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Soccio bacchetta Cera: "Giunta senza progetto"

Primi mal di pancia nella squadra di governo cittadino
La ormai eterna e incessante disputa tra Udc e PD sta assumendo sempre più i connotati di un noioso quanto inutile battibecco. È questa la sintesi dell’intervento del prof. Giuseppe Soccio, noto leader dell’Italia dei Valori, andato in onda sulle frequenze della tv locale TrAcli, nell’ambito del programma di approfondimento politico settimanale, curato e condotto dal prof. Michele La Porta. L’esponente dipietrista ha ripercorso le ultime vicende che hanno visto quotidianamente contrapposti i due partiti, in una vite senza fine, una querelle giudicata del tutto inconcludente perché priva - ha più volte sottolineato specialmente all’indirizzo del PD – di argomentazioni debitamente documentate in grado di dimostrare la fondatezza delle accuse mosse. Insomma, una comunicazione rivolta più sul piano delle insinuazioni con l’unico intento di mettere in cattiva luce l’avversario politico. "Siamo all'assurdo - ha detto Soccio riferendosi ad esempio all'arcinota questione di Via Sannicandro - a momenti, per il PD, la colpa è di chi ha votato per la revoca del piano illegittimo, pur non avendolo votato proprio perché illegittimo." Il dirigente scolastico, poi, non si è sottratto dal soppesare i primi otto mesi della Giunta Cera, giudicata - senza giri di parole -, assolutamente “priva di progetto”. Un amministrazione che, oltre l’ordinario, procederebbe a tentoni senza aver ancora individuato i punti fondamentali da perseguire per la rinascita e lo sviluppo del paese. In uno scenario così funesto potrebbe apportare nuova linfa il progetto dell’IDV, annunciato a gran voce dallo stesso Soccio, dove saranno chiamati a dare il loro contributo tutti gli uomini di buona volontà, intenzionati a ridare ossigeno con le loro idee ad un paziente con i parametri vitali ormai prossimi allo zero. Una road map condivisa, dunque, da tutti gli schieramenti e intrisa di pochi punti “essenziali”, da portare a termine a stretto giro nell’arco temporale dell’amministrazione in carica. Un sunto, forse, del famoso e articolato “progetto speranza”, cavallo di battaglia dei dipietristi locali nel corso dell’ultima competizione elettorale, ai quali è valso l’apprezzamento inaspettato del popolo degli indecisi: mille “sognatori” in grado di ragionare senza “partito preso”, concetto più volte ribadito dal leader carismatico dell’IDV, Tiziano Paragone.
Resta da capire chi accetterà di perorare tale causa, non fosse altro per le ferite ancora aperte all’interno del centro sinistra, soprattutto dopo le mancate alleanze che hanno fatto da contraltare alla vittoria di Angelo Cera. Strascichi di fatto mai archiviati anche alla luce delle dichiarazioni del segretario di circolo di Via Garibaldi che non ha esitato a palesare il suo pensiero definendo l’IDV al soldo dell’amministrazione in carica, fattosi “comperare per 4 caramelle”; dichiarazioni che la dicono lunga sullo stato di salute di un centro sinistra niente affatto unanime e ancora troppo astioso.
Intanto, è ancora buio pesto sulle reali sorti dello stesso IDV, impossibilitato a celebrare il congresso cittadino dopo il veto imposto dai vertici provinciali all’indomani del commissariamento decretato da Antonio Di Pietro e affidato nelle mani di Augusto Di Stanislao. L’onorevole abruzzese, impegnato a dettare le linee guida del fondatore, non ha esitato a bollare come “capetti” i vertici provinciali, rei di aver provocato grossi mal di pancia all’interno dei circoli pugliesi. Che, nel contempo, si starebbero organizzando in movimenti politici indipendenti. Lo stesso IDV sammarchese infatti, avrebbe dato vita a un gruppo denominato Democrazia Solidale proprio per rientrare a pieno titolo nella vita politica del posto, con le stesse modalità adottate in campagna elettorale. Parola d’ordine: tenersi fuori dalla faida politica messa in piedi dal PD e coerenza, così come fatto appunto in campagna elettorale. Da registrare anche la situazione di stallo per l’orfano PDL (a seguito dell’abbandono di Massimo Stilla che ha pensato bene di levare gli ormeggi dopo aver annusato la sfiducia dietro l’angolo) ed eterno secondo sulle questioni politiche del paese, in attesa, anche in questo caso, del congresso chiamato a decidere la nuova classe politica del partito del Cavaliere. Per il SEL, invece, un secco “non pervenuto”, secondo alcuni partito sempre più satellite del PD. Stesso dicasi per Rifondazione Comunista da tempo offuscata dall’alleanza centrista.
Nel frattempo tiene ancora banco la questione “quote rosa” che potrebbe rendere ancora più evidenti le prime insofferenze, che pure ci sarebbero all’interno della squadra griffata Cera. Ma chi lascerà lo scranno per far posto al nuovo amministratore in rosa? Al momento le indiscrezioni danno tra i più accreditati gli assessori Ciavarella o Tosco, rispettivamente con delega ai lavori pubblici e cultura. All’ex assessore spetterebbe, poi, la dirigenza dello staff del sindaco. Secondo i bene informati il primo cittadino potrebbe estrarre con il forcipe una vecchia nomina in perenne gestazione già all’indomani della sua vittoria. Le autorevoli fonti parlano con insistenza della dott.ssa Raffaella Petruccelli, dipendente provinciale, esperta in Attività Produttive e Politiche Comunitarie. Per i più malpensanti, invece, toccherebbe a qualche congiunto molto vicino all'assessore "decaduto" prendere il suo posto, con somma “sorpresa” degli oppositori, che sembrano aver scoperto solo ora la parità di genere.
















