
La Putèca è il nome che gli autori dialettali sammarchesi hanno voluto dare al neonato sodalizio, nel corso del loro secondo incontro programmatico svoltosi domenica 30 gennaio nel Laboratorio ArteFacendo, presenti Antonio Francavilla, Leonardo Ianzano, Luigi Ianzano, Michele Radatti, Gabriele Tardio, Michele Tenace, Pietro Villani e Antonio Villani.
Tutti gli autori dialettali esistenti (meglio, tutti quelli che ad oggi si conoscono), tutti membri di diritto, pur impediti o lontani, sistematicamente coinvolti ed entusiasticamente interessati, hanno dichiarato la propria adesione e contribuito a delineare principi ed elementi fondanti. Oltre ai presenti al secondo incontro, gli altri nomi sono: Leonardo Aucello, Antonietta Lallo (San Giovanni Rotondo), Dino La Selva (Lucca), Antonio Pirro (Belluno), Filippo Pirro, Michele Tancredi (Milano), Gabriele Tardio, Michele Tenace, Joseph Tusiani (New York), Antonio Villani, Pietro Villani.
La scelta del nome è significativa. Nella nostra tradizione, la putèca è per antonomasia il luogo deputato alla produzione, artigianale e dunque creativa, artistica; ma anche luogo di ritrovo e riferimento. Un nome che coglie bene le intenzioni, che si rifanno al genere dell’Officina letteraria. Riuniti nella loro putèca, gli autori dialettali si propongono di:
- favorire l’incontro, il riconoscimento, l’arricchimento reciproco fra autori dialettali;
- includere ogni nome (scrittore, compositore o autore teatrale che sia), indipendentemente dallo spessore del talento o dal valore delle produzioni;
- rafforzare i legami, attraverso la cura della comune identità scaturente dal condividere la vocazione dell’uso della lingua materna nell’esprimere la creatività artistica;
- ricercare e coinvolgere gli autori non emersi e non conosciuti, residenti o lontani;
- catalogare nominativi e bibliografie per favorire la conoscenza;
- discutere questioni di comune interesse;
- richiedere la collaborazione degli studiosi del settore in funzione di obiettivi specifici;
- adottare soluzioni univoche cui riconoscere autorevolezza;
- contagiare all’espressività creativa dialettale le nuove generazioni;
- incoraggiare le potenzialità emergenti;
- spendersi per la salvaguardia della cultura linguistica locale.
In questa prima fase si dà priorità alla ricerca degli autori non comunemente riconosciuti, resi-denti o lontani, viventi o no. Perciò si chiede collaborazione a chi avesse notizie in tal senso. Fra i propositi, quelli di allestire un sito informativo-bibliografico e di uniformare la grafia.
















