Venerdì, Maggio 18, 2012
   
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La tombola sammarchese e garganica

tomboladi Gabriele Tardio

Il campo della ricerca storica e antropologica è molto ampio e diventa difficile molte volte focalizzare l’attenzione solo su alcuni aspetti. Questa volta voglio raccogliere un po di materiale su un gioco d’azzardo familiare: La TOMBOLA. L’idea è partita dalla ricerca di come facevano le persone analfabete a giocare a tombola.

Da ragazzo vedevo le vicine di casa che nel tardo pomeriggio estivo si mettevano sedute fuori con dei cartoni sulle ginocchia che giocavano a tombola. Si sentiva solo la voce di quella che declamava i numeri o la spiegazione dei numeri, mai un grido di rabbia o di bisticcio, cosa che invece accadeva in altre occasioni. Ogni tanto si sentiva: ambo, terza, quaterna, na fila, doi file, tombola. Molto diffusi erano anche quei giochi di società con percorsi a caselle in cui si avanza tirando i dadi, nel tentativo di giungere alla meta evitando tranelli e pericoli tipo il gioco dell'oca,

Era appagante per noi bambini perché pensavamo di non essere osservati e di poter fare i giochi che volevamo, ma se facevamo una cosa che ci era proibita senza accorgercene ci trovavamo acchiappati dalle orecchie da chi in quel momento pensavamo stesse giocando a tombola senza che ci stesse osservando, erano sornione come i gatti. [...]

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