Lunedì, Maggio 21, 2012
   
TEXT_SIZE
Banner

Corsa alla segreteria del Pd: Foggiani distanti da Emiliano

pd_logoIl PD di San Marco in Lamis pubblica il Vademecum sulle riunioni di Circolo

Per il momento si tratta di appena cinque sezioni - le prime al voto - e il dato va preso con le pinze. Ma l’orienta­mento del 10% delle sezioni del Pd in provincia di Foggia - in re­lazione al prossimo congresso nazionale e regionale del parti­to - è destinato a far riflettere. Il risultato di Anzano, Casalnuo­vo, Castelluccio, Casalvecchio e Rignano boccia, infatti, senza appello l’esperimento 'indipen­dentista' del segretario regiona­le uscente, Michele Emiliano, che si riporpone alla guida del partito in Puglia.

Ecco i dati. Per il nazionale, Pierluigi Bersa­ni raccoglie il 63,2%; Dario Fran­ceschini il 36,7% e Ignazio Mari­no non ottiene neanche un vo­to. In regione: Sergio Blasi rac­coglie il 73,4%; Guglielmo Mi­nervini il 22,4%; Michele Emilia­no il 4%; Enrico Fusco lo 0%. Questi i risultati comunicati, ieri, dalla segreteria provinciale di Foggia. La 'Repubblica indi­pendente di Capitatanata', co­me il segretario regionale del partito ha sempre scherzosa­mente bollato l’area più a nord della regione, ha rimarcato - al­meno per il momento - la sua fedeltà a Massimo D’Alema sup­porter di Bersani e Blasi. Il dato, però, è puramente indicativo. Devono infatti esprimersi altre 45 sezioni in Capitanata e 280 circa in Puglia. Tuttavia deve far riflettere perchè il meccani­smo delle primarie, questa vol­ta, è piuttosto complesso. I can­didati, infatti, devono superare un ostacolo iniziale, prima di sottoporsi al giudizio del popo­lo delle primarie: devono cioè sottoporsi dapprima alla valuta­zione degli iscritti (che devono votare entro il 30 settembre prossimo nelle sezioni di appar­tenenza). Solo i tre candidati che avranno ottenuto il mag­gior numero di voti e superato almeno il 5% dei consensi degli iscritti potranno accedere - il 25 ottobre - alla seconda fase, cioè al giudizio dei gazebo.


Il quarto candidato escluso potrà rientrare in gioco solo se avrà raggiunto il 15% dei consensi degli iscritti in almeno due pro­vince. Di qui le lagnanze di Emi­liano che, essendo forte soprat­tutto a Bari, rischia di non rag­giungere quel 5% necessario nell’intera regione o, in alterna­tiva, quel 15% in almeno due province. Su 50mila iscritti, Ba­ri ne conta 12mila, 10mila Lec­ce, 8mila Taranto, 10mila Fog­gia e poco più di 6mila la Bat, il resto è del Brindisino. Emilia­no, pur invincibile a Bari, po­trebbe avere difficoltà ad acca­parrarsi anche il consenso degli iscritti nelle altre cinque provin­ce. Nella Bat può contare sul­l’appoggio della consigliera re­gionale Pina Marmo; a Taranto l’assessore regionale al Bilan­cio, Michele Pelillo, pur vicino al segretario uscente, ha già fat­to professione di fede per Bersa­ni; a Lecce, Blasi gioca in casa. La partita, dunque, si annuncia difficile. Dai primi dati emersi in Capitanata, poi, contro ogni previsione Blasi 'tira' più dello stesso Bersani, mentre l’asses­sore regionale Minervini entu­siasma meno di Franceschini. E a ben vedere Emiliano, contra­riamente ad ogni supposizione, sottrae voti più ai centristi del Pd che al candidato di Bersani, come si credeva. Tuttavia, indi­pendentemente da questo pri­mo e poco significante scruti­nio, l’ipotesi concreta che sem­bra profilarsi secondo molti at­tenti osservatori, è che nessu­no dei candidati segretari alla guida del partito in Puglia riu­scirà a superare il 51% dei con­sensi. In questo caso la parola tornerebbe in mano al partito, cioè all’assemblea regionale, do­ve conteranno il numero dei de­legati ottenuti e gli accordi che le tre mozioni sapranno cucire. In questa logica va letto, allora, il messaggio criptico lanciato proprio ieri dal deputato Gero Grassi, coordinatore della mo­zione Franceschini in Puglia: «La classe dirigente saggia del Pd - scrive in una nota - sa be­nissimo che all’indomani del 25 ottobre ci si ritroverà tutti at­torno ad un tavolo e chi sarà “incoronato vincitore” avrà l’ar­duo compito di dover rappre­sentare tutte le anime, facendo sentire tutti a casa».

