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30 anni senza Villeneuve
Una cometa che si può ammirare per pochi giorni... questo è stato Villeneuve.
Non c'è bisogno di spiegare chi è stato Gilles, sarebbe un'offesa alla sua memoria.
Quel maledetto sabato di 30 anni fa a Zolder fa ancora male nel cuore degli appassionati. Quell'ultimo volo fatale e l'ultimo dei "cavalieri del rischio" ci ha lasciati per sempre. La rabbia di quel sorpasso meschino subito ad Imola dall'amico Pironi, la convinzione che la Ferrari non gli sarà riconoscente per l'aiuto dato nella stagione 1979 all'amico e compagno di scuderia Scheckter, e il precario equilibrio del suo rapporto matrimoniale con la moglie Joanna, quanto sono stati determinanti in quell'ultimo giro?
Non lo sapremo mai. L'ing. Forghieri ha affermato che Gilles stava rientrando e che evidentemente si è distratto nel giro di rientro, i meccanici ed alcuni piloti invece concordano sul fatto che anche con le gomme usurate stesse cercando di migliorare il suo giro per poter sopravanzare il nemico rivale Pironi.
L'unica cosa certa è che un pilota che ha vinto solo 6 Gran Premi da allora è entrato d'impeto nel cuore di tutti gli appassionati e non è stato sostituito nemmeno da altri campioni come Senna.
Non sono molti i piloti che vengono ricordati senza aver impresso il loro nome nell'albo d'oro o al massimo in qualche record, Gilles ci è riuscito con imprese epiche come quella di Digione del 1979 quando con Arnoux riuscirono a mettere in secondo piano la prima vittoria di un motore turbo in Formula 1, o come la vittoria del famoso "Trenino" con Laffite, Watson, Reutemann e De Angelis che per 20 giri non riuscirono a sorpassarlo nonostante l'inferiorità tecnica delle sua Ferrari.
Imprese che ricordano quelle di Nuvolari contro Varzi, imprese di altri tempi che un giovane canadese sconosciuto aveva riportato alla memoria, imprese che chi non ha avuto la fortuna di viverle in prima persona conosce e racconta come se realmente le avesse vissute sulla propria pelle.
Sarà difficile dimenticarlo. Salut Gillès.
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