Domenica, Maggio 19, 2013
   
TEXT_SIZE

La storia politica e sociale della Capitanata attraverso il voto elettorale

panoramamezzoUna ricerca di Michele Galante su personaggi e movimenti politici e sindacali di tutto l’arco del Novecento che hanno operato in Capitanata

di Leonardo P. Aucello

SAN MARCO IN LAMIS. C’è una tradizione ormai consolidata in provincia di Foggia, e non solo: ex parlamentari della sinistra, soprattutto intellettuali della vecchia area comunista, che sono diventati dei validi storiografi per quanto riguarda la ricerca su personaggi e movimenti politici e sindacali di tutto l’arco del Novecento che hanno operato nel territorio di Capitanata.

Mi riferisco a studiosi come Michele Pistillo, Michele Magno, Raffaele Mascolo, Angelo Rossi e Michele Galante. Oltre a qualche altro nome che mi sfugge. Ebbene, costoro hanno saputo offrire dei validi contributi biografi ci di esponenti della sinistra dauna e di indagine socio-politica di determinati avvenimenti legati a questo territorio, senza mai travalicare i limiti del settarismo velleitario, pur essendo, secondo i canoni anglosassoni di adesione a una ideologia, del believing with belonging, ossia professare un credo appartenendo espressamente ad esso.

Cosicché, pur ascrivibili a uno specifico schieramento politico, con militanza attiva, la loro ricerca, seppure da una angolatura di sinistra, riflette oggettivamente l’interpretazione di taluni fenomeni della storia novecentesca della Capitanata. Né la loro l’esposizione deborda in esagitate condanne e faziose confessioni, ma tout se tient: il tutto si ricollega a una coerenza storica e fi lologica di fondo, con chiarezza di analisi e contenuti e, soprattutto, politically correct, ossia correttezza politica di chi non dimentica di essere comunque un ricercatore anche se militante schierato. Tanto è vero che ho riscontrato in parecchie occasioni i loro volumi richiamati sia in articoli e saggi da studiosi di diversa provenienza culturale e ideologica sia nel corso di conferenze e pubblici dibattiti. Durante l’ultima campagna elettorale per le elezioni europee, il Governatore della Puglia, l’onorevole Nichi Vendola, che non mai abiurato la sua origine e conservazione comunista, in una intervista al tiggi regionale, ha rivendicato espressamente l’orgoglio del suo legame alla sinistra. Atteggiamento che non ha nulla di snobistico, da radical-chic, ma che si richiama orgogliosamente a un impegno morale e civile che è da sempre l’idea politico- sociologica dominante della cultura della sinistra italiana, dalla fi ne del fascismo fi no all’avvento della cosiddetta seconda repubblica.

Quest’anno ricorre infatti il venticinquesimo anniversario della morte di Enrico Berlinguer, segretario nazionale del PCI, il quale, durante la sua dirigenza, ha costantemente posto l’accento sulla questione morale che doveva contraddistinguere in maniera prioritaria l’impegno e la vita quotidiana di un politico, di un amministratore o di un semplice iscritto o simpatizzante comunista. Ecco perché anche la storiografi a sociale e politica della sinistra deve aprioristicamente conformarsi a un tale precetto per evitare qualsiasi residuo di partigianeria nell’esposizione di situazioni e avvenimenti: dire pane al pane e vino al vino cosicché, come ricordavo in precedenza, non ci siano smagliature di sorta e il prodotto non esca infi ciato da intromissioni ideologiche volutamente revisionistiche della realtà dei fatti. A conferma di quanto fi n qui espresso, è stata pubblicata l’ultima fatica di Michele Galante, dirigente provinciale comunista di lungo corso e deputato in una legislatura, intitolata Dalla Repubblica all’assassinio di Moro – Storia elettorale della Capitanata. Seguo da anni il percorso storiografi co di Galante, autore di numerosi studi su intellettuali, parlamentari, dirigenti, sindacalisti, amministratori, lotte politiche, movimenti sindacali e operai riferiti a periodi diversi che nell’insieme inglobano vasti settori della storia della Capitanata del Novecento. Nella prefazione Giuseppe Vacca, presidente della Fondazione “Gramsci” di Roma, ha definito il libro di Galante non una semplice correlazione di dati elettorali, ma una vera e propria ricerca su avvenimenti politico-amministrativi provinciali inseriti nell’ampio contesto nazionale, di cui spesso la Puglia in generale e la provincia di Foggia in particolare costituiscono l’interfaccia dei risultati e dei risvolti socio-politici italiani.