Lorena Saracino

VADEMECUM DELLE CONVENZIONI (RIUNIONI) DI CIRCOLO
(www.pdsanmarco.it)

-Quando si svolgono?

Le convenzioni si svolgono in tutta Italia dal 1 al 30 settembre 2009 [a S. Marco in L. si terrà il 26 e 27 settembre]

-Chi può partecipare alle convenzioni di circolo?

Le convenzioni di Circolo sono aperte alla partecipazione di tutti gli elettori e simpatizzanti del Partito Democratico. Possono partecipare con diritto di voto e di parola e possono essere eletti negli organismi dirigenti o di garanzia, nonché essere delegati ad una Convenzione di livello superiore, solo gli iscritti al partito regolarmente registrati alla data del 21 luglio 2009.
La Presidenza dell’assemblea può valutare la possibilità di dare la parola anche agli elettori e ai simpatizzanti che ne facciano richiesta.

-Come e quando vengono convocate?

La convocazione della riunione deve essere spedita a tutti gli iscritti al circolo almeno 5 giorni prima dello svolgimento, e deve indicare il giorno e l’ora di inizio della riunione, il programma dei lavori e l’orario di avvio e di fine delle votazioni, che dovranno durare non meno di una e non più di sei ore consecutive da collocare in orario di norma non lavorativo e dunque di preferenza dopo le ore 18.00 o nel fine settimana. La votazione avviene assicurando la segretezza e la regolarità del voto. Lo scrutinio è pubblico e viene svolto dalla Presidenza immediatamente dopo la conclusione delle operazioni di voto.

-Come si svolgono le riunioni di circolo?

In apertura delle riunioni di Circolo, su proposta del segretario del Circolo stesso, viene costituita e messa ai voti per l’approvazione una Presidenza, che ha il compito di assicurare il corretto svolgimento dei lavori e che garantisca la presenza di almeno un rappresentante per ciascuna candidatura. Fa parte della Presidenza un membro della Commissione provinciale o un suo delegato esterno alla stessa che è tenuto ad assistere ai lavori della riunione, con funzioni di garanzia circa il regolare svolgimento dei lavori.
Immediatamente dopo l’insediamento della presidenza vengono presentate le linee politiche collegate ai candidati, assicurando a ciascuna di esse pari opportunità di esposizione, entro un tempo massimo di 15 minuti.
L’ordine di illustrazione delle candidature, sia per i candidati a segretario nazionale che per i candidati a segretario regionale, è stabilito sulla base dell’ordine di presentazione delle stesse.[1. Bersani, 2. Franceschini, 3. Marino]
La presentazione delle linee politiche collegate ai candidati a segretario regionale si svolgono subito dopo quelle per i candidati a segretario nazionale, assicurando a ciascuna pari opportunità, entro un termine massimo di 15 minuti ciascuna. Le modalità e i tempi di svolgimento delle riunioni di Circolo devono garantire la più ampia possibilità di intervento agli iscritti.
La Commissione nazionale predispone il modello di verbale sulla base del quale registrare i risultati delle votazioni nelle riunioni di Circolo e nelle Convenzioni provinciali.

-Cosa eleggono le riunioni di circolo?

I delegati alla convenzione provinciale. Nel corso dello svolgimento della riunione, ed entro un termine fissato dalla Presidenza, vengono presentate le liste dei delegati alla Convenzione provinciale, collegate alle candidature alla Segreteria nazionale. Le riunioni di circolo selezionano, inoltre, con il voto i candidati a Segretario regionale che parteciperanno alle primarie.

