Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Non è l'epoca della scuola. E' l'epoca della cricca

logo_PD_smilCittadini, tutti lo dicono, ma non sempre si presta la necessaria attenzioneall’argomento: sulla scuola, sulla formazione dei giovani tutti i Paesisi giocano il loro futuro. La conoscenza, il possesso di competenze sonoormai componenti fondamentali per il progresso dei popoli, soprattuttoin fasi di fortissime crisi come quella che stiamo vivendo. Chi ha più investito o investe nel campo della formazione e della ricerca ne uscirà più forte e più attrezzato ad affrontare le sfide del futuro.

Ciò non accade in Italia.

Con la cosiddetta Riforma della scuola secondaria superiore si stainfliggendo forse il colpo mortale decisivo alla scuola pubblicaitaliana. Meno risorse finanziarie, meno tempo scuola, meno insegnanti.Più alunni per classi, appesantimento cartaceo in didattica,attrezzature sempre più obsolete e edifici scolastici sempre piùinsicuri, che con il passare del tempo abbisognano di manutenzioneurgentissima e non più procrastinabile.Il Governo di centrodestra la chiama riforma epocale, sì, ma è quelladell’epoca berlusconiana che taglia tutto, meno la corruzione e gliaffari privati della “cricca”.

Quello che resterà della Scuola Superiore, anche di quella di San Marco(ecco perché la cosa ci riguarda da vicino), saranno solo macerie: e non può essere altrimenti con 80.000 docenti in meno in tre anni, con risorse ridicole per il funzionamento degli istituti e con un impianto didattico proiettato più su modelli ottocenteschi che su una reale comprensione delle nuove sensibilità e i nuovi bisogni delle generazioni del Terzo Millennio.

Chiediamo ai cittadini più attenzione sui temi della scuola poiché con meno scuola pubblica saremo tutti un po’ più poveri.

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