Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Manovre di avvicinamento tra PD e UDC? Intervista doppia agli esponenti di partito

municipio2Si fanno sempre più insistenti le voci che danno per quasi certo l’accordo tra PD e UDC in vista delle prossime elezioni  comunali del 2011 a San Marco in Lamis. Prendedo spunto dalle dichiarazioni dell’On. Angelo Cera e di Paolo Soccio  rese al quotidiano l’Attacco del 24 aprile,  abbiamo cercato , intervistando gli esponenti di partito del posto, di fare un po' di chiarezza sull'argomento. All’interno l’intervista doppia di Sanmarcoinlamis.eu  a Napoleone Cera (UDC) e Paolo Soccio (PD).

 

Intervista a: Paolo Soccio  - segretario PD San Marco in Lamis

D. Da organi  di stampa locali si apprende di presunti accordi tra Pd e Udc di San Marco in Lamis, in vista delle elezioni amministrative comunali del 2011. E’ vero o si tratta di sole indiscrezioni?

R. Nulla di vero, nessun accordo è stato stipulato o è in fieri. Del resto l’articolo de l’Attacco di sabato scorso parlava di un possibile accordo provinciale tra PD e UDC, di cui non so assolutamente nulla, e di presunti buoni rapporti di Cera con Bordo e Campo (dovreste perciò al riguardo interpellare il segretario provinciale); poi l’articolo riportava delle dichiarazioni di Angelo Cera che, “insieme con suo figlio”,  sarebbe disposto a candidarsi come sindaco a San Marco. Ma questo lo si sente dire da tempo in città, solo, francamente, non ho ancora capito se a candidarsi sarà il padre o il figlio. Evidentemente in casa UDC hanno già due candidati, e magari, permettetemi la battuta, si faranno le “primarie” tra padre  e figlio.

Io ripeto quello che ho dichiarato a quella testata, ovvero che non ci sono preclusioni a prescindere nei confronti dell’UDC e che se l’UDC vorrà costruire insieme al centrosinistra, come è avvenuto e  sta avvenendo in molte realtà (comunali, provinciali, regionali) d’Italia, un percorso comune, di responsabilità, con lealtà, per cercare di risolvere i problemi di San Marco, credo che le forze del centrosinistra saranno disposte ad accoglierla per lavorare insieme per il bene della città. Noi però partiamo da quanto fatto di buono, pur operando in una situazione ai limiti dell’impossibile, dal sindaco Michelangelo Lombardi  che a nostro parere va perciò riconfermato alla guida del comune.

Non siamo preoccupati in questo momento, in cui c’è ancora tanto da lavorare per la nostra collettività, dall’appuntamento elettorale dell’anno venturo, il nostro partito vuole intanto rinsaldare la compagine di centrosinistra, che voglio ricordare ha ottenuto oltre il 46% di consensi anche nell’ultima tornata elettorale, poi più in là si apriranno i tavoli di discussione sulle alleanze ed eventualmente sul candidato sindaco.

D. Da quello che si è capito parlando anche con qualche esponente del Pd, questi sarebbero favorevoli ad un’alleanza ma mettono il veto sul nome. Si è parlato di Angelo Cera come candidato sindaco. Se il PD non dovesse convergere su questo nome salterebbe la presunta alleanza o si punterebbe su un “personaggio” condiviso?

R. Come ho detto, bisognerebbe partire in primis dalla volontà di lavorare insieme per il bene dei nostri concittadini (del resto da tempo qualcuno parla di un’amministrazione di “salute pubblica” ), poi si potrebbe anche discutere sul candidato sindaco. In realtà, se è vero quanto si dice, che l’UDC avrebbe già un candidato, anzi due, mi pare improponibile allora iniziare qualsiasi discorso: sui quei nomi non potrà esserci nessun avvicinamento tra i nostri partiti. Se, come dici, c’è qualcuno nel partito che potrebbe vedere di buon occhio una tale prospettiva, perché magari ritiene l’Udc un partito organizzato con cui si potrebbe dialogare, perché al suo interno ci sono anche persone ragionevoli che mirano all’interesse comune e non solo a quello personalistico, questa possibilità svanisce nel momento in cui vengono proposti quei nominativi. Senza voler offendere nessuno, lo dico perché conosco i nostri elettori, i quali sarebbero i primi a non votare un Cera sindaco. E voglio ricordare che Napoleone, in consiglio comunale e in altre occasioni, ha chiesto e dichiarato che per la nostra città sarebbe opportuno andare al dissesto finanziario. Ora ditemi voi se è presentabile come sindaco uno che ha questo programma…

D. Mettiamo per un po’ da parte il nome del candidato sindaco. Quali potrebbero essere i punti fondamentali di un programma comune e  che possa essere in qualche modo la spina dorsale dell’alleanza?