-Come si compongono le liste?

Nella composizione della lista si deve rispettare i principi dell’alternanza di genere. Ogni lista può comprendere un numero di candidati che va da uno fino al numero massimo pari ai delegati assegnati dalla Commissione provinciale (numero calcolato sul totale dei delegati provinciali assegnati per il 50% in base ai voti presi nelle ultime elezioni politiche alla Camera e per il 50% in base al numero dei tesserati). [Sui 330 delegati provinciali S. Marco ha perciò diritto ad esprimere 6 delegati]
Possono essere delegati anche iscritti al PD appartenenti ad altri Circoli della stessa Provincia.
È possibile presentate più liste di delegati collegate allo stesso candidato alla Segreteria nazionale: in questo caso il presentatore della mozione nazionale dovrà autorizzarle. Nel caso di più liste collegate ad un singolo candidato queste verranno numerate (1, 2, 3 ...)

-Chi predispone le schede per le votazioni?

E’ compito della Commissione nazionale predisporre il modello di scheda da utilizzare nelle votazioni previste nelle riunioni di circolo.
E' compito della Commissione regionale predisporre la scheda da utilizzare nelle votazioni previste nelle assemblee di circolo enelle assemblee di iscritti per la individuazione dei candidati all'elezione a Segretario regionale.

-Come si vota?

Si vota apponendo una croce nel riquadro relativo al nome del candidato alla segreteria nazionale (o regionale) e una croce nel riquadro sottostante relativo alle liste o, nel caso di più liste collegate ad un unico candidato, il numero relativo alla lista collegata al candidato prescelto.


-Come vengono assegnati i seggi alle varie liste?

La Commissione provinciale, acquisiti tutti i verbali delle Riunioni di Circolo, procede innanzitutto all’assegnazione dei seggi spettanti al complesso delle liste collegate a ciascun candidato a Segretario nazionale. A tal fine si utilizza il metodo del quoziente naturale e dei più alti resti. Il numero dei delegati da assegnare alla lista o alle liste collegate a ciascun candidato a Segretario nazionale è ottenuto dividendo il complesso dei voti da essa o da esse riportati per il quoziente naturale, ovvero il totale dei voti validi divisi per il numero dei delegati da eleggere, ed assegnando i seggi eventualmente così non assegnabili alle liste con i maggiori resti. Nel caso in cui vi siano più liste collegate al medesimo candidato, il complesso dei seggi ad esse attribuito viene tra loro ripartito con il medesimo metodo del quoziente naturale e dei resti più alti.

La Commissione provinciale procede quindi alla distribuzione nei singoli circoli dei seggi così assegnati alle varie liste. A tal fine si procede in primo luogo alla assegnazione dei seggi in ogni circolo attribuendo a ciascuna lista di circolo tanti seggi quanti quozienti naturali di circolo interi essa abbia conseguito in quel circolo. Il quoziente di circolo è dato dalla divisione tra la somma dei voti validamente espressi nel circolo e il numero di seggi da assegnare nel circolo stesso. Gli eventuali seggi residui sono attribuiti alle liste seguendo la graduatoria decrescente delle parti decimali del quoziente ottenuto da ciascuna lista sino alla attribuzione di tutti i seggi spettanti al circolo. A tal fine le operazioni di calcolo procedono a partire dal circolo con il minor numero di iscritti. Nella assegnazione dei seggi non si prendono più in considerazione le liste che abbiano già ottenuto tutti i seggi ad esse spettanti in base ai calcoli di cui al comma 12. Al termine di tali operazioni, i seggi che eventualmente rimangono ancora da assegnare ad una lista sono attributi alla lista stessa nei circoli ove essa abbia ottenuto i maggiori resti, utilizzando per primi i resti che non abbiano già dato luogo alla attribuzione di seggi. I seggi spettanti a ciascuna lista di circolo vengono assegnati ai candidati in base all’ordine di presentazione nella lista stessa.