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San Marco in Lamis, pensionato aggredito da cane randagio

Paura qualche giorno fa per un pensionato di San Marco in Lamis aggredito da un cane randagio. L’uomo, un dirigente scolastico in quiescenza, stava attraversando la Villetta Comunale quando un cane di grossa taglia gli si è avventato contro abbaiando. Preso dallo spavento, il pensionato ha tentato la fuga cadendo però rovinosamente con il viso a terra. Per il malcapitato è stato necessario l’intervento del 118.

Un problema, quello del randagismo, che continua a tenere banco anche sul web. Numerosi infatti gli appelli rivolti all’amministrazione comunale a prendere provvedimenti per garantire la giusta sicurezza ai cittadini e nello stesso tempo tutelare l’incolumità degli amici a quattro zampe. Troppo spesso, infatti, giustizieri fai da te hanno tentato di risolvere il problema ricorrendo alla deplorevole pratica dell’avvelenamento.

Secondo quanto si legge sui social network, l’amministrazione comunale avrebbe affrontato la questione con una certa leggerezza, limitandosi unicamente ad elargire un contributo fisso mensile di mille euro all’Associazione Arca di Noè, sodalizio animalista presieduto da Antonietta Torelli. Lo stesso atteggiamento, del resto, assunto dalle diverse amministrazioni che negli anni si sono avvicendate a Palazzo Badiale.

Cadute nel vuoto, inoltre, le reiterate proposte per la costruzione di un canile comunale. Insomma, tutto è lasciato alla buona volontà dell’Arcà di Noè che, ad oggi, ospita circa 80 randagi in un rifugio realizzato su un suolo privato “all'Interno del quale - ha esternato una volontaria su Facebook - abbiamo effettuato grandi lavori di adeguamento, abbiamo creato cucce coibentate per i nostri ospiti spendendo alcune migliaia di euro (a spese dell’associazione, ndr). Effettuiamo periodicamente lavori di potatura e taglio di erba (spendendo altre centinaia di euro) e tanto altro. Se il comune prestasse un minimo di attenzione alle nostre proposte, oggi non saremmo qui a parlarne”.

Sulla questione è intervenuto diverse volte il sindaco di San Marco in Lamis Michele Merla, anche in risposta alle proteste dei cittadini apparse sulla sua pagina social, accusato di aver preso sottogamba la problematica del randagismo: “Non sottovaluto affatto il fenomeno - ha scritto Merla su Facebook -, ma lo affronto per quello che è. Sterilizziamo 15 cagne al mese, e diamo in adozione 30/35 cani al mese (qui force c’è un refuso: con questi numeri il fenomeno si sarebbe estinto nel giro di pochi mesi, ndr). I cani rimangono nei quartieri perché qualcuno gli dà da mangiare. Questo è il dato”.

Diverso quanto succede nella più civile San Giovanni Rotondo. Il Comune, oltre ad aver posizionato da tempo i cestini per la raccolta delle deiezioni canine, per incentivare le adozioni dei cani randagi e per la gestione del Canile Comunale spende cifre ben più importanti. Ma questa è un'altra storia.

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