
Amara sconfitta del secondo turno di semifinale valevole per la Coppa Italia. Si è giocata Domenica 17 gennaio 2010 in Torremaggiore. Positiva la prova sotto il punto di vista dell´impegno, pur restando il rammarico per non aver centrato il bottino. Dopo una prima frazione di studio la squadra ha cambiato passo, tenendo nettamente le redini nel gioco.
In quel periodo di tempo abbiamo creato quattro-cinque occasioni, ci è mancato solo il gol, anche su i tiri liberi ci ha accompagnati la sfortuna, ci si è messo anche l’arbitro che ha terminato la prima frazione di gioco con 3 minuti di anticipo e ha determinato la fine della partita con atre 2 minuti d’anticipo, non permettendo in totale di non giocare altre 5 minuti non rispettando cosi l’art. 7 del regolamento di campionato ove sono previsti 25 minuti per tempo, (dove chissà se la sorte ci avrebbe aiutato!), andando cosi contro i principi della lealtà sportiva, della irregolarità della gara, assicurando cosi il risultato di un incontro agli avversari che secondo me non meritavano. Non lo dico chissà per che cosa, ma perché le nostre ragazze meritavano a pieno di vincere. Visto che anche all’andata l’arbitro ha contribuito e determinato il pareggio di una vittoria più che meritata facendo giocare la gara per oltre 4,50 minuti di recupero determinando solo la fine dopo che le avversarie avevano raggiunto il pareggio, e chissà perché non sono stati presi provvedimenti nei confronti delle giocatrice che dopo quella partita hanno tenuto un comportamento anti sportivo.
Si fa un gran parlare oggi, dei cattivi esempi che la società dei grandi da ai nostri giovani. I giovani sono in attesa. Aspettano parole e gesti di noi adulti che li aiutino. E’ nostro compito fare delle nostre società sportive dei veri luoghi di incontro e di amicizia e fare delle tante attività sportive culturali ed associative che quotidianamente organizzano autentiche esperienze di maturazione umana. Ciò si concretizza nell’aiutare ogni atleta a dare il meglio di se stesso: nell’allenamento, nella gara, nella vita di gruppo, nella scuola, in famiglia(uno sfogo di rabbia). Non facciamo ricorso alla lega per principio e per mancanza di fondi.
"Sono soddisfatto dell´organico e delle giocatrici che lo compongono. Stanno dando il massimo, serve pazienza. Per vincere le partite servono i gol, i pareggi non sono sufficienti".
Devono prendere ancora più fiducia. Si è fatto un enorme passo avanti rispetto alle gare precedenti,ma ora servono i tre punti", per salire la classifica del Campionato Provinciale. Grazie: a voi ragazze che avete dimostrato con lealtà ,impegno e che credete nei valori dell’amicizia, di avere ispirazione e coraggio per la vostra attività di calciatrici perché conosce non solo successi e sconfitte ma anche difficoltà, crisi e… “ferite", avete dimostrato che si può fare un calcio puro e limpido in piena lealtà e legalità.




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Nicola Bonfitto