Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
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Il ristorante dove Davide Perta è morto presenta il conto del ricevimento alla famiglia: 2000 euro

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All'interno la smentita del ristoratore

A pochi giorni dal funerale di Davide, il sedicenne celiaco e poliallergico morto in un ristorante di San Giovanni Rotondo (Foggia) dopo avere mangiato un gelato, la famiglia si è sentita chiedere dal locale il conto per il pranzo, poco meno di 2.000 euro. A rendere nota la amara beffa è stato il padre del ragazzo, il maresciallo dei carabinieri in congedo Luigi Perta, che vive a Bologna.

«Ci hanno chiesto il saldo del conto della festa - ha raccontato l’uomo ad un'emittente bolognese – quando l’ho saputo mi sono tremate le gambe, è stata un’ulteriore pugnalata al cuore».

A ricevere la telefonata dal ristorante è stato il cognato: «Mia moglie era presente – ha proseguito Luigi Perta – e quando ha capito che volevano i soldi del pranzo gli ha strappato il telefono e ha gridato 'vergognatevi'!». Il padre di Davide ha detto di avere inizialmente pensato a uno scherzo di cattivo gusto, poi ha verificato che la chiamata proveniva effettivamente dal ristorante dove si era svolto il ricevimento.

«Ho chiamato i carabinieri di San Giovanni Rotondo e ho riferito al comandante di questa cosa bestiale».
Davide, in Puglia per le vacanze con i genitori, partecipava a un ricevimento per festeggiare la cresima di un parente. La mamma, secondo la denuncia ai carabinieri, si era raccomandata al ristoratore di servire al figlio cibi senza glutine e gli aveva consegnato una apposita lista. L’autopsia sul corpo del ragazzo, fatta nel giorni scorsi, non ha accertato le cause della morte, per le quali bisognerà attendere l’esito degli esami tossicologici e istologici. Per la vicenda, il titolare del ristorante è indagato per omicidio colposo.

«Un equivoco, non chiediamo il conto»

«E’ stato solo uno spiacevole equivoco, figuratevi se con tutto quello che è successo il mio assistito chiedeva il conto alla famiglia del ragazzo». E’ quanto dichiara l’avvocato Leonardo Maruzzi, legale del titolare del ristorante di San Govanni Rotondo, in provincia di Foggia.

Nel locale lo scorso 8 agosto durante una festa di battesimo è morto Davide Perta, un ragazzo celiaco e poliallergico di 16 anni, residente a Bologna la cui famiglia è originaria di San Marco in Lamis. Ieri la famiglia della vittima ha reso noto che qualche giorno fa è giunta a casa della nonna del giovane una telefonata da parte del ristorante in cui si chiedeva il pagamento del conto, circa 2.000 euro, di quel tragico pranzo.

«La spiegazione è semplice – spiega il legale – la telefonata è stata fatta da una dipendente del ristorante, appena rientrata dalle ferie che non sapeva nulla di quello che era successo. Inoltre ha chiamato non la famiglia Perta ma la famiglia dei genitori della bambina festeggiata del battesimo (una cuginetta della vittima ndr) che ha un altro cognome».

In quel momento in casa c’era però la madre di Davide che si è fatta passare la cornetta e ovviamente non ha preso bene quella richiesta. «Anche il mio assistito si è arrabbiato per l’errore della sua dipendente – sottolinea l’avvocato Maruzzi – ma poi ha capito che si è trattato di un errore commesso in buona fede». Il titolare del ristorante, che si trova all’interno di un hotel molto noto a San Giovanni Rotondo, è indagato per omicidio colposo. Secondo una prima ipotesi a Davide è stato fatale un biscottino ai cereali contenuto all’interno di un gelato. La madre del ragazzo sostiene di aver presentato al ristoratore prima del pranzo la lista degli alimenti che il giovane non poteva mangiare. «Siamo in attesa degli esiti dell’autopsia e in particolare degli esami istologici e tossicologici – spiega il legale -. Questi ultimi saranno pronti tra 60 giorni, secondo quanto riferito dai consulenti del Pubblico ministero. Il mio assistito mi ha riferito che la madre gli ha riferito che il figlio era celiaco, comportandosi di conseguenza nella preparazione del pasto, ma non che avesse altre allergie. La madre sostiene il contrario».