Lunedì 15 marzo, ore 19,15, presso la Biblioteca comunale «M. Lecce» di San Giovanni Rotondo, l’Associazione «Eduso & Co.» presenterà il libro “Il Pianto della Miniera. La storia inaudita della miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo (attraverso le interrogazioni parlamentari)” di Salvatore Mangiacotti. Interverranno: Gennaro Giuliani (sindaco), Michele Bordo (parlamentare), Paolo Gentiloni (parlamentare), Carlo Macrini (assessore alla Cultura), Gaetano Cusenza (assessore all’Ambiente), Donato Torraco (direttore editoriale di «Jano»), Salvatore Mangiacotti (autore). Modererà: Federico M. Ceschin.
Per informazioni:
cel. 346. 09 66 763; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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La ricostruzione dei fatti che Salvatore Mangiacotti fa della miniera di bauxite di San Giovanni Rotondo ha diversi meriti. Da una parte mantiene viva la memoria di uno spaccato di storia recente, il crollo delle speranze e delle illusioni, dall’altro ci ricorda che quel che è avvenuto sul Gargano non è un fatto esclusivamente locale. La miniera di San Giovanni Rotondo, una delle più importanti miniere di bauxite d’Europa, infatti, rappresenta un pezzo fondamentale del movimento sindacale operaio italiano, cioè di quel movimento che ha contribuito alla storia industriale italiana del dopoguerra e allo sviluppo economico del Paese.
Michele Bordo
Per andare in miniera bisogna scendere: sottoterra. All’imbocco del pozzo i minatori lasciano il sole, le nuvole e la montagna degli uomini. Lasciano le mogli e i figli: si portano appresso, nella parte più intima, solo Dio, se non li abbandona laggiù, fuggendo la materia più profonda. Nel terribile mondo della roccia e del buio sopravvivono solo uomini di roccia e di buio. Hanno la necessità di dimenticare di essere uomini che, se li coglie la coscienza, nel buio del lavoro, li spinge nel pericolo della fuga o della ribellione, perché i minatori, di una qualunque miniera, sono accomunati dalla stessa condizione dolorosa, umiliante e disperata .Da tutto questo nasce la necessità di riconoscersi, nelle otto ore di lavoro, materia pura rimandando l’umanità alle ore del riposo, all’incontro, ogni giorno meraviglioso, con la moglie e i figli.
Donato Torraco




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