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Banco del Mutuo Soccorso

banco io sono nato legacy 1IO SONO NATO LIBERO (1973 – 2017)

Fra le tante riedizioni di dischi storici, quelle cosiddette Legacy edition che ormai vengono proposte in confezioni di lusso o extra lusso, in doppio, triplo etc, Cd o vinile con costi a volte esagerati, con la versione originale, quasi demo o senza i successivi arrangiamenti di prassi abbiamo fatto una dovuta selezione e mi è piaciuta particolarmente questa del Banco del Mutuo Soccorso. Come tutti noi appassionati di rock sappiamo tre sono i gruppi che hanno prodotto veri e propri capolavori che resteranno nel tempo ovvero la Premiata Forneria Marconi, gli Area e, naturalmente, il Banco.

E dopo le edizioni Legacy del Banco degli anni scorsi riguardanti Darwin e il primo album, il mitico “Salvadanaio”, album entrambi fondamentali, ecco che arriviamo al capolavoro, secondo me, dell’intero progressive italiano, a completamento della mitica trilogia del gruppo ovvero Io sono nato libero.

Al prezzo di un normale Cd (a 18€ circa, almeno su Amazon!) troviamo oltre alla versione masterizzata del, sottolineiamo, miglior album del gruppo rock romano, anche un secondo disco che contiene nuove tracce, fra cui l’ultima in cui Vittorio Nocenzi racconta la genesi dei due dischi, Io sono nato libero e La libertà difficile. Ed è lo stesso Nocenzi che molto gentilmente mi ha ricevuto nello studio di registrazione di Fabio Liberatori e raccontato di questo interessante progetto illustrandomi tra l’altro il motivo per cui ha acconsentito a questa nuova emissione prima del non lontano nuovo concept-album in preparazione e dell’altro lavoro, un’opera contemporanea basata sulla figura di Orlando, a cui sta lavorando insieme all’erede musicale, il figlio Michelangelo. Tornando a Io sono nato libero, bisogna dire che, oltre alla qualità musicale va apprezzata la confezione del cofanetto, nella quale i due Cd sono racchiusi, un libro di quaranta pagine con pesante copertina cartonata con all’interno tante foto del percorso Banco (rappresentato anche da una sorta di albero genealogico che parte da Donna Plautilla, inciso nel 1970 per la RCA ma edito successivamente dall’etichetta indipendente Raro! Records) e una lunga e dettagliata presentazione al disco compresi i testi dei brani che compongono la parte nuova, ovvero La libertà difficile, con cinque brani nuoviche da soli valgono il prezzo d’acquisto. Giusto anche sottolineare che oltre a questa confezione composta da un doppio Cd, è in commercio, per i più esigenti, la versione in vinile con allegato digitale. I brani del 1973 come sappiamo e specialmente il primo, l’insuperato Canto nomade per un prigioniero politico furono composti sotto l’emozione e l’indignazione di quello che era successo in Cile dopo l’uccisione di Salvador Allende, il presidente democraticamente eletto, e l’avvento liberticida e sanguinario di Pinochet. E proprio la libertà è l’argomento principe di questo cofanetto (e Nocenzi non è nuovo a questi temi visto il suo impegno, da lunghi anni, soprattutto didattico, anche presso Istituzioni e Università.) da cui il titolo con i nuovi brani de La libertà difficile, che partono da Je suis, un titolo che non ha bisogno di spiegazioni e che contiene un testo in francese proprio di Di Giacomo che ripete e urla attraverso la voce di Tony D’Alessio, il nuovo cantante del gruppo, un cantante dalla potente voce personale che non fa però l’imitazione di Francesco: Je suis libre, nous sommes libres! Parlarne ancora dopo oltre 45 anni è una riscoperta ed un completamento perché non sono poche le altre forme di libertà trascurate ai tempi dal gruppo, come sottolinea Vittorio, come quella vera basata sulla conoscenza. Il brano omonimo del secondo Cd è stato realizzato con il contributo essenziale, per le musiche, di Michelangelo, mentre i versi sono del nuovo paroliere, Paolo Logli, che da vecchio loro fan e specialmente di Francesco di cui era diventato grande amico, sembra proprio abbia assorbito il vero spirito della sua eredità poetica. L’altro brano, Après rien, rien est plus je meme, anche questo antimilitarista e inneggiante alla libertà con parte delle strofe, come il titolo, in francese, viene introdotto da un coro misto in antico albanese, ma dopo un etnico mandolino suonato dal chitarrista Nicola Di Già, riprende subito lo slancio e la variopinta complicanza di Canto nomade facendo sentire con vigore sia gli assoli di chitarra che il basso vigoroso di Marco Capozi e il pimpante drumming di Fabio Moresco. Improvviso: Un viaggio alato, il terzo nuovo brano, è una deliziosa variazione pianistica tratta da Non mi rompete con un finale recitato da Vittorio su versi di Manlio Rondoni. La chitarra elettrica di Filippo Marcheggiani sottolinea sinuosa la divagazione jazzata con strumenti elettronici di Bach Chromatic il brano più sperimentale del disco, non lontano dallo spirito di Estremo Occidente, l’album solista di Vittorio del 2009, e che nel finale ricorda addirittura l’atmosfera, ma più rarefatta, dello storico Swiched on Bach di Walter Carlos (ora Wendy Carlos). Parlare del primo disco, ovvero Io sono nato libero, credo sia abbastanza superfluo ma certamente vale la pena di riascoltare la perfezione ritrovata di quelle note, di quella voce, specialmente nel primo brano, la suite più impegnativa assurta per molti a vero simbolo del progressive italiano. Sempre piacevole l’ariosità primaverile del secondo brano, Non mi rompete, il più facile e orecchiabile, e poi la delicatezza di Traccia II e i contrappunti anglosassoni e la contemporaneità teatrale degli altri due lunghi brani, La città sottile e Dopo… niente è più lo stesso, che musicalmente sono certamente un completamento del Canto nomade e che fanno di quest’opera il concept perfetto del panorama italiano di tutti i tempi.

Disco 1
IO SONO NATO LIBERO
RCA/Sony Music (1973)

Canto nomade per un prigioniero politico / Non mi rompete / La città sottile / Dopo… niente è più lo stesso / Traccia II
Disco 2
LA LIBERTA’ DIFFICILE
RCA/Sony Music (2017)

Je suis / Après rien, rien est plus le meme / Improvviso; un viaggio alato / Bach Chromatic / La libertà difficile / Intervista a Vittorio Nocenzi

Nicola Maria Spagnoli




Ultima modifica ilDomenica, 22 Ottobre 2017 19:34

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