Venerdì, Maggio 18, 2012
   
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Ecco il nuovo presepe a sagome realizzato da Antonella Scarano, docente presso l’Istituto Giannone

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di Antonio Daniele.  All'interno intervista all'autrice.

È dal 2006 quando, su iniziativa di don Ricciotti Saurino, si è ripreso ad organizzare la Mostra dei Presepi nella Chiesa del Purgatorio, riaperta per l’occasione. In questi anni sono state soprattutto le scuole a realizzare i presepi per poi essere esposti per tutto il periodo natalizio. Nello stesso tempo è partita l’iniziativa della prof.ssa Grazia Galante che ha animato anche numerosi appassionati facendo rivivere... (segue)

...il presepe in vetrina, cioè ogni negozio ha esposto in questi anni i presepi realizzati non solo dai sammarchesi, ma da diversi presepisti di fuori città. Le mostre che si sono susseguite negli anni hanno voluto sempre sottolineare la storica presenza a San Marco di un presepe quanto mai raro nel suo genere, quello del Presepe a Sagome. “Era usanza, infatti, a San Marco in Lamis a Natale realizzare sull’altare maggiore di tutte le chiese dei presepi a sagome, piatte e ad altezza d’uomo, realizzate in legno compensato e cartone dipinti, sorrette da armature di legno. Esse venivano inserite in una scenografia contornata da rami di leccio, a cui venivano appesi i mandarini. Era una tradizione molto radicata e sentita, tanto che anche nelle case private si preparava il presepe utilizzando la stessa tecnica.” (Grazia Galante). Le sagome Storiche (26, tra quelle custodite alle Grazie, alla Chiesa Madre e al Purgatorio), risalenti forse alla fine dell’800 inizi ‘900, sono una caratteristica unica dei presepi sammarchesi, tanto che sono state esposte in diversi luoghi italiani e alcune di queste restaurate con l’aiuto di fondazioni private. Negli anni scorsi, grazie ad un appassionato presepista locale Angelo Gravina, le sagome hanno avuto una loro collocazione naturale dentro una maestosa scenografia. L’attuale amministrazione comunale, attraverso il vicesindaco Raffaele Fino, ha voluto riprendere la tradizione locale rilanciandola come caratteristica del posto da reinterpretare con il proprio estro artistico. L’intenzione del Vicesindaco Fino è quello di realizzare per il futuro un grande presepe per le vie della città con le nuove sagome che riprendono la tradizione dei costumi e della vita del paese. Grazie alla collaborazione della Prof.ssa Antonella Scarano è stata realizzata una nuova natività a sagome esposta per il periodo natalizio nella chiesa del Purgatorio. L’artista Scarano si è ispirata per la realizzazione delle nuove sagome ad un’immagine di un breviario del 1848, in cui era rappresentata la sacra natività.

 

__________ Intervista ad Antonella Scarano __________

 

In che maniera la città ha risposto a questa nuova iniziativa dell’amministrazione comunale?

Molto interessante è stata la risposta da parte dei bambini delle scuole materne che hanno esposto lavori così leggeri e rarefatti da fare sembrare un coro di angeli l’insieme dei pastori. A questi si aggiungono presepi tradizionali fatti da appassionati e studenti delle superiori e presepi inverosimili come quelli con le conchiglie e le spugne o le perline, o tappi e cartoncini o sagome di argilla o ancora giocattoli non più utilizzati che compongono un insieme magico che avvicina il mondo dei bambini, alla gioiosa nascita di Gesù, compreso l’improbabile arrivo in barca a vela dei Re Magi. Anche la scuola Media De Carolis ha risposto all’invito del Vicesindaco, realizzando un originalissimo presepe a sagome in una valigia e ripercorrendo le commoventi parole di una poesia di J. Tusiani, ponendo la natività tra le onde del mare che separano il forte sentimento del Natale vissuto e sentito nel proprio paese natio, da New York, luogo dove lo scrittore vive. Questo presepe a sagome è stato esposto per tutto il periodo natalizio nella vetrina di un negozio del corso.

La realizzazione del presepe a sagome ha coinvolto altri soggetti?

Personalmente sono stata coinvolta nell’organizzazione e nella realizzazione di nuove sagome a dimensione d’uomo, rappresentativi della natività. In questo modo anche l’IISS P. Giannone, che io in qualità di docente rappresento, ha partecipato all’iniziativa poiché le sagome sono state, sì volute dall’Amministrazione Comunale, ma poi sono state realizzate nel laboratorio d’arte del Giannone con l’aiuto dei ragazzi del Corso di Tecnico superiore per la promozione dei beni culturali, paleontologici e ambientali, che si sta tenendo in questo periodo presso il nostro Istituto.

Perché un nuovo presepe a sagome?

L’invito del prof. Fino era quella di valorizzare l’idea delle sagome proponendone di nuove, in modo da sottolineare la tradizione locale in merito alla produzione artistica, che, opportunamente potenziata, può diventare anche produzione artigianale. L’obiettivo è quello di realizzare negli anni un insieme numeroso di sagome in modo da permetterne la ricostruzione lungo i percorsi cittadini, studiandone i costumi e le ambientazioni magari partendo da immagini popolari come ad es. gli ex voto conservati nel Santuario di San Matteo.

Per la realizzazione della nuova natività ti sei ispirata a qualcuno in particolare?

Da una raccolta di Natività riprese dai testi sacri antichi conservati nel Santuario di S. Matteo e fatte stampare molti anni fa da Padre Mario Villani. Nell’osservare le cartoline in bianco e nero la mia scelta è andata su una composizione che sembrava quasi si trasformasse in tridimensionale solo osservandola. L’immagine è ripresa da un breviario del 1848 ed era la più idonea ad essere trasformata in un vivace presepe a sagome, dalle dimensioni reali, dai colori intensi, dall’espressione dolce di tutti i personaggi, compresi il bue e l’asinello.

Sotto, una foto del presepe

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