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Luci e ombre sul mistero Etan Patz
di Francesco Paragone
A 33 anni dalla sua scomparsa ha forse finalmente trovato l'eterno riposo. Il 25 maggio è una data che resterà per sempre scolpita nella memoria dell'America.
33 anni fa Etan Patz aveva baciato sua madre e per la prima volta alla tenera età di 6 anni si era incamminato da solo verso la fermata dello scuola bus a soli due isolati dal loft al 113 Prince street di West Broadway in cui abitava con i genitori e i due fratelli di 9 e 2 anni. Durante il breve tragitto il piccolo Etan era misteriosamente scomparso, presumibilmente avvicinato da qualcuno e solo quando la mamma non lo aveva visto rincasare era iniziata la disperata ricerca di Etan che aveva interessato numerose squadre di agenti. Il caso ebbe risonanza nazionale e per quasi 20 anni l'immagine del bimbo è apparsa sui cartoni del latte.
La sua sparizione sconvolse l'opinione pubblica americana e diede inizio alla paura. Persino il presidente Regan commosso dalla vicenda instituì proprio il 25 maggio il giorno de bambini scomparsi. Le disperate ricerche condotte da numerose unità della polizia di New York svoltesi sopra e sotto Lower Manhattan si erano risolte in un nulla di fatto. Il 24 aprile di quest'anno però il “cold case” è stato rispolverato e 40 squadre di agenti hanno iniziato a confluire all'angolo di Prince Street dove Etan stava camminando transennando l'isolato tra West Broadway e Wooster Street nel trendy SoHo popolato di gallerie d'arte, boutique, negozi di arredamento e i tradizionali grandi loft. A metà giornata una tenda azzurra svetta all'ingresso del numero civico 127B Prince Street, a due passi da dove abitava Etan. Secondo quanto riferito, gli agenti dell'Fbi avrebbero avviato la mappatura di un seminterrato che al tempo era stato visitato dagli investigatori, tornato di interesse dopo la riapertura dell'inchiesta rimasta sugli scaffali dei "cold case" fino a quando il nuovo procuratore distrettuale nel 2010 aveva deciso di riaprire il caso.
In seguito ad una rivisitazione di prove e testimonianze acquisite al tempo, gli investigatori dell'Fbi e polizia hanno richiesto un mandato di perquisizione che ieri è stato eseguito. "Stiamo conducendo una ricerca in collegamento con il caso di Etan Patz" è stato il laconico commento del portavoce dell'Fbi Jim Margolin, aggiungendo soltanto che si cercano nuove prove. L'Fbi ha passato al setaccio il pavimento del seminterrato dell'edificio di 7 piani al 127B dove - al piano terra - c'è un negozio di jeanseria Lucky. Secondo il portavoce della polizia Paul Browne gli specialisti della scientifica hanno scavato per 5 giorni su una superficie di 10 m per 5 facendo inoltre analisi per verificare la presenza di sangue. Fonti dell'Fbi hanno tenuto a precisare che non è stata una soffiata a portare gli investigatori all'indirizzo di SoHo, bensì una rilettura degli atti dell'inchiesta avviata 33 anni fa e mai archiviata. Qualcuno in seno all'agenzia federale non aveva mai digerito la conclusione dell'indagine che attribuisce a tale Jose Antonio Ramos la paternità della sparizione di Etan, anche se lo stesso - riconosciuto colpevole di molestie sessuali su minori - aveva confessato agli investigatori che quella mattina aveva visto Etan, ma di non averlo rapito e neppure ucciso. Attualmente Ramos - che al tempo aveva fatto la conoscenza della bambinaia di Etan - è rinchiuso in un penitenziario della Pennsylvania dove sta scontando una pena detentiva relativa ad un altro caso di pedofilia.
"C'è un collegamento tra questo edificio e il bambino" ha dichiarato il portavoce della polizia senza aggiungere altro. Le ricerche però si sono risolte in un nulla di fatto e pareva che il destino del piccolo Etan fosse di nuovo quello di essere dimenticato e svanire agli occhi dell'opinione pubblica se non fosse per la sconvolgente rivelazione avvenuta pochi giorni fa ad opera di Pedro Hernandez. L'uomo ha confessato di averlo “sedotto” con delle caramelle, di averlo poi ucciso a pugnalate e fatto a pezzi il corpo facendo sparire i pezzi in vari sacchi della spazzatura. E' stato arrestato nella casa dove vive con la moglie e una figlia in New Jersey e dove i vicini lo descrivono come "un inquilino modello". Anche il sindaco Michael Bloomberg è intervenuto, mostrandosi cauto: "Una persona è in stato di fermo ed è sotto interrogatorio, il sospetto si è fatto avanti e ha reso volontariamente la confessione, voglio ricordavi che bisogna ancora fare molte indagini". Rivolto alla famiglia Patz, comunque, Bloomberg ha espresso la speranza che "siamo ad un passo dalla possibilità di darvi una qualche forma di conforto".
Il mistero però permane, pura coincidenza la confessione operata proprio pochissimi giorni prima del 25esimo anniversario? Pedro Hernandez è veramente l'assassino del volto più noto del “Missing Children”?
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