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Due milioni di euro per ridurre il rischio idrogeomorfologico

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michele_merla

SAN MARCO IN LAMIS. La Giunta della Regione Puglia, con delibera n.520 del 23.02.2010, ha individuato l’elenco dei comuni ammessi al finanziamento per la copertura delle spese necessarie per l’esecuzione di lavori finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeomorfologico, formato su proposta dell’Autorità di Bacino per la Puglia, del settore regionale “Difesa del suolo” e dell’Assessorato regionale Lavori Pubblici.

Tale elenco comprende, tra gli altri, il Comune di San Marco in Lamis cui è stata attribuita la rilevante somma di € 2.000.000,00 che consentirà di mettere ulteriormente in sicurezza la città dal punto di vista del rischio idraulico. Tale inclusione, preme sottolineare, non è frutto del caso, bensì di una attenta programmazione e progettazione sottoposta all’attenzione degli organi preposti alla decisione. In proposito, in qualità di assessore all’Urbanistica del Comune di San Marco in Lamis, preciso come l’inclusione del nostro comune nell’elenco innanzi detto è avvenuto anche grazie al costante monitoraggio delle criticità idrauliche della città: difatti, in questi anni, l’assessorato all’urbanistica ha intrapreso un intenso e proficuo rapporto di confronto con l’Autorità di Bacino per la Puglia che ha consentito la individuazione delle criticità idrauliche presenti sul territorio e giusta programmazione degli interventi da realizzare. Programmazione che era stata elaborata tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 con la presentazione di progetti di interventi agli organi competenti, e, dunque, prima che accadessero i gravi eventi atmosferici abbattutisi sulla nostra città nella notte tra l’11 ed il 12 settembre 2009. Va precisato, altresì, come alla somma oggi attribuita al nostro comune vanno aggiunti € 1.600.000,00 relativi alla sistemazione del canale che va dal Cimitero alla Piazza Gramsci (lavori già realizzati) ed € 350.000,00 per la pulizia del Torrente Iana, frutto di un finanziamento del Ministero per l’Ambiente. Da ultimo, vi comunico come tra pochi giorni il Comune di San Marco in Lamis presenterà alla Regione Puglia un progetto per la raccolta delle acque bianche, con un finanziamento previsto di € 300.000,00, frutto di una collaborazione tra l’Ufficio Tecnico e tecnici professionisti locali.

San Marco in Lamis, 7 marzo 2010
Michele Merla (Assessore all'Urbanistica)

Commenti (4)Add Comment
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scritto da michele Iannantuono, marzo 08, 2010
Secondo il mio modesto parere, quello della prevenzione dei disastri idrogeologici dovrebbe essere al primo posto in tutti i comuni italiani, fare le opere necessarie oggi,unite alla lotta all'abusivismo edilizio,significa evitare disastri in futuro,evitiamo di vedere scene come quelle in Sicilia e in Calabria,dove gli ultimi lavori di idraulica sono stati fatti dai Borboni!!!, dopo non meravigliamoci quando una intera montagna si stacca e scende valle.
Come ha detto Bertolaso ultimamente, meno sagre e più cura e prevenzione del territorio.
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scritto da Giovanni Caputo, marzo 09, 2010
Concordo con il Sig. Michele Iannantuono, mettiamo tutto da parte il rifacimento delle strade, il campo sportivo, il depuratore, il parco eolico, l'assistenza sociale, il degrado sociale, il bullismo nelle scuole e gli atti vandalici, aboliamo feste, sagre ecc. concentriamoci tutti insieme sul problema non da sottovalutare dei "disastri idrogeologici".
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scritto da michele, marzo 09, 2010
Forse hai capito male,ma non vorrai mica dire che quello idrogeologico non sia una questione importante,anche io vorrei che si facessero tutte le cose che hai scritto tu,tutte queste cose sono importanti(soprattutto la lotta al vandalismo e al degrado sociale e allo scempio del bene pubblico),ma visto che l'articolo tratta dei finanziamenti sul problema idrogeologico, ho scritto quello che pensavo in materia, quando si parlerà degli altri argomenti,discuteremo anche di quelli.
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ordinaria manutenzione
scritto da ludovico c., marzo 10, 2010
San Marco anche essendo un paese a forte rischio idrogeologico è stato ben pensato, almeno per quel che conta il centro storico. i primi progetti innovativi per l'epoca furono di un tale Berardino Centola che pensò ad alcune opere di canalizzazione delle acque, sostanzialmente sono le stesse di oggi. Quello che andrebbe fatto è un canale vero e proprio nella Fajarama e Pingiara che confluisca in quello che scende da San Matteo. Ma se proprio vogliamo parlarne ancora, la cosa più grave è la mancanza totale di una regolare ed ordinaria manutenzione dei canali e delle grate per il convogliamento delle acque che mai sono state ripulite dai detriti accumulatisi nel corso degli anni, logicamente in questo modo tutte le acque dello starale scendono regolarmente a valle intasando la zona a forte rischio idrogeologico (l'ort d santa chiara, via iana, sope lu ponte).
Le basi ci sono, spetta a chi di competenza gestire bene quel che è stato fatto negli anni e pianificare quel che resta da fare.

Ludovico Centola

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