Città e dintorni
Le Mani dei nostri emigrati

Abbiamo seguito in queste tre settimane il viaggio fatto in Australia dai liceali di San Marco con i loro accompagnatori e con il Sindaco. Abbiamo documentato con foto e brevi descrizioni il loro programma di viaggio. Tutti sono stati immortalati da moderne foto digitali: sorrisi, feste, riunioni, incontri formali, scambi di rappresentativi omaggi.
Guardando le immagini arrivate di laggiù, dove tutto ha l'aria festaiola, all'insegna dell'allegria e della spensieratezza, una cosa forse è sfuggita a molti di noi, presi dalla curiosità di guardare l'insieme:per questi nostri emigrati è sempre stato così fin dal loro arrivo in terra straniera?

Guardiamo le loro mani, dicono ben altro! Mani indurite da lavori di ogni genere. Mani che hanno lavorato sodo. Mani che hanno tenuto stretti biglietti di viaggio di sola andata.

Eccoli, i nostri emigrati: capelli bianchi e pensiero costante al loro passato: vecchie foto delle famiglie d'origine, foto della Padula, del Convento di San Matteo, di Sant'Antonio, di Padre Pio... Non è stato facile per loro inserirsi in una diversa società, imparare un'altra lingua, per loro che non hanno neanche avuto il tempo di assimilare bene lo stesso italiano. Eccoli. Colonne di una parte della nostra Storia sociale. Non hanno aspettato che qualcuno trovasse loro lavoro; sono andati lontano, hanno lavorato fino a spaccarsi la schiena, hanno realizzato qualcosa. Neanche i loro figli forse comprenderanno mai fino in fondo la dura storia dei loro padri. Non dimentichiamoli. Non dimentichiamo tutti i nostri emigrati.















