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Storie Mondiali n. 17: La maglia più bella (o più brutta) del Mondo

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Pochi ricordano le maglie dei portieri di calcio degli anni ’60 e ’70, quelle tutte nere. Come le divise degli arbitri. Con le maniche lunghe e il collo a “dolcevita”. Di tute non se ne parlava proprio: le gambe dei portieri erano sempre scoperte ed erano visibili le ferite sulle ginocchia.

Poi c’è stata anche l’evoluzione delle divise da calcio e gli sponsor tecnici hanno studiato come renderle più belle e attraenti per la vendita. I più famosi marchi (è inutile citarli tutti) hanno anche cercato nuovi materiali da usare per produrle. E alla fine abbiamo delle divise “tecnologiche” e quasi indistruttibili: è molto difficile vedere dei calciatori con maglie strappate durante una partita.

Le divise più “strane” sono quelle dei portieri: quasi ipnotiche, concentriche, a zig-zag (come design), con pantaloni della tuta extralarge… Uno dei primi calciatori che usò una maglia per “ipnotizzare” gli avversari è stato il portiere del Messico, Jorge Francisco Campos Navarrete. Una divisa di difficile definizione come colore o tonalità. Era fatta apposta per distrarre o attrarre fin troppo l’attenzione su quell’uomo che difendeva la porta avversaria. Come se dovesse essere un bersaglio mobile da colpire invece che evitare.

Fino ad arrivare alla divisa che molti definiscono la più bella del Mondo. quella degli Stati Uniti del Mondiale di Calcio del 1994. Che si svolse proprio in America.

La divisa è di colore celeste con grandi stelle che scendono da destra verso sinistra. È una divisa tipicamente americana: è esagerata!! Vistosa, e quasi grida per farsi notare. Da considerare che quella edizione della Coppa del Mondo venne organizzata proprio lì, negli Stati Uniti, dove il calcio fino a quel momento non riuscì ad essere molto seguito.

Però, vedendo per la prima volta, all’improvviso, i calciatori vestiti in quel modo, sinceramente non vedo molto che possa avvicinarsi ai canoni tipici della bellezza. Il colore non è molto marcato: dà il senso di una tinta che in natura non esiste. Quelle stelle che scivolano lungo i fianchi fino ad arrivare sulla pancia dei calciatori, danno un senso di uno scivolo concentrico che nulla aggiunge alla bellezza del calcio.

E la divisa del portiere sembra il Cubo di Rubik animato e gigante. È una divisa che non somiglia a nulla che esista in ambito sportivo, sembra asettica, anonima e che non dà il senso del gesto atletico dei calciatori.

La divisa da calcio più bella del Mondo forse non esiste, e se esiste è quella che abbiamo immaginato indossare quando eravamo bambini, con quel numero e con lo scudetto cucito dalla parte del cuore.

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