Città e dintorni
FANTAPOLITICA/26: Le mille strisce blu
di Mario Ciro Ciavarella
C’era una volta un parcheggio lungo il viale di piazza Europa. E c’era sempre una volta un altro parcheggio, “sotto” la villa. Veramente gli spazi per parcheggiare ci sono ancora, soltanto che sono stati occupati da tante strisce blu parallele tra di loro, triste e solitarie, fredde parallele di una vita automobilistica morente.
“Nessuno che ci viene a trovare, nemmeno un’auto ci calpesta da quando ci hanno dipinte sull’asfalto.” Dice una striscia alla sua collega vicina di parcheggio
“Dovremmo fare una specie di rivolta, “La rivolta delle Mille Strisce Blu”, e allo stesso tempo invogliare gli automobilisti a venirci a trovare più spesso.” Rispose la striscia all’amica dirimpettaia.
“Una rivolta delle strisce, e cioè?”
“Visto che siamo tutte colleghe vicine, con un veloce passaparola possiamo dire a tutte le altre strisce, come organizzarci e in poco tempo mettiamo in atto il nostro piano per salvaguardare la nostra specie. Perché, non so se l’hai capito: noi rischiamo di sparire, anzi di essere cancellate dalla faccia… dell’asfalto.”
“Faccio tutto ciò che vuoi, l’importante è che ci muoviamo.”
“Avvicinati, te lo dico in un orecchio” (si fa per dire).
La striscia si avvicina all’amica ideatrice del piano di salvaguardia della specie… strisciante ed ascolta la sua idea.
In poco tempo tute le strisce che sono state disegnate per delimitare i posti-macchina dei neonati parchimetri, vengono messe all’occorrente del piano di protesta da attuare.
Il giorno dopo le strisce blu erano diventate tutte… bianche, avevano cambiato colore, e di conseguenza (e finalmente) erano state tutte “occupate” dalle automobili.
Le mille strisce blu dei parchimetri di san Marco erano diventate bianche: si erano truccate, come quando una donna (e le strisce sono di genere femminile!) si mette il fard o il rossetto o il rimmel, o tutto insieme.
Allo stesso modo le ex-strisce blu erano diventate delle strisce… prostitute (ecco il perché del trucco pesante: per attirare i clienti automobilisti. Furrrrbe!).
I vigili che controllavano l’occupazione o meno degli spazi con parchimetri annessi, videro che improvvisamente decine di auto avevano occupato tutti i posti macchina disponibili in tutte le zone “parcate”.
“Ma come è possibile che nessun automobilista ha fatto lo scontrino al parchimetro, eppure hanno occupato spazi non esenti dal pagamento?” Chiede un vigile al collega.
Quest’ultimo guarda verso il basso e nota che le strisce avevano cambiato colore: da blu a bianche. Subito si informa alla centrale per sapere se ci fossero state novità nelle ultime ore a proposito delle zone delimitate per parcheggiare pagando.
“No, nulla è cambiato: bisogna pagare, la sosta si paga, chi occupa lo spazio delimitato dalle strisce blu, deve pagare, altrimenti multate.” Ordinarono dalla centrale.
“Ma le strisce non sono più blu, adesso sono bianche.”
“Come sono bianche, sarà stato uno scherzo!! Adesso chiamo gli addetti alla pitturazione delle strisce blu e rimettiamo tutto a posto.” E la centrale terminò in questo modo la comunicazione.
In attesa dell’arrivo degli addetti alla pitturazione delle strisce blu, uno dei due vigili vicino alle strisce ex-blu, sentì una flebile voce provenire da terra: era una striscia bianca-ex-blu che stava parlando.
“Signor vigile, avvisiamo tutti i controllori di noi strisce-non-più-blu, che è iniziata una rivolta ad oltranza da parte delle Mille Strisce Blu di San Marco. Visto e considerato che nessuno ci considera, cioè nessuno ci occupa con la sua auto, abbiamo deciso di fare… la libera professione, non più a tariffa fissa, ma a tariffa libera.”
“Ma non potete fare la libera professione, il comune deve guadagnare da tutta questa operazione dei parchimetri almeno 25.000 euro all’anno!!”
“E se non c’è questo introito, noi strisce che fine facciamo?” Si preoccupò la capo-striscia, ideatrice della rivolta.
“Farete una brutta fine: verrete cancellate.”
“Moriremo?”
“Non so se le strisce muoiono”, rispose il vigile alla striscia preoccupata. “Ma senza dubbio non ci sarete più.”
“E allora abbiamo pensato bene di darci alla libera professione: ogni automobilista ci dà quello che può in cambio del nostro corpo… cioè del nostro spazio. I soldi li potete ritirare sempre nei vostri totem, dove si ritira lo scontrino del parcheggio.”
“Vi state prostituendo?” Chiese il vigile sempre più preoccupato.
“Sì. Perché è peccato?”
A questa domanda ecumenica-teologica, il vigile si arrese e chiamò con il telefonino direttamente il sindaco per capire cosa fare con le strisce-prostitute.
“Tutte le strisce che si stanno dando alla prostituzione senza rispettate le tariffe da me applicate, che vengano tutte cancellate e ripitturare gli stessi spazi nuovamente con vernice blu, come prima!!” Sentenziò il sindaco.
Gli automobilisti che stavano seguendo l’evolversi degli eventi, stavano facendo il tifo per il gruppo delle Mille Strisce Blu dei parchimetri, suggerendo ai vigili di non cancellare le strisce in rivolta ma di accettare il loro suggerimento. Per il bene di tutti.
In poche parole le strisce volevano dire in pratica: “Chi te, mette” (Chi c’ha, che contribuisca).
Quell’esperimento andò avanti per qualche mese, con l’approvazione del sindaco (anche lui l’aveva capito!!!). Senza dubbio non si riuscì a racimolare molto con la proposta del: “Chi te, mette”. Però quelli che avevano un bisogno vitale di parcheggiare, parcheggiarono e qualcosa di tanto in tanto mettevano all’interno del parchimetro.
Le Mille Strisce Blu non vennero cancellate. E ogni anno per ricordare la rivolta delle strisce blu, si indisse una lotteria, alla quale tutti i sammarchesi parteciparono (anche quelli senza patente).
I primi dieci premi prevedevano dieci posti-auto gratis per sempre da usufruire negli spazi delle ex strisce blu.
Quei dieci spazi gratis per sempre, vennero donati dai rispettivi vincitori, a giovani donne in attesa di un figlio; in modo che anche i nuovi arrivati potessero avere uno spazio (anche piccolo) dove poter giocare o almeno muoversi. In attesa che i loro genitori potessero comprare un’auto.
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