
“Soltanto chi ha camminato sulle spine sa che esse pungono”
Si è tentato, con ottimi risultati e chissà per quale ragione, di eliminare la classe media, quel cuscinetto sociale che fungeva da ammortizzatore tra i ricchi e i miserabili, stolta moltitudine chiamata umanità. Un disegno voluto o un caso dell’economia di globalizzazione di massa? E’ questo l’interrogativo che l’autore, Michele Tancredi, si pone e pone all’attenzione dei lettori.
Il libro vuole evidenziare l’annoso problema e invitare il lettore a scrivere spesso, in modo che in caso di ripresa economica si possa ricordare il passato. “Perché soltanto chi ha camminato sulle spine sa che esse pungono”. Il degrado etico-morale ha contaminato tutti gli ambienti sociali, insinuandosi, in modo subdolo e strisciante, nelle pubbliche amministrazioni: luogo di desacralizzazione dei valori della società e della famiglia.
Il concetto che intende esprimere Tancrè è racchiusa nell’immagine di una forchetta. Simbolo dell’arte culinaria, “la posata è un omaggio da utilizzare con cautela in periodi di magra e di disoccupazione permanente” afferma l’artista sammarchese. In modo tale che si possano gustare gli spaghetti, ma con la fatica che il loro avvolgimento arreca. In un lasso di tempo ragionevole, talmente ragionevole, da poter garantire il loro consumo anche nei giorni successivi.
Prenota la copia del diario per i tuoi digiuni. Gli esemplari a disposizione sono soltanto 25.
CHI E’ MICHELE TANCREDI
Michele Tancredi è nato sul Gargano a San Marco in Lamis nel 1957. Le sue prime esperienze artistiche risalgono al 1977 con l’esposizione di tele ad olio di paesaggi garganici e ricerche sperimentali. Dopo un continuo peregrinar in terre lontane, nel 1980 emigra in Germania e frequenta alcuni laboratori di ceramica.
Nel 1981 si trasferisce a Roma dove frequenta,per alcuni anni l’Università la Sapienza. E’ un periodo di grande sperimentazione e ricerca artistica durante il quale Tancrè è frequentatore assiduo di via Margutta, via del Babuino e via Ripetta.
Terminata l’esperienza capitolina, nell’84 si trasferisce a Milano e all’Accademia di Belle Arti di Brera viene ammesso a frequentare i corsi in scenografia. Negli anni accademici, nello studio di “Cheli scenografie”, contribuisce alla realizzazione di spot pubblicitari e scenografie per studi televisivi e teatrali. Successivamente, dal 1986 diventa collaboratore del Maestro Andrea Cascella. Il soggiorno milanese contribuisce alla crescita professionale di Tancredi, alla valorizzazione e all’apprezzamento delle sue opere.
Nel 1990 intraprende viaggi in Europa, partecipa a mostre collettive e pubblica cartelle di poesie in tirature limitate. Dopo anni di corrispondenza e colloqui, nel 1995 Renato Cardazzo gli organizza una mostra di sculture nella sua galleria “Naviglio Milano”, bissando l’appuntamento nel ‘96 a Venezia . Dal 1997 al 2007 realizza opere pubbliche in bronzo. In questo arco di tempo a San Marco in Lamis si impegna nel sociale e attiva progetti di laboratori di ceramica e pittura per giovani senza tralasciare l’amore per l’arte.
Oggi Michele Tancredi vive e lavora a Milano

















