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La specie imprevista n. 405: Gli spazzini di Facebook

logo facebookNon penso che sia facile vedere tutti i giorni (tutti i giorni!!) teste tagliate. Soprattutto. Ma anche gente che viene incendiata e bambini violentati. C’è l’imbarazzo della scelta nel decidere da dove iniziare a vedere e tagliare. Tutto il marcio e l’inutilità dell’umanità è davanti ai loro occhi.

E questa gente è spesso sottoposta a sedute da psicologi e psichiatri per tutto quello che “digerisce”, e quindi seleziona tutto lo scibile umano sottoforma di filmati per rendere più abbordabile internet. Sono “gli spazzini” di facebook.

Sono questi i nuovi mestieri del futuro. Un futuro che è ormai presente. Sembra che il futuro non esiste più: è talmente veloce il nostro tempo che non riusciamo più ad avere il concetto di futuro!

Tutto quello che vediamo è un già stato visto e provato. Non ci sono più le attese di una volta. Il “Sabato del Villaggio” Leopardiano è un lontano ricordo.

Tagliatori di teste al contrario: ragazzi che vengono pagati per ripulire il web da schifezze varie a 15 dollari l’ora (stomaco permettendo). Non tutti ci riescono. Per vedere chi è capace e chi no, gli aspiranti spazzini di facebook vengono messi davanti a dei monitor per assistere senza battere ciglia, a scene tra le più assurde di tutte: uomini e bambini insieme che vengono legati e incendiati, con i loro corpi che cercano di fuggire, immersi tra le fiamme.

Donne stuprate da branchi di uomini che non sanno dove si trovi il concetto di dignità e onore, stupri che non si possono descrivere: somigliano a delle scene di tortura che non hanno fine. Teste che vengono issate su pali, mentre i corpi hanno ancora sussulti di vita... e tanta altra schifezza ancora di noi “Specie imprevista”.

L’apprendistato dura sei mesi (per chi ci arriva), poi si inizia il lavoro quotidianamente: e da quel momento sei il giudice in terra di ciò che è visibile da ciò che non lo è. Vorrei sapere da questi ragazzi che ripuliscono il modo del web dalle schifezze degli uomini, se alla fine del lavoro credono in dio. Se credono nella giustizia terrena e divina, se credono nella misericordia, nella provvidenza, nel paradiso, nell’inferno, nel giudizio universale.

Forse cambieranno opinione quasi tutti i giorni, gi spazzini di facebook: un giorno crederanno in tutto questo e il giorno dopo in nulla.

Qualcuno di questi ragazzi dopo pochi giorni lascerà questo lavoro, e ne troverà un altro. E sicuramente nel nuovo lavoro andrà ad associare misfatti visti su internet che lui ha tagliato per eliminarlo dalla visione, con i misfatti quotidiani: quelli perpetrati negli uffici, a scuola, nei luoghi di ritrovo.

E chissà se riuscirà a trovare delle differenze, anche se piccole. Le differenze se ci sono avranno come comune denominatore il sangue: su facebook nelle scene eliminate c’è sempre; nella vita “non violenta apparentemente normale di tutti i giorni”, non c’è sangue.

Ma la differenza sarà minima: il male si annida ovunque e con modalità diverse, sia se è stato postato su internet, e sia se non lo è stato!!

Soundtrack: “Il pilota di Hiroshima” - Nomadi

Book recommended: “Senza sangue” di Alessandro Baricco

Film recommended: “Mondo cane” di Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara e Franco Prosper

Mario Ciro Ciavarella

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