Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
TEXT_SIZE
Banner

“Orgogliosa del mio legame con San Marco in Lamis”

janet_napolitano_400

Janet Napolitano, Segretario di Stato alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti, ha scritto al Sindaco Michelangelo Lombardi.

“Interessata a conoscere sempre più le mie origini, sono orgogliosa del mio legame con S. Marco in Lamis”. È il cuore della missiva che il Sindaco della città di S. Marco in Lamis ha ricevuto dal Segretario di Stato alla Sicurezza Interna degli Stati Uniti d’America, Janet Napolitano. Il potente esponente dell’amministrazione di Barak Obama, infatti, ha le sue origini nella cittadina garganica. Il nonno Filippo Napolitano è nato a S. Marco in Lamis alla fine del 1800 per poi emigrare nei primi anni del secolo scorso nel continente americano. Janet Napolitano ha apprezzato molto la lettera del Sindaco Lombardi, in cui si faceva riferimento alle sue origini e della decisione di onorarla con la cittadinanza onoraria. “Se i miei impegni lo permettono, sarei onorata di visitarvi e di salutare tutta la comunità di S. Marco in Lamis” ha scritto nella sua lettera accompagnata da una pregiata medaglia del Dipartimento della Sicurezza Interna. Janet Napolitano si augura di visitare al più presto la città in un prossimo viaggio in Europa. “S. Marco in Lamis- ha scritto il Sindaco Lombardi nella sua lettera al Segretario di Stato- è una terra forte come le sue rocce, ricca di valori portati dai nostri cittadini per costruire un mondo migliore. Suo nonno Filippo- ha continuato il Sindaco- è arrivato negli Stati Uniti come uomo onesto per migliorare la propria vita e quella della sua famiglia”. A Palazzo Badiale si augurano che il desiderio di Janet Napolitano di visitare la cittadina garganica possa avvenire in tempi brevi.

La Famiglia

La storia familiare di Filippo Napolitano e simile a tante altre famiglie di S. Marco in Lamis. Ricca di valori, povera di mezzi. Della famiglia Napolitano solo alcuni pronipoti abitano in città, tutti gli altri sono emigrati in varie parti del mondo e dell’Italia. Maria Carolina e Leonardo Napolitano, capostipiti della famiglia, ebbero 5 figli: Maria Rachele, Filippo, Antonia, Michele e Rosa. Leonardo morì nel 1918, lasciando sola la moglie con 3 figlie donne e un maschio. Appresa la notizia, Filippo dall’America, voleva portarsi dietro tutta la famiglia, ma la mamma non accettò per via della sua età, oltre i cinquant’anni, della figlia grande già “maritata” e altre andate già promesse spose. Dopo la morte della madre, nel 1925, i contatti si affievoliscono. Filippo in America si sposò con Angela Di Fiore, nata probabilmente negli Stati Uniti, ma sicuramente figlia di un altro sammarchese Michele che risulta nato 21 novembre del 1880 a S. Marco in Lamis. Filippo Napolitano non dimenticò mai la sua famiglia d’origine. Infatti, il primo figlio Leonard Michael porta i nomi del papà e del fratello minore Michele. Anche la sorella piccola Rosa, non dimenticò mai quel giovane fratello che abitava dall’altra parte del mondo. In occasione della vestizione religiosa del Figlio Nicola, all’epoca si usava cambiare nome, il religioso prese in nome di Frà Filippo in onore dello zio emigrato in America. La nipote Anna ricorda la corrispondenza dall’America della madre Rosa con il fratello e la moglie Angela, che loro chiamavano la zia Angelina d’America. Ma non ci fu nessun contatto diretto o una visita al suo paese d’origine. La storia di Filippo è la storia di chi parte per il nuovo mondo sognando un futuro migliore. È la storia di chi parte con la valigia di cartone per poi avere dei discendenti che sono all’apice della società in cui si sono stabiliti. Janet Napolitano, per uno scherzo della storia, si trova a dirigere un ufficio che deve salvaguardare i confini americani, anche dagli immigrati. Suo nonno Filippo quei confini li valicò, con onestà, per cercare una vita migliore per sé e per i suoi discendenti. S. Marco in Lamis, città natale di entrambi i nonni paterni di Janet Napolitano, non dimentica i suoi figli, lontani da una terra che è stata dura come le sue pietre, ma ricca nei sentimenti, nella voglia di saper emergere, nel costruire un mondo migliore là dove il destino li ha trapiantati.