“Un bilancio di previsione privo di qualunque sostanza programmatica; un permanente e paralizzante conflitto politico e d’interessi interno alla maggioranza. Fatte queste premesse, non ci si può meravigliare se la manovra finanziaria è stata votata favorevolmente dalla minoranza dei componenti il Consiglio provinciale”.
Il giorno dopo la discussione del bilancio di previsione, il capogruppo del PD, Antonio Prencipe, sottolinea “la qualità politica delle critiche che diversi consiglieri della destra hanno espresso nei confronti della Giunta Pepe prima di abbandonare l’Aula o dichiarare il proprio voto favorevole solo per logiche di schieramento o per non essere additati come gli artefici dello scioglimento dell’Assise, evitato grazie alla salvifica e contraddittoria astensione dell’UdC”.
“La Giunta si è presentata in Aula con un bilancio insipiente e inconsistente – continua Prencipe – nell’inutile tentativo di mettere a tacere le contraddizioni della maggioranza, al contrario esplose con ancora più violenza e veemenza a causa del mancato rispetto degli impegni assunti con il territorio”. Anche il risultato amministrativo di maggiore spessore – la stabilizzazione di 128 precari alle dipendenze dell’Ente – “deve essere condiviso con la precedente Giunta e con l’intero Consiglio; non può essere rivendicato da una sola parte politica”.
Al contrario, ad esemplificare la “disattenzione verso i problemi reali della Capitanata” c’è lo stanziamento per i contributi destinati alle aziende agricole in crisi: 50.000 euro. “E’ immaginabile accantonare una cifra così minima per un problema tanto vasto?”, ha chiesto provocatoriamente il capogruppo del PD.
Rispetto al piano delle alienazioni, la Giunta non offre alcuna indicazione su “ciò che è opportuno vendere e ciò che è da valorizzare a scopi istituzionali”. L’assenza di una politica delle entrate emerge dal fatto che “si elencano nel dettaglio i minori introiti, compresi i tagli decisi dal Governo a trazione leghista, e non c’è traccia di una programmazione per l’attivazione di nuove fonti di entrate o per la razionalizzazione di spese consolidate”. Poco o niente si sa delle aziende partecipate, se non che alla Scuola di Pubblica Amministrazione è stato tagliato il 70% del contributo annuo – “forse anche per ragioni politiche, visto il dissenso del presidente Paolo Agostinacchio” – o che si continua a finanziare il consorzio A.P.E.A.C.– “oggetto di un contenzioso politico e amministrativo particolarmente virulento” – o il consorzio per l’Università “senza che dell’uno e dell’altro si sappia cosa fanno e come lo fanno”. “Possibile che da tutti questi fondi non si possano recuperare le risorse necessarie agli interventi più urgenti sulla rete viaria – ha sottolineato il capogruppo del PD – o al completamento del programma di stabilizzazione dei precari?”.
“La confusione amministrativa è frutto della confusione che regna nel PdL – ha incalzato il consigliere Rino Pezzano, responsabile Enti Locali della segreteria provinciale – un partito sempre più lacerato dalle lotte tra capibastone e messo sotto tutela dai livelli regionale e nazionale. E’ una contraddizione affermare in Consiglio, come pure qualcuno ha fatto, approviamo il bilancio e poi andiamo a casa: il senso del dovere istituzionale e, ancor di più, il rispetto dovuto alla comunità di Capitanata impone al presidente Pepe di smascherare se stesso e la propria maggioranza a composizione variabile con le dimissioni da un incarico mal sopportato e peggio esercitato”.
“L’atteggiamento ambiguo dell’UdC ha consentito alla Giunta di continuare a galleggiare ed alla destra di tappare qualche falla – è la sintesi conclusiva del capogruppo del PD – mentre la crisi rischia di far annegare la Capitanata”.
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