Giovedì, Maggio 23, 2013
   
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Il campo sportivo è fatto! Ora bisogna fare i calciatori!!

Nuovo_campo410Sembra che ci siamo: una delle realtà più belle e pulite del nostro paese è ritornata, (...segue)

il campo sportivo è pronto per accogliere i ragazzi sammarchesi che da oltre dieci anni non “calpestavano” il terreno di gioco. E in attesa dell’inaugurazione che avverrà tra pochi giorni, conviene fare un po’ di storia del nostro stadio.

A San Marco il campo sportivo è stato sempre considerato il centro principale delle locali attività ricreative. Con il torneo cittadino (fino al 1991) si aveva un punto di riferimento per poter formare, pochi mesi dopo, la squadra di calcio della Polisportiva Sammarco e svolgere il campionato di categoria, quasi sempre la Prima, attualmente la Terza e poche partecipazioni nel campionato di Promozione.

Le strutture sportive nella nostra città sono praticamente assenti: oltre al suddetto campo, esistono due campi di calcetto, c’era una volta un campo da tennis… e basta.

Per sopperire a queste gravi assenze strutturali, l’amministrazione comunale in carica nel 1998, decise di rifare “da sotto” il nuovo impianto calcistico denominato “Tonino Parisi”, in omaggio ad un calciatore locale degli anni ’20 del secolo scorso.

Prima di parlare del nuovo impianto è interessante sapere come e perché la zona delimitata dal rione Monte di Mezzo, via Amendola e il muro del cimitero, “ospiti” l’attuale campo sportivo. E quali sono state le varie “sedi” della toponomastica sammarchese che hanno visto, come protagonisti, i ragazzi del luogo indossare la casacca granata (colore sociale del San Marco), quando il terreno di gioco era in discesa(?) e il campo di qualsiasi forma (tranne che rettangolare).

Anno 1924. Anche a San Marco arriva l’eco di un nuovo gioco inventato dagli inglesi qualche decennio prima e “importato” in Italia dai genovesi: il football (vedi calcio). Primo problema: dove praticare a S. Marco la nuova disciplina sportiva. I ragazzi di allora identificarono uno spiazzo che comprendeva l’entrata dell’attuale Opera Pia, l’attuale ufficio delle poste fino all’imbocco di Piazza De Martino (dietro il distributore Agip).

Il terreno non era rettangolare, non era spianato ed era in discesa verso l’Opera Pia. Questa zona, all’epoca, era l’estrema periferia, considerando che il centro era la Padula, la Collegiata e “sope li puzzera”.

Qualche anno dopo, nel 1929, si utilizzò il terreno dello scavo dell’edificio Balilla per poter dare un aspetto più “ufficiale” al primo campo sportivo del nostro paese.

Anche se ristrutturato al meglio, il terreno di gioco non era regolamentare e quindi non poteva ospitare gare ufficiali.

Nel 1932 dietro sollecitazione del Capo Ufficio Sportivo di Foggia e del Prefetto, il comune di San Marco incaricava l’ingegnere Pietro Ciavarella a progettare un campo sportivo. L’area scelta era quella dell’attuale villetta comunale.

L’ingegnere incaricato presentò al podestà Luigi Ciavarella il seguente preventivo. Scavo terreno: 11.258 lire; porte campo di calcio: 100 lire; reti per le porte: 200 lire; cordoni di pietra fiancheggiante il campo: 1.224 lire; pali di legno per delimitare il campo: 200 lire; totale: 12.982 lire.

I lavori vennero affidati alla ditta Del Mastro Antonio per la somma di 5.850 lire. Il recinto del terreno di gioco venne effettuato dalla ditta Pasquale Bisceglia per 1.000 lire. Durante la seconda guerra mondiale l’attività sportiva cessò e il campo sportivo nato da pochi anni venne sfruttato per altri usi (meno ricreativi).

E finalmente nel 1946 venne acquistato il terreno dell’attuale campo. Anche questo in discesa o in salita (dipende dai punti di vista). Tra le due porte vi era un dislivello di 5 metri! Le squadre erano costrette (o favorite) a non ideare nessuna tattica, non ce n’era bisogno: quando si giocava in discesa, tutti nella metà campo avversaria; nel secondo tempo, chi aveva attaccato nel primo, si barricava in difesa nella propria area di rigore in attesa dei “discesisti” avversari.

Per arrivare ad una “par condicio” calcistica, bisogna aspettare fino all’inizio degli anni ’60 del secolo scorso, quando il terreno di gioco venne livellato e recintato. In tutti questi “cambi di campo”, di spogliatoi nemmeno l’ombra: si arrivava in campo con la divisa indossata in casa propria.

Nel 1962 si disputarono i primi derby locali tra la Polisportiva S. Marco e la Libertas Mazzola. I tornei cittadini vennero organizzati verso la fine degli anni ’60.

E arriviamo ai giorni nostri: il nuovo campo sportivo. La novità principale consiste (come già si può vedere) nel ruotarlo di 90 gradi rispetto alla posizione precedente, in questo modo si è potuta costruire una strada transitabile anche dalle auto dirette a Monte di Mezzo.

La nuova posizione del terreno di gioco doveva permettere la costruzione di nuovi spalti per una capienza di 10.000 spettatori(!?); spalti che dovevano abbracciare il lato dietro la porta del terreno di gioco che dà su via Amendola (spalti non fatti) e il lato più lungo che dà le spalle al muro del cimitero (spalti costruiti).

Tra quest’ultime gradinate e il muro del cimitero è stato costruito, come previsto dal progetto originale, un ampio parcheggio. Gli spogliatoi non sono stati rifatti: sono stati ristrutturati quelli attuali.

Parallelamente al terreno di gioco dovevano prendere vita due nuove strutture: due campi-palestra (di cui uno coperto). Attualmente questo spazio viene utilizzato come parcheggio per i pullman di linea. Inizialmente il terreno di gioco non doveva essere in erba, ma doveva essere rifatto con lo stesso materiale precedente.      L’illuminazione non prevista inizialmente, è stata invece realizzata.

Spesa totale (iniziale) nell’Anno del Signore 1998: 2 miliardi e 300 milioni di lire. La spesa finale non la conosco, ma penso che sarà lievitata “leggermente.”

E finalmente, quando gli anziani vedranno giocare dei ragazzini per le strade, potranno gridare orgogliosamente: “Uagliù, jate a terà cavece inte lu campe sportive!”

Perché tra poco ritornerà tutto come prima: squadra del Sammarco in Prima categoria, anzi Promozione; il ritorno dei tornei cittadini, le amichevoli contro il Foggia e i derby contro “li Sangiuvannare”.

Il campo è fatto! Adesso bisogna fare i calciatori!!


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