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Domenica, 13 agosto, dalle ore 18.00 in poi, Libro Il Tesoro (Paglicci) e sagra del Cinghiale, a Rignano G.

RaimondoLibro2017ChiesaDomenica 13 agosto altro abbinamento tra cultura e sagra gastronomica, a Rignano Garganico.

Nel primo caso si tratta della giornata nazionale pro Grotta Paglicci 2017, promossa dal Circolo Culturale “Giulio Ricci”, d’intesa con Comune, Regione, Provincia e Parco e con il coinvolgimento del mondo associazionistico locale, inteso con il comune nome di “Amici di Paglicci”. Come già preannunciato l’iniziativa in parola vedrà lo svolgimento alle  ore 18.30, presso l’accogliente Auditorium dell’ex-Chiesa del Purgatorio (struttura di recente restaurata), cuore del borgo antico medievale. É la seconda edizione consecutiva. Lo scopo è di  non far spegnere i riflettori dell’attenzione e di tenere costantemente il pubblico sempre aggiornato su questo bene culturale che il mondo intero invidia per la messe di dati che fornisce sulla vita dell’uomo primitivo più arcaico (Paleolitico Superiore, Medio e Inferiore). Anche questa volta si tratta di un libro dedicato al tema, non a carattere scientifico e comunicativo, bensì  un racconto – novella sostenuto dalle ali della fantasia e della creatività letteraria, a cominciare dal titolo ‘Il Tesoro’. Ne è autore Arturo Palma di Cesnola, direttore per oltre trent’anni degli scavi archeologici presso l’anzidetto sito ed autore di una miriade di volumi e scritti scientifici al riguardo, nonché cittadino onorario di Rignano, A curarne trascrizione e grafica sono stati Antonio ed Angelo Del Vecchio. Entrambi giornalisti  e da tantissimi anni puntuali cronisti di ogni novità sull’argomento. Sono previsti autorevoli interventi, oltre a quelli rituali del Sindaco Luigi Di Fiore e del delegato al ramo, avvocato Viviana Saponiere. Il tutto sarà moderato da Angelantonio Mastrillo dell’Università di Bologna e da Saverio Serlenga, giornalista.  Subito dopo, con inizio alle ore 20.00, si ripeterà  in Largo Portagrande per il XVII anno consecutivo la sagra del Cinghiale, ritenuta assieme a quella della Carne di capra ‘acqua e sale’ e alla Muscisca, una delle più originali e gustose della Capitanata.  Vediamo perché. C’era una volta… il cinghiale. Era un animale assai diffuso nei boschi del Gargano, alla pari dei lupi, di cui era la preda preferita, come pure per i cacciatori. . Nel primo caso, per ogni animale abbattuto, questi ultimi avevano diritto a percepire una determinata taglia (sino alla fine dell’800 c’era una specifica voce in bilancio). Nell’altro caso, i cacciatori ne andavano pazzi per la bontà e l’abbondanza della carne. Pertanto, per i seguaci di Diana il cinghiale era considerato non solo  una preda ambita, ma anche  un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento.  Come accennato, solo nel corso del secolo passato ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l'uomo, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, il maiale. Da più anni, con la costituzione dell’Ente Parco del Gargano, si pensa al ripopolamento e alla conservazione di questa specie, come d’altronde già si fa per altri tipi di animali, un tempo autoctoni, come daini, cervi, ecc. Sta qui, la ragione dell’ iniziativa promozionale rignanese, quella di incrementare e sviluppare questa specie di selvaggina, come già si sperimenta da tempo per lepri, volpi, faine, ecc.  La stessa èorganizzata come ogni anno dall'Associazione Cacciatori "La Cascina" in collaborazione con vari Enti Pubblici e privati. Collaborano per l'occasione alla Sagra il Comune ospitante, la Pro Loco e la Federazione Italiana della Caccia. Tutti a tavola per gustare: pasta fresca con sugo di cinghiale, brasato di cinghiale, insalata, pane e buon vino

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