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Ritornano le classiche sagre della carne di capra e della “musciska”, a Rignano Garganico

SagraCapra2015E’ tempo di sagre anche a Rignano Garganico. Il riferimento è a quella della carne di capra, cotta in ‘acqua e sale’, giunta alla sua 35^ edizione, e alla ‘Muscisca’ di nove anni più recente.

Va detto subito che per la prima volta entrambe avranno la medesima data e luogo. Infatti, si terranno sabato 12 agosto, con inizio alle ore 19,30, nello sconfinato Largo Portagrande, all’ombra della millenaria Torre bizantina e dirimpetto all’austero ed architettonico edificio scolastico, realizzato dal passato regime. Si affaccia pure sullo stesso Largo, il centro multimediale -laboratorio didattico su Grotta Paglicci e il Paleolitico del Gargano e più in là ‘Lu Pizze dell’urte’ o Ripa, da dove si può ammirare il panorama ‘mozzafiato’ sulla piana sottostante e di fronte i Monti Dauni. A promuovere la ‘grande tavolata’ dell’uno e dell’altro evento, ci ha pensato ancora una volta la locale Associazione ‘Pro Loco’, diretta da alcuni anni dall’intraprendente Pietro Bergantino. Anzi, circa la prima ‘specialità’ l’origine si confonde con la stessa data di nascita dell’associazione, essendone una figlia prediletta. Ma vediamo di che si tratta dal punto di vista culinario. La carne di capra viene lessata per ore ed ore in grandi pentole di acqua, ben condita non solo di sale, ma di una serie di erbe aromatiche e spezie su cui vige il più stretto ‘top secret’ da parte degli organizzatori. Meno complicata appare la preparazione della Muscisca. Si prende della carne, vitello o maiale (nei tempi passati si usava, solo quella ovino-caprina, di cui si dirà), la si taglia a strisce e la si lascia marinare per qualche giorno con sale, peperoncino e seme di finocchietto selvatico. Quindi, la si lascia arrostire sul fuoco per poco tempo, prima di servirla. La vera ‘Muscisca’, ossia quella che si richiama alla tradizione, la preparazione è ben diversa e si usa soltanto la carne di ovini – caprini. Tagliata a fette, e condita come la precedente, dopo aver ben steso su una rastrelliera in legno, la si lascia essiccare al sole per diversi giorni, sino a farla diventare dura. La conservazione può durare addirittura una intera stagione. L’origine della Muscisca risalirebbe, secondo alcune fonti, all’inizio della transumanza praticata su tutto il Tavoliere (fine 500 – unità d’Italia) e serviva come accennato per conservare la carne, in occasione di moria di ovini per indigestione da erbe (ed erano centinaia e centinaia). L’anzidetta carne ‘mortacina’ veniva venduta a basso prezzo sotto il controllo dei cosiddetti’bassettieri’ , venuti appositamente da Palazzo Dogana in Foggia, a Villanova, località sotto Rignano che, a quei tempi funzionava da Capo-posta. Ed era una delle più fiorenti in termini di baratto e di commercio. La stessa faceva parte della ‘Locatione Arignani’ (isola amministrativa della Dogana) era una delle più estese e ricche della piana. Qui funzionava un’avviata panetteria e si commerciava soprattutto pellame e formaggi. Ad intrattenere gli ospiti con musiche e canti, ci saranno Salvatore Villani (‘Etnomusicantes’ – Special Guest ) e Ciro Iannacone Band. Le manifestazioni in parola si avvalgono del patrocinio di Comune e Parco e della sponsorizzazione di una serie di sodalizi e aziende private. Tra l’altro, in elenco ci sono: Banca BCC di San Giovanni Rotondo, Italiana Assicurazione, Vincitorio Costruzione, Vivai Villanova, Viaggi Russo, Art Decor di L.Ianno, Alimentari Draisci e Punto Sigma, Panifici Resta e Dolce - salato, ecc. In tutto ne sono una trentina, quasi tutti del posto. Tanto a significare il forte legame che lega il mondo del lavoro al territorio.    

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