Si tratta di un’opera a largo raggio che non si sofferma, come avviene a volte in altri suoi saggi, su situazioni circostanziate che poi si intersecano e si amalgamano con una visione più vasta del panorama storico analizzato; qui le vicende locali e nazionali interagiscono all’unisono e molte volte le une sono in stretta dipendenza degli altri e viceversa. L’autore, con ben dieci capitoli, riesce a condensare, attraverso il punto di riferimento di determinate elezioni nazionali e provinciali, i motivi salienti che hanno portato a scelte politiche e risvolti sociali, i quali, a loro volta, hanno avuto ripercussioni nell’ambiente civile italiano. Galante abbraccia un quarantennio intero, che va dal 1946 al 1978 e che culmina con il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro; la cui morte, in un certo senso, ha signifi cato pure la fi ne del concetto di governo di unità nazionale, quel punto di incontro che, attraverso l’impegno di due leader, quello democristiano ucciso dalle Brigate rosse e quello sopracitato comunista, si era fi nalmente riusciti a trovare dopo un duro scontro fatto di lotta frontale sul piano ideologico e politico di un insuperabile maccartismo italiano, oltre a uno più estensivamente occidentale, da parte delle forze di centro e di esponenti liberali e neofascisti di destra. In ogni capitolo, parallelamente al succedersi dei governi e rappresentanti nazionali, iniziando dalle elezioni per la Costituente e il relativo Referendum istituzionale del 1946, fi no alle elezioni politiche del 1976, Galante non solo ci dà un quadro chiaro ed esaustivo della vita italiana di quegli anni ma descrive i risvolti sociali e amministrativi della realtà della Capitanata oltre che regionale, con riferimenti ai molteplici dirigenti locali e provinciali.

Queste figure di uomini guida del pensiero e della prassi, esponenti di partiti in competizione tra di loro, hanno diretto le sorti del territorio dauno, con specifi ci riferimenti alle lotte e alle conquiste sociali della grande massa di contadini e operai che hanno sollecitato la presa di coscienza di una larga parte della società di allora, soprattutto meridionale, da sempre tesa verso la conquista dei diritti di cittadini, prima che di lavoratori, a cominciare dall’occupazione del demanio alla fi ne della guerra per continuare con la successiva scelta forzata dell’emigrazione oltre oceano, ma anche nell’Europa industriale e verso il Nord Italia ricco e progredito, durante i governi dell’era degasperiana fi no agli ultimi anni Settanta. Dai risultati delle varie tornate elettorali, l’autore analizza l’intero periodo che ne consegue con gli accordi di programma dei partiti, le coalizioni di governo e locali. Ne viene fuori uno spaccato completo della storia nazionale e provinciale. Ma, oltre agli avvenimenti e alle dispute ideologiche e politiche che ne susseguono, Galante si sofferma su personaggi di spicco del tempo, soprattutto di esponenti di maggioranza e di opposizione che, comunque, hanno seguito una linea di condotta man mano che si confrontavano con le scelte economico-politiche e tecnologiche internazionali durante il lungo e, a volte, “disastroso” dissidio dei paesi divisi e contesi dalla cortina di Est e Ovest del mondo. Nel volume sono menzionate le diverse maggioranze che hanno governato l’Amministrazione provinciale di Capitanata, ma anche il Comune di Foggia e i centri maggiori; e, con l’istituzione delle Regioni nel 1970, anche quelle regionali pugliesi: rilevamenti statistici che, come si è ricordato, si fermano alla morte dell’onorevole Moro. Segue in Appendice una preziosa nota biografi ca degli eletti al Parlamento italiano e alla Regione Puglia, dei parlamentari e dei consiglieri regionali della Capitanata.

E’ una scelta importante in quanto finora della maggior parte di loro non si era conosciuto nessun riferimento particolare della loro vita e delle loro strategie all’interno dei partiti e di come abbiano gestito la cosa pubblica. Chiude il testo una precisa scheda dei voti del Referendum istituzionale del ’46 nella provincia foggiana. Seguono i risultati delle tornate elettorali politiche, con relative preferenze e percentuali dei partiti in lizza, oltre che dei candidati e degli eletti, dal 1946 al 1976; insieme a questi dati sono citati anche quelli riguardanti le elezioni provinciali dal 1952 al 1976, con l’elenco dei consiglieri e presidenti di ogni consiliatura. Stesse cifre sono riportate per il Consiglio regionale della Puglia dal 1970 al 1980. A margine delle schede si riscontrano i nomi dei sindaci del Comune di Foggia dal 1947 al 1981. Il libro è corredato di una ricca bibliografi a di testi consultati. Il merito di Michele Galante non è solo quello di aver presentato un periodo della storia provinciale sconosciuto ai più, ma soprattutto di aver arricchito le fonti di riferimento per continuare nella ricerca del nostro mondo circostante. Nello scrigno di tanti archivi pubblici e privati sono ancora racchiusi semi fecondi di storie “maggiori” e “minori” per ulteriori indagini, a cui lo stesso Galante, insieme a tanti altri, di certo non si sottrarrà.

Fonte: il Gargano Nuovo


Condividi
Banner