consiliare Comunale per il Bilancio per discutere di una sentenza (n. 00586/2015) del TAR Puglia riguardante un ricorso dell’Opera Pia “Michelina ed Eugenia Gravina” teso ad ottenere il risarcimento per l’esproprio di suoli di proprietà della stessa su cui sono state edificate tre palazzine della Cooperativa Edilizia “San Michele” (parliamo di fatti risalenti al 1993, circa 25 anni fa).

La sentenza (reperibile nel sito “Giustizia Amministrativa”, che riproduciamo in allegato) ordina al Comune di San Marco in Lamis “la restituzione alla ricorrente degli immobili illegittimamente detenuti, previa necessaria riduzione in pristino, con salvezza di ulteriori provvedimenti” e, nel contempo, “rigetta la domanda di risarcimento del danno da illegittima occupazione”.

Praticamente, il Comune dovrebbe far demolire le opere realizzate su quei suoli, anche se non si capisce bene se per tali opere sono da intendersi le tre palazzine o, semplicemente, le opere di urbanizzazione primaria realizzate (la sentenza non appare molto chiara). Nel corso della sentenza, però, il TAR sembra anche suggerire al Comune di rimediare “promuovendo una transazione o la riedizione del procedimento espropriativo”.

Che cosa significa tutto questo? Il Comune deve fare un’offerta di risarcimento in via transattiva o deve rifare l’esproprio e pagare a prezzo di mercato con la rivalutazione monetaria e gli interessi? Di che importi si tratta? Di centinaia o di decine di migliaia di euro? Perché una sentenza, dopo 3 anni, ancora non viene eseguita? Che riflesso ha la vicenda sul risanamento finanziario?

Visto che di sentenze del genere ve ne sono anche altre (come la 01013/2015 che riguarda sempre l’Opera Pia per i suoli di Via Gravina, su cui pure sono state costruite palazzine di cooperative edilizie per i quali l’Ente Morale, a quanto pare, richiede un risarcimento milionario, o come quella sul suolo della Caserma dei Carabinieri, quella dell’esproprio di Via Celano o il contenzioso con la COLMAR per la cava, ecc.), che cosa si deve aspettare la popolazione? Che dopo 5 anni di amministrazione straordinaria per il dissesto, il Comune si troverà nuovamente con i conti in rosso?

Non sono pochi i cittadini che lamentano il comportamento ermetico e poco trasparente degli amministratori (ma anche dell’opposizione) che su queste vicende tengono all’oscuro la popolazione, mentre ogni tanto salta fuori qualche notizia di poco conto, che, evidentemente, serve solo a distrarre per coprire una situazione molto più grave di quello che si vuol dare ad intendere. E, se non è così, perché nessuno spiega come stanno realmente le cose?

Ecco: queste sono le domande dei cittadini che noi rigiriamo agli amministratori, opposizione compresa.

Risponderà qualcuno?

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