Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
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E-Zine indipendenti e il mondo della controinformazione

megafonoL’informazione è il sale della democrazia. La sana informazione è negli ultimi anni vissuta dall’Italia come un’utopia. I diversi partiti hanno spesso usato questo mezzo per poter influenzare ampiamente l’opinione pubblica mettendo sotto un pesante masso la conoscenza della verità sulle varie questioni. Se è vero che l’informazione è uno dei veicoli privilegiati usati dal governo per poter immettere nella collettività i vari processi di policy, non lo è altrettanto l’uso smodato che se ne fa da dieci anni a questa parte. Partendo dal giustissimo presupposto che l’informazione sia cosa buona e giusta anche per veicolare le idee egemoni del proprio partito politico, e quindi del potere, non è giusto che in un paese democratico si debba far ricorso continuamente alla controinformazione per poter capire cosa succede realmente.

Il “guaio”, non risiede soltanto nelle fazioni politiche, ma anche (purtroppo) nell’editoria, con colpe diverse. Evidentemente il continuo richiamo alla vera informazione invocato dal popolo non è stato mai interiorizzato dalla classe politica in primis, né dai giornali in secondo luogo. Tenendo lontano le sterili polemiche su quanto affermato dal punto di vista della ragione da parte di uno o dell’alto schieramento, bisogna che il sistema dei partiti (ma anche quello dell’informazione in generale) comunque debba espiare alcune colpe. Quali? Una su tutte l’eccessivoservilismo. Per dirla in parole povere e dirette, da questo punto di vista, siamo arrivati alla frutta. Partiti e giornali giocano a rimpiattino a farsi “favori” servendosi della carta stampata, che, ora più che mai spesso ha l’acre sapore di una propaganda politica stile fascismo piuttosto  che il sereno informare la collettività. E’ pur vero però che la situazione non è facile da descrivere in due righe, né tantomeno bisogna cadere nella trappola del Qualunquismo.

In periodi di campagna elettorale e di tensione politica come quello di questi giorni, purtroppo è difficile poter dire la propria a riguardo senza scivolare in sterili pregiudizi sull’appartenenza (vera o presunta) ad una precisa fazione politica. Operando una condotta in nome della par condicio, è comunque possibile leggere la vera informazione indipendente su vari e-zine presenti sul web che “non si sono piegati” al volere politico di questo o quel partito. Questo però è solo rinvenibile in web journal di cronaca locale (testimoni anche loro della bagarre pre-regionali). Spesso capita che le notizie da loro postate, siano effettivamente succo della voglia di non cedere alla propaganda. Loro ce l’hanno fatta. Il sereno dibattito che si svolge nelle loro file è sintomo di un’accuratezza dei dettagli, ma non del servilismo. Il loro principio, “La verità prima di tutto e a costo di tutto”.  In effetti sono proprio questi piccoli baluardi dell’informazione che danno quella tanto sospirata boccata d’ossigeno ad un’informazione ormai svuotata. L’altra faccia della medaglia dei siti di controinformazione è quella che parla di politica nazionale. Qui cominciano a nascere i problemi. Se si è in cerca della vera informazione, è peggio che viaggiare a fari spenti di notte. Il servilismo, ha colpito anche qui. Vi sono numerose realtà presenti sul web che vanno dalla cronaca nazionale alle problematiche di tipo internazionale come ad esempio  www.ilpuntorosso.webnode.comoppure www.portaledelleliberta.com,  per indicarne quelli meno fortemente schierati, che hanno in comune il bisogno di andare controcorrente per spiegare la verità (appoggiandosi spesso alla carta stampata in segno di affiliazione più che di fonti e citazioni espresse). Il loro punto di forza sono le community come Facebook  per non rimanere isolati e veicolare quanto più possibile le idee. Urlano la sensazionalità dell’evento dicendo tutto il contrario di tutto, oppure postare elementi spesso al limite della diffamazione. E’ chiaro che il discorso è di tipo generico, e che volutamente non si è voluto menzionare i link di tale scempio. L’informazione come a testè citato è il sale della democrazia e non la sua morte.

In ultima analisi il problema è dunque un’amara constatazione. Anche la controinformazione è veicolata dal potere politico. Specchietto per le allodole?  Forse, ma la realtà è un’altra, siamo sempre al punto di partenza. Ognuno cerca di diffondere le proprie verità. Forse è un’utopia nel vero senso del termine scoprire la realtà dei fatti alla luce di una mancata informazione pulita. Ci si chiede allora chi ha ragione, quale controinformazione è quella giusta. Purtroppo non è facile distinguerlo a priori, né tantomeno bisogna aspettare eventualmente che la magistratura faccia chiarezza sulle questioni di questo o quel politico. L’andare contro tutto e tutti non è neanche sintomo di voler migliorare. In definitiva il popolo aspetta ancora le verità nascoste, la collettività deve sapere come stanno realmente le cose. Le intercettazioni telefoniche, gli speciali, gli scoop sono importanti, ma che senso ha se non coadiuvati veramente dalla voglia effettiva di informare (sete di verità da parte del cittadino) e di fare buon giornalismo (etica del giornalista)?


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