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Il Silenzio della neve

di Anna Siani
Quando a San Marco arrivavano quelle bellissime nevicate che annullavano rumori e colori, per noi ragazzi era un motivo di festa in più. Con le scuole chiuse si poteva anche fare tardi la sera. Era un continuo guardare, dai vetri appannati dall’intimità della casa, quei fiocchi scendere dal cosmico Silenzio.
In quelle fredde sere sammarchesi, il nostro grande camino, nella grande cucina, mangiava tantissima legna e la brace scottava più del solito.
Si riconosce l’Odore della Neve: odora di cielo gelido, ha il sapore dell’incostintente Nulla e se di giorno quel candore stupisce, di notte affascina. I lampioni accesi, con la luce più fioca, attraversata da quei fiocchi danzanti, sembravano occhi di fantasmi. San Marco era un Mondo ammorbidito, deformato, scomparso. Ma noi lo intuivamo.
Prima di andare a letto aprivo la grande finestra della stanza per guardare tutto quel bianco e quello che mi lasciava vivere una notte speciale era: il Grande Silenzio della Neve.
Non si sente il bisogno di dire nulla di fronte alla neve. Si sovrappone silenzio al Silenzio. Si congelano i ricordi, i pensieri, infreddoliti, non vagano. Lo sguardo basta, comprende tutto. Il nostro vivere era tutto lì, nella vallata senza più colori, senza voce, forse senza più un nome.
Il resto del mondo era lontano, soffocato da quel Grande Silenzio.
In quei momenti di bianca magia, un pensiero solo avevo nella mente: “Tutto il mondo, è dove noi siamo”.
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