R. Io credo che su molti temi si possa ragionare insieme. Intanto sulla necessità di risanare le finanze e di mettere a posto i conti del comune, perché se non si esce fuori dal baratro in cui ci troviamo, la vedo dura per i prossimi anni. Sul risanamento e sui tagli alla spesa bisogna che si sia fermi e lo dico a chiunque sarà il prossimo sindaco. Le spese pazze e i conti non pagati dalla precedente amministrazione hanno messo in ginocchio un comune già pieno di debiti. Quindi con gli elettori bisognerà essere chiari, chiedere un piccolo sacrificio  per ancora qualche anno e poi le cose non potranno che migliorare. Chi si presenterà alle prossime elezioni facendo proclami e promesse vane farà male a se stesso e al paese. A se stesso perché poi dopo pochi mesi verrebbe preso a calci nel sedere; al paese perché San Marco non ha bisogno di altre promesse, ha bisogno di sudore e di concretezza, di progettualità a lungo raggio e di innovazione, cioè di quello che sta facendo Michelangelo Lombardi e l’attuale amministrazione, che viene spesso ingiustamente crocifissa, solo perché non ci si rende conto dello stato delle cose. Credo si dovrà puntare molto sulla zona industriale e su tutte le occasioni che i fondi regionali ed europei potranno dare per portare lavoro e maggiore sicurezza alla nostra comunità. Migliorare la macchina comunale, è un obbligo inderogabile, migliorare la viabilità, la pulizia e la vivibilità tutta del paese un imperativo categorico. Ma questo si può fare solo se riusciremo ad innalzare il livello di partecipazione e di civiltà dei sammarchesi, che, mi spiace dirlo (e anche la vicenda della raccolta differenziata ne è un chiaro segnale), è al di sotto della sufficienza, giusto per essere buono. Voglio aggiungere che per i prossimi 5 anni, alla Regione ci sarà il centrosinistra, e anche questo i cittadini dovranno valutarlo con saggezza.

D. Nel caso l’alleanza andasse in porto, si riuscirebbe a mettere da parte i vecchi attriti che in passato hanno contribuito “di riflesso” a frenare lo sviluppo del paese?

R. Ripeto, la vedo difficile, ma, giusto per stare al gioco, provando a fare uno sforzo di fantasia, dico che su questo sarei fiducioso. Credo bisogni guardare avanti e non ruminare sulle vecchie diatribe, ciò che è stato, è stato, e non mi pare che in questi anni noi del PD stiamo caricando più del dovuto su chi ha avuto la responsabilità di certe scelte o errori nel passato, come non abbiamo fatto neanche un comunicato o manifesto su un noto fatto di cronaca ( e ce ne sarebbero altri) che ha riguardato il parlamentare locale, posso perciò dire con certezza che i nostri dirigenti non provano odio né rancore per nessuno; sarebbe però opportuno che chi ha avuto certe responsabilità nel passato, nel bene e nel male, dovrebbe magari fare un passo indietro. Ecco un altro motivo perché Cera sindaco per noi  è improponibile.

 


Intervista a: Napoleone Cera (UDC)

D. Da organi di stampa locali si apprende di presunti accordi tra Pd e Udc di San Marco in Lamis, in vista delle elezioni amministrative comunali del 2011. E’ vero o si tratta di sole indiscrezioni?

R.  Fino a questo momento non c’è stato nessun contatto. Dalle varie riunioni all’interno del mio partito è emerso un punto chiaro, quello di iniziare a dialogare con le forze sane e  costruttive del paese, quale può essere anche il PD sammarchese, forte di uomini che comunque sanno di pubblica amministrazione. Il dialogo inizierà comunque dalle associazioni e dalla società civile in grado di valutare le varie esigenze dei cittadini. Certo è che non faremo un’alleanza con il PDL, perché non ha i titoli politici per governare la città.

D. Da quello che si è capito parlando anche con qualche esponente del Pd, questi sarebbero favorevoli ad un’alleanza ma mettono il veto sul nome. Si è parlato di Angelo Cera come candidato sindaco. Se il PD non dovesse convergere su questo nome salterebbe la presunta alleanza o si punterebbe su un “personaggio” condiviso?

R. In questo momento il candidato dell’UDC alla carica di Sindaco è Angelo Cera.  Credo che l’ultimo partito, in questo momento a poter mettere veti sia proprio il PD, basta confrontare i risultati delle elezioni provinciali e regionali. Poi, permettetemi una domanda, fino ad ora ha governato il paese un uomo di partito, adesso che sul banco c’è il nome di Angelo Cera sorgono problemi?  Se ci sarà dialogo, parleremo prima del programma e delle cose da risolvere e in seguito del nome del candidato a Sindaco. Sul tavolo prima i problemi di San Marco e dei cittadini. Certo, discuteremo anche del nome del candidato a Sindaco e della squadra che andrà a governare. Ritengo, però, sia giusto e doveroso chiedere ad Angelo Cera un contributo politico sui caratteri e contenuti della fase nuova che andremo ad aprire.

D. Mettiamo per un po’ da parte il nome del candidato sindaco. Quali potrebbero essere i punti fondamentali di un programma comune e  che possa essere in qualche modo la spina dorsale dell’alleanza?

R. I punti e i nodi da sciogliere sono tanti. Punto fondamentale è invertire la tendenza al declino economico e sociale. Infrastrutture, investimenti nella città, insediamenti produttivi, innovazione, occupazione, servizi, sviluppo,  tutti temi in grado di far crescere il paese dal punto di vista della qualità della vita e di crescita culturale.

D. Nel caso l’alleanza andasse in porto, si riuscirebbe a mettere da parte i vecchi attriti che in passato hanno contribuito “di riflesso” a frenare lo sviluppo del paese?

R. La prima cosa da fare è proprio questa, mettere da parte gli odi personali se si vuole far crescere il paese. Ecco perché, partire dal mettere un veto sul nome di Angelo Cera è la strada sbagliata. Si al progetto di far cambiar rotta alla città mettendo da parte i personalismi. Crediamo ad una nuova fase che possa comprendere le forze sane e quelle che da anni operano all’interno della comunità sammarchese e che hanno compreso il disagio del cittadino.