Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Prove di regime nella scuola?

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Se non fosse per la tragicità della notizia, verrebbe quasi da ridere e rispondere con “il pernacchio” (di Eduardiana memoria) alla circolare riservata del dirigente dell'Ufficio scolastico regionale dell'Emilia-Romagna con la quale si vuole mettere il bavaglio al personale della scuola, non più libero di poter esprimere le proprie opinioni.

La tragicità della notizia sta nel fatto che il ministro Gelmini, e quindi il governo, non ha perso un solo attimo per solidarizzare con il dirigente e condividere la circolare in ogni sua parte.

Certo è assurdo, e lo dico da insegnante, che si possa arrivare a questo punto.

Cosa dovrei rispondere ad un genitore che mi chiede per quale motivo a scuola abbiamo organizzato una colletta per pagare la carta igienica ed il sapone? Cosa dire a chi mi fa notare che le dimensioni delle nostre aule non sono conformi agli standard di sicurezza per l'eccessivo numero di alunni per classe? O, ancora, che per  fotocopiare una pagina bisogna fare i salti mortali?

Secondo la circolare, dovrei astenermi dall'esprimere giudizi ed opinioni che potrebbero ledere l'immagine dell'amministrazione cui appartengo.

Ma, in questo Paese, stiamo diventando tutti matti?

Non solo, quindi, il bavaglio all'informazione, gli ostacoli alle indagini, la libertà di poter licenziare operai ed impiegati sempre meno tutelati. Ora vorrebbero toglierci anche il diritto di parlare!

Continuando così, dovremo chiedere a qualcuno finanche il permesso di respirare?

È, questo,  un sintomo di un regime autoritario che si affaccia? Non lo so! So soltanto che è giunto il momento di manifestare la più totale indignazione su queste cose.

Antonio Giuffreda – Sinistra Ecologia Libertà - Vieste