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The Butterflys, le radici degli Atomium

045 - Butterflys 1971Continua il viaggio nella storia dei gruppi musicali del nostro paese. I Butterflys, nati agli inizi dei settanta, verranno principalmente ricordati come le radici degli Atomium

Nel 1971 nasce in paese un gruppo musicale formato dall’unione di quattro giovanissimi del posto alla loro prima esperienza. Sono tutti minorenni, tranne il batterista, e hanno un grande desiderio di suonare e divertirsi. Decidono di chiamarsi i Butterflys, le farfalle, e sono Mario Mossuto al basso, Leonardo Parisi tastiere e voce, Angelo Accadia alla chitarra e il già citato batterista, Mario Masullo. Hanno imparate ad usare gli strumenti in brevissimo tempo ciascuno presso diversi insegnanti o tra conoscenti del luogo. Mario Mossuto si è formato nella minuscola scuola-bottega di calzolaio di Michele Fulgaro e Leonardo Parisi nientedimeno che dal maestro Tonino Lombardozzi mentre ignoriamo le origini di apprendistato di Angelo Accadia. Curiosa invece l’esperienza ai tamburi di Mario Masullo. Poiché inizialmente alla batteria avrebbe dovuto esserci Leonardo Pignatelli, in quel momento però impegnato nei Rubacuori, il posto fu momentaneamente rilevato da Mario in attesa di tempi migliori. Lo stesso Leonardo Pignatelli si impegna ad insegnare a Mario Masullo a suonare la batteria senonché quando, l’anno seguente, la band si scioglie per dare spazio alla nuova formazione (gli Atomium), Leonardo Pignatelli, a sorpresa, anziché tornare ai tamburi assume il ruolo di cantante principale e, insieme al nuovo arrivato, Paolo Pinto, chitarrista al posto di Angelo Accadia, diede il via alla nuova esperienza musicale.

La durata di vita del gruppo fu breve (poco più di un anno) e non lasciò tracce profonde nella storia musicale del paese, ma fu quindi fondamentale per la nascita degli Atomium. Insomma servì essenzialmente come base e sostegno per un nuovo progetto musicale, più consistente come proposta, nato pure lui all’alba di un decennio di grandi aspettative in un momento in cui i suoni si stavano indurendo e le nuove prospettive, tra Hard Rock e Progressive, stavano già tracciando nuove linee all’orizzonte. Un nuovo percorso creativo che ben presto tutti avrebbero attinto per i loro bisogni stilistici. Gli stessi Atomium passarono, in tempi brevi, da una visione limitante di intrattenimento, semplice e genuino, come allora era preminente, ad una forma più espressiva, qualitativamente più avanzata, della loro musica adeguando il loro suono ai nuovi stilemi del rock.

Dei Butterflys ricorderemo il suono liquido delle tastiere Farfisa di Leonardo Parisi e la sua voce tremolante nonché la simpatia e la tenerezza che riuscirono a trasmettere e con cui affrontarono il difficile compito di crescere musicalmente in un ambiente in cui, nonostante ci fosse una bella scena musicale in movimento, era tuttavia difficile per i giovani trovare altri punti di riferimento aggregativi.

Del gruppo originale l’unico che abbia proseguito imperturbabile una leggendaria carriera musicale è stato Mario Masullo, il batterista. Dopo i Butterflys passò agli Atomium e quando anche questi si sciolsero per dare corpo alle nuove velleità artistiche di Paolo Pinto, (Il Mosaico) egli impara presto a militare nei vari gruppi che si succedono in paese (Nuova Sintesi, etc.) dando in ciascun passaggio il proprio contributo professionale sempre con un drumming preciso ed impeccabile finché non approdò in ambienti vintage con i Revival di Michele Fulgaro et co, veri dinosauri del pop, per finire infine nel celebre gruppo tradizionale Festa Ferina e Folk, senza disdegnare mai collaborazioni, per esempio nei dischi di Mikalett o nei vari appuntamenti musicali che puntualmente si svolgono in città.

Luigi Ciavarella

 

Ultima modifica ilSabato, 22 Aprile 2017 10:46
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