"Ora abbiamo rotto il parabrezza, poi ti romperemo le braccia"
Si indaga sul clan mafioso di San Marco in Lamis, in merito alla telefonata minatoria ricevuta ieri dal sostituto procuratore generale della Corte d'appello di Bari Angela Tomasicchio, che poco prima aveva chiesto la conferma di pesanti condanne, tra cui un ergastolo, al processo a 18 presunti aderenti al clan sanguinario Di Claudio-Martino. Si tratta di affiliati al sodalizio criminale che operava sul Gargano e poi smantellato con l'operazione Free Valley eseguita il 25 giugno del 2004 dai carabinieri del reparto operativo di Foggia e della compagnia di San Giovanni Rotondo.
Le indagini dei militari del Ros stanno ora cercando di risalire all'autore dell'aggressione e non tralasciano il dato che ieri, ad ascoltare la requisitoria del sostituto pg era presente in Corte d'appello un unico imputato, libero per scadenza dei termini di custodia cautelare. Stando ad una ricostruzione dell'accaduto il magistrato è stato è stato pedinato fin sotto casa dove uno sconosciuto le ha danneggiato il parabrezza dell'auto, contro il quale ha lanciato una candela per motore. Subito dopo l'aggressore, che ha raggiunto Tomasicchio fin nel box della sua abitazione dove il magistrato aveva parcheggiato la vettura, si è allontanato, pare a bordo di un bus di linea.
Dopo lo «sfregio» le hanno telefonato (sul cellulare del marito che ha in uso )rivolgendole delle minacce. I carabinieri stanno recuperando i tabulati telefonici per risalire all'utenza dalla quale è partita la telefonata minatoria durante la quale un uomo (con accento dialettale) ha detto al magistrato: 'Ora abbiamo rotto il parabrezza, poi ti romperemo le braccia'. Subito dopo gli accertamenti urgenti il fascicolo sarà inviato alla procura di Lecce, competente ad indagare quando le indagini coinvolgono (anche come parti lese) magistrati in servizio a Bari. A Tomasicchio è stata ora assegnata una scorta




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