Lunedì, Maggio 21, 2012
   
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Le buone intenzioni del PDL e le difficoltà nel perseguirle

Massimo_Stilla“Con la nostra azione di apertura verso la società civile, coinvolta nelle decisioni del proprio destino, abbiamo definitivamente rotto gli schemi di quei partiti che fanno del loro “ermetismo” la loro caratteristica distintiva”. Questo è quanto è emerso dall’assemblea pubblica che il PDL di San Marco ha voluto fare scendendo “tra la gente e per la gente” improntando il cammino verso le comunali all’insegna della trasparenza ed a un nuovo modo di far politica. L’interrogativo però è d’obbligo: riusciranno in maniera concreta ad attuare quanto detto?

L’assemblea era stata ampiamente annunciata, e dopo due mesi di lavoro, così come emerge dalla relazione consegnata ai presenti, il 15 giugno sono state tirate le somme e presentato il conto del lavoro svolto durante gli incontri che si sono susseguiti a tamburo battente con le principali associazioni del paese, ritenute, non a torto, di poter percepire il polso della situazione politica e sociale del centro garganico.

Seduti al tavolo dei relatori si sono alternati nell’esposizione dei fatti: Massimo Stilla, coordinatore comunale del PDL; Angelo Ianzano, portavoce del gruppo di lavoro e Pinuccio D’Alessandro, uno dei maggiori rappresentanti del partito del cavaliere.

Ad aprire i lavori è toccato ad Angelo Ianzano: “Ringrazio il partito per aver accettato la nostra proposta che fornirà senza dubbio dei punti fondamentali da mettere in agenda e da inserire nel programma elettorale che ci apprestiamo a stilare. Da tutte le associazioni è arrivato lo stesso invito: avere amministratori e consiglieri competenti mettendo fine all’improvvisazione a cui assistiamo quotidianamente.“ Nel suo intervento Ianzano ha altresì evidenziato come da ogni direzione, con forza, provenga l’invito incessante a lavorare per creare un’amministrazione di salute pubblica e di mettere fine all’odio e  al personalismo che ha caratterizzato la politica negli ultimi anni. Il confronto, anche se violento, deve restare nell’ambito politico ed ideologico senza intaccare la dignità personale, sforzandosi di mettere da parte una volta per tutte i vecchi rancori. “Se tutto questo non avverrà – ha aggiunto Ianzano – in tanti sono pronti a scendere in campo in prima persona con delle liste civiche per rompere gli schemi della vecchia politica.” Un rischio, quello della frammentazione del voto, che il PDL non vuole di certo correre.

Dello stesso avviso il coordinatore Massimo Stilla: “Con il nostro impegno abbiamo graffiato il mondo politico sammarchese. Dobbiamo sforzarci nell’essere lungimiranti: facendo l’interesse del paese inevitabilmente si creano opportunità per tutti. Abbiamo tante risorse poco sfruttate e mal valorizzate, confesso che io stesso non conoscevo l’esistenza degli eremi nel nostro territorio e ne ho potuto apprezzare il fascino e la bellezza solo grazie al lavoro di un nostro concittadino, che in maniera disinteressata ha messo a disposizione di tutti le sue conoscenze.  Questo però  - ha continuato Stilla - deve essere frutto di un lavoro di squadra che deve muoversi per raggiungere gli stessi obiettivi. Solo in questo modo riusciremo a far conoscere le peculiarità del nostro territorio.” Stilla ha poi continuato illustrando la creazione di un nuovo gruppo politico, che al suo interno dovrà scegliere tre persone con il compito di dialogare con i partiti del posto.

Il dott. D’Alessandro, invece, dopo aver ringraziato il gruppo di lavoro per quanto svolto, ha spostato la discussione sulla situazione politica di questi giorni: “Con le dimissioni del vice-sindaco, sono ufficialmente iniziati gli apparentamenti. Forse avremo un’amministrazione diversa ma il secondo cittadino sarà sempre lo stesso” ha sentenziato D’Alessandro, che ha poi aggiunto “dobbiamo superare gli steccati degli schieramenti aprendo la discussione con tutti i partiti.” Ma a riprova di come sia difficile mettere in pratica le buone intenzioni (il “famoso” personalismo), lo stesso D’Alessandro ha continuato dicendo: “siamo disponibili a dialogare con tutti certamente, anche con l’UDC, tranne che con Angelo Cera !”. Uno scoglio difficile da superare e che, evidentemente, preclude ogni futuro accordo con il partito  dell’onorevole.  “Adesso bisogna subito lavorare ad un programma pubblico, aperto, realizzabile nell’arco del mandato e da condividere e ampliare con chi vorrà seguirci, e far capire alla gente che il PDL non è solo ma ha già liste pronte ad appoggiarlo.”

Qualche vecchio attrito e tante buone intenzioni che ora aspettano la prova dei fatti.