Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
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"Alessandro è sparito ma in paese c'è chi sa e non vuole parlare"

alessandro_ciavarrella_scomparso«A Monte Sant'Angelo c'è qualcuno che sa ma non parla»

Ne è convinta Annalisa Loconsole, presidente del comitato pugliese dell'associazione delle famiglie e degli amici delle persone scomparse, a proposito di Alessandro Ciavarrella, il diciottenne di Monte Sant'Angelo di cui non si sa più nulla dall'11 gennaio dello scorso anno, allorchè uscì di casa, poco dopo le dieci, dicendo ai familiari di avere un incontro con alcuni amici, e che sarebbe tornato per l'ora di pranzo.

«Arriva un momento, nella vita di tutti noi - ha spiegato Loconsole - in cui viene richiesto uno sforzo, o meglio un dovere civile. Chiunque abbia un indizio deve, anche in forma anonima, comunicarlo, perchè è giusto che la famiglia sappia. E' giusto che conosca la verità, amara o dolorosa che sia, ma pur sempre la verità». Deludenti le ricerche fino a questo momento; deludente anche l'unica pista investigativa. Qualche tempo fa vennero comparate tracce biologiche di Alessandro, rilevate in un garage, con quelle di due ragazzi, due amici che il giovane avrebbe dovuto incontrare proprio la mattina della sua scomparsa. Ma i risultati hanno fatto cadere l'ipotesi accusatoria Oggi, però, il ricordo di Alessandro sta lentamente scivolando nel dimenticatoio. I riflettori si stanno spegnendo, c'è un progressivo disinteressamento dell'opinione pubblica. Forse una scelta voluta; una strategia attuata da chi vuole sotterrare, per sempre, la sua scomparsa, la sua memoria.

Indice puntato contro gli amici di Alessandro da parte dei ragazzi della sezione foggiana di "Libera" (Mario Nobile, Giuliano Sereno, Valentina Scopece e Salvatore Spinelli (tutti di età compresa tra i 19 e i 24 anni) che, senza giro di parole, denunciarono i «silenzi della comunità» locale, spiegando che «al di la di qualsiasi matrice, la cosa più importante da condannare è la scandalosa omertà dei suoi amici. È impossibile, infatti, credere che in un paese, piccolo come Monte Sant'Angelo, nessuno abbia visto niente. Si deve per forza sapere qualcosa, solo il comportamento omertoso è in se per se un comportamento mafioso». 

Di Alessandro se ne parlò anche nel corso dell'incontro con don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione nazionale contro le mafie "Libera", il quale sottolineò quanto fosse inspiegabile il comportamento degli amici del ragazzo, e ciò non può non addolorare la famiglia; non solo, ma sono proprio gli amici «che devono assolutamente trovare il coraggio di dire tutto ciò che sanno».  Il sacerdote si soffermò anche sul ruolo delle istituzioni, che devono svolgere il loro lavoro e, soprattutto - disse - «continuare ad alimentare la speranza che non deve essere mai spenta». Genitori e fratelli hanno sempre escluso che Alessandro si sia potuto allontanare spontaneamente e che possa continuare a non dare notizie, sapendo dello stato d'ansia di genitori e fratelli.

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