Ambiente e Sicurezza
Inceneritore a Rignano Garganico Scalo, così ti "sviluppo" la Capitanata
LA “location” sembra delle più ideali. Terreni ancora ad uso industriale nei pressi di un villaggio con una settantina di famiglie circa. Si fa riferimento ad un sito luogo di passaggio della ferrovia, nonché dei migranti per il ghetto di Rignano Garganico: Borgo Eridania, l’ex zuccherificio.
E’ qui che con Determinazione n. 298 dell’Ufficio Energia e Reti Energetiche (struttura dell’Assessorato allo Sviluppo Economico della Regione Puglia) ( determina) il giorno 15 novembre 2011 è stata rilasciata l’Autorizzazione Unica alla costruzione di un “termovalorizzatore” di agromasse vegetali (prevalentemente, sansa vergine) in agro di Foggia, in località “Rignano Garganico Scalo”. L’impianto – più o meno della stessa dimensione dell’impianto EDF-Fenice di Melfi o di quello a Borgo Tressanti – non dovrebbe bruciare i rifiuti urbani, comunque, come già annunciato dall’azienda Enterra. Bensì, verrà approvvigionato a filiera corta secondo la legge regionale, che parla di almeno il 40% del combustibile necessario rinvenibile entro un raggio di 70 km. Nonostante la promessa dell’Assessora regionale allo sviluppo economico, Loredana Capone, di disincentivare le grandi centrali a biomasse, e le timide rimostranze della politica di casa nostra, si consuma, con l’assenso della delibera n. 34/2008 del Consiglio Comunale di Foggia, l’ennesimo contributo della Regione Puglia al “decollo” della Capitanata.
Fonte: statoquotidiano.it
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