
di Graziana Coco
SAN MARCO IN LAMIS- Il mio primo ricordo visivo, gelosamente custodito da mio padre, che affiora nella mia mente è una fotografia color seppia di me undicenne e Tusiani al mio fianco che mi mostra uno dei suoi tanti libri scritti in vernacolo sammarchese.
Ma continuando a scavare nella memoria, ne emerge un altro ancora più precedente: io bambina (quattro/cinque anni) accompagnata sempre da mio padre a conoscere ed omaggiare il nostro poeta italo-americano, Joseph Tusiani.
Questo è il mio primo ricordo in assoluto. Tusiani insieme alla mamma era venuto dall’America per ricongiungersi, come ogni anno, con la sua terra nativa e io, con i suoi stessi natali e con l’ingenua “ignoranza” di una bambina, gli rendevo omaggio decantando una delle sue poesie dialettali “Lu Cummente”.
Di anni ne sono passati e crescendo l’ “amore per la parola” che ha contraddistinto la vita di Tusiani, ha preso anche me (anche se in forma diversa) e ha fatto sì che lo reincontrassi per intervistarlo.
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