
Autorizzata l'installazione di soli 4 aerogeneratori: i cittadini pretendono risposte
Proseguendo nell’azione di informazione della cittadinanza, alleghiamo l’ordinanza di sospensiva del TAR Puglia dell’autorizzazione regionale per la realizzazione di un parco eolico nel comune di San Marco in Lamis da parte della società Renergy.
L’Italia dei Valori ha sempre avvertito gli amministratori a non essere troppo creduloni e a non basare tutte le possibilità di risanamento finanziario su operazioni aleatorie (le energie rinnovabili sono un terreno su cui misurarsi, ma bisogna tener presente che sono oggetto anche di speculazioni e di eventi imprevedibili).
Ora tutto è fermo: 18 aerogeneratori (pale) su 24 sono sospesi.
Ora, vorremmo sapere dagli amministratori se i circa 600.000 (seicentomila) euro, che la Renergy ha versato al Comune, possono essere spesi oppure no. Infatti, se la Renergy dovesse pretendere la restituzione (e se ve ne sono le condizioni) per il Comune di San Marco è un grosso guaio (soprattutto se quei soldi sono stati già spesi!).
Come è facile vedere, i dissesti finanziari non sono generati solo da debiti!
In un precedente comunicato, avevamo chiesto agli amministratori di dire ai cittadini che cosa sarebbe successo per la raccolta dei rifiuti dopo la sospensiva del Consiglio di Stato della sentenza del TAR Puglia che annullava la gara di appalto: si sarebbe andati avanti con la rescissione del contratto della Geotec?
Non noi, ma i cittadini non hanno ricevuto alcuna risposta dagli amministratori.
Speriamo che in questo caso una risposta ci sia.
Comunque, noi continueremo ad informare i cittadini. E’ probabile che il prossimo comunicato riguardi una enorme bufala: quella dei debiti.
Il Gruppo Consiliare dell’Italia dei Valori.
Allegati: Sentenza sospensiva eolico TAR Puglia (clicca qui)




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intoppi che già si sapevano le controversie di legambiente e altri enti dovevano far riflettere
se poteva avere vita questo progetto se ci si confrontava con gli enti non a favore si traevano benefici
per ridurre in primis il grande impatto ambientale
e vanno progettati bene e in Puglia questo non è accaduto ( come sempre si bada solo al denaro)
anche chi non capisce niente di norme sa che non si possono fà girare ste benedette pale vicino ad aereporti che ledono incolumità a persone e piloti
ecco quando avvenne prima dell investimento da parte della società
che ora quasi sicuramente rivorrà il malloppo ( soldini)
L'allarme per il mancato rispetto della normativa a tutela dell'incolumità dei piloti e dei cittadini, che aveva prodotto il parere negativo dell'Aeronautica già in fase di istruttoria nella conferenza di servizio propedeutica al rilascio dell'autorizzazione regionale, era stato lanciato in passato dal consigliere comunale dell'Idv Giuseppe Soccio, che aveva sollevato la questione, minimizzata, a quanto pare, dall'amministrazione comunale che ora ha provveduto a nominare un legale (l'avv. Marotti di Baper costituirsi nel giudizio dinanzi al Tar. "La costituzione in giudizio del Comune di San Marco è un inutile dispendio di denaro; è la Regione che deve rendere conto del suo operato", la protesta del cons, intanto, qualora il ri corso fosse accolto, paventa la restituzione dei 500.000 euro già versati al Comune dalla Renergy
"
La pronuncia di "illegittimità costituzionale" di una norma di legge, (quale la L.R. 31/08 della Puglia), dichiarata dunque contraria alla Costituzione Italiana, dalla Corte Costituzionale, comporta la disapplicazione della stessa, dando luogo ad un fenomeno, sul piano degli effetti, più forte della semplice abrogazione della norma, avente di regola efficacia ex nunc (a partire da ora), comportando nei fatti, l'annullamento della norma che, normalmente, produce effetti ex tunc (a partire da quando la norma incostituzionale era entrata in vigore). Pertanto, la norma dichiarata “costituzionalmente illegittima” deve essere disapplicata con effetti ex nunc e con efficacia ex tunc. La legge incostituzionale dovrà essere immediatamente disapplicata per i rapporti non ancora costituiti, nuovi, o in corso di costituzione o di perfezionamento o caratterizzati da difetti, vizi, irregolarità che possono essere opportunamente denunciate, o tali da costituire motivo di impugnazione nelle opportune sedi, (ad esempio per autorizzazioni rilasciate per impianti industriali da fonti rinnovabili fino ad 1MW, eventualmente anche in costruzione o completati, attraverso ricorsi al TAR che dal rilascio delle autorizzazioni possono essere presentati entro 60 giorni, o al presidente della Repubblica per cui i tempi sono di 120 giorni, ed altre situazioni denunciabili all'autorità giudiziaria
pensiamo prima di lottare per i mulini a vento