"...I provvedimenti di revoca si rendono indispensabili ed urgenti per evitare “un illecito ed ingiustificato arricchimento ai danni del contribuente italiano”, così come evidenziato nelle numerose note pervenute al Comune di San Marco in Lamis (a partire dal 2004) da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa."
Al sig. Presidente del Consiglio Comunale
Alla dott.ssa Grazia Marcucci
Responsabile Settore Economico-Finanziario
(nella qualità di Responsabile del Procedimento)
Comune di San Marco in Lamis
Oggetto: richiesta convocazione Consiglio Comunale per trattare la revoca del riconoscimento del debito fuori bilancio ***********.
I sottoscritti consiglieri comunali, ai sensi della normativa vigente, chiedono la convocazione straordinaria ed urgente del Consiglio Comunale per discutere ed approvare la revoca degli atti propedeutici e conseguenti al riconoscimento del debito fuori bilancio nei confronti dei *********** per esproprio di terreni.
I provvedimenti di revoca si rendono indispensabili ed urgenti per evitare “un illecito ed ingiustificato arricchimento ai danni del contribuente italiano”, così come evidenziato nelle numerose note pervenute al Comune di San Marco in Lamis (a partire dal 2004) da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa.
I provvedimenti di revoca, inoltre, si rendono necessari ed urgenti per evitare ulteriori, quanto inutili, spese legali che stanno maturando proprio per l’inerzia dell’Amministrazione Comunale, oltre che per avviare l’azione di revocazione delle sentenze e per il recupero delle somme erogate nel 2005 dal Commissario Prefettizio.
Lo schema di deliberazione può articolarsi come segue:
- richiamo di tutti gli atti connessi alla vicenda (approvazione del piano di zona e della variante, che interessa i suoli dei proprietari in parola del 1979, proposte di transazione e di donazione, liquidazione dell’acconto dell’indennità provvisoria di esproprio, sentenze riguardanti la vicenda – TAR, Tribunali Italiani e Corte EDU-, deliberazioni di riconoscimento del debito, liquidazione di acconti, stipula del mutuo, comunicazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa. ecc.);
- messa in evidenza, tra gli altri, dei seguenti elementi:
- strumentale utilizzazione della sentenza del TAR Puglia per giustificare “l’occupazione usurpativa” ed il risarcimento del danno (l’annullamento della variante adottata nel 1976 dal Commissario Prefettizio non determina la nullità degli atti di esproprio, conseguenti all’approvazione da parte del Consiglio Comunale nel 1979 di un P.d.Z. e di varianti rispondenti alla volontà transattiva tra Comune e proprietari di suoli);
- ipotesi di transazione e proposta di donazione;
- partecipazione consensuale degli interessati al procedimento di approvazione, come risulta dagli atti, e benefici già ottenuti con la contestuale approvazione del P.d.Z e della variante che ha reso edificabili i terreni contigui a quelli da espropriare;
- mancanza dei requisiti di “vittima” nei procedimenti presso la Corte EDU;
- mancato scomputo, dalle somme corrisposte a seguito delle sentenze della Corte EDU, dell’acconto liquidato nel 2005 dal Commissario Prefettizio;
- pendenza presso la Corte di Cassazione;
- dispositivo di revoca e di incarico per recupero somme, per revocazione delle sentenze e per accertamento di responsabilità.
Alla luce di quanto sopra, i sottoscritti chiedono che la presente proposta sia istruita dal Responsabile del Procedimento per la parte che riguarda i riferimenti ad atti e documenti innanzi richiamati e per il parere di merito. In attesa di riscontro, porgono distinti saluti.
San Marco in Lamis,
Leonardo Palumbo
Bonifacio D’Amico
Napoleone Cera
Bernardino Tardio
Giuseppe Soccio
Politica
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