Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
TEXT_SIZE
Banner

Faida del Gargano: in carcere sei fiancheggiatori garganici dell'autista (latitante) di "Ciccillo"

bombaromitoIl cerchio si stringe intorno ad uno dei 100 latitanti più pericolosi d'Italia.

Giuseppe Pacilli, ricercato dal marzo del 2009, un personaggio di spessore nella lotta armata tra gli allevatori del Gargano. Uomo di fiducia, nonchè autista del capo clan "Ciccillo Libergolis, morto ammazzato il 26 ottobre scorso. Tutto converge verso la sua figura anche l'operazione odierna che porta la firma congiunta delle squadre mobili di Bari e di Foggia e degli agenti del commissariato di Manfredonia, blitz che ha portato all'arresto di sei persone accusate di aver favorito proprio la sua latitanza nei comuni di San Giovanni Rotondo, Manfredonia, Mattinata e Monte Sant'Angelo.

 

In manette sono finiti Gianni Padovano di 33 anni, Giuseppe Urbano di 27, Michele Sforza di 44, Antonio Pacillo di 55, Anna Conoscitore di 37 e Barbara Troiano di 51 anni. Pacilli è stato coinvolto nella maxi operazione contro la mafia garganica denominata Iscaro-Saburo che ha portato in carcere oltre 100 persone. Condannato in primo grado a otto anni di reclusione per mafia e detenzione illegale di arma da fuoco: sentenza, poi, confermata anche in Appello e dalla Corte di Cassazione. Alcuni giorni prima della sentenza della Suprema Corte, Pacilli è evaso dagli arresti domiciliari e dal 20 marzo dello scorso anno è latitante.

Nel corso delle indagini sono emerse anche una serie di estorsioni ai danni di un commerciante di San Giovanni Rotondo gestite ed ordinate dallo stesso Pacilli, al fine di "finanziarsi" la latitanza. Con il blitz di questa mattina gli investigatori credono di aver spezzato la rete dei fiancheggiatori e cosi di impedire a Pacilli di usufruire di ulteriori appoggi per riuscire a muoversi liberamente e anche di mettere a segno azioni delittuose nei confronti di esponenti del clan rivale