
Rivedere le scelte fatte e proporre un esecutivo capace di ascoltare quello che la gente chiede
Le ultime vicende amministrative hanno registrato due episodi significativi: le dimissioni dell’assessore Pinuccio Villani, con delega a vicesindaco, e la sua sostituzione con il consigliere Antonio Turco. Per quanto riguarda le dimissioni dell’assessore Pinuccio Villani c’è poco da dire.
Essendo, infatti, legate ad un increscioso episodio di intimidazione che investiva gli affetti familiari più profondi, pur avendogli espresso i sentimenti di solidarietà personale più sinceri, non si è potuto che prendere atto delle decisioni assunte e rispettare la sua volontà di mantenere il silenzio, in attesa dell’esito delle indagini, e di non alzare polveroni. Quello che meraviglia, per quel poco che sappiamo, è la coda di veleni che si è innescata con un uso cinico e strumentale della vicenda, che non ci piace affatto. Il silenzio invocato all’inizio di questo brutto affare dovrebbe essere praticato da tutti e in particolare dal Pinuccio Villani in prima persona, altrimenti si finisce con alimentare altre letture. Alla giunta, per mettere un punto fermo a tutta la vicenda, chiediamo di adottare tempestivamente la delibera che sembra aver generato il tutto.
Per quanto riguarda la nomina ad assessore di Antonio Turco vanno precisati alcuni punti.
C’è stata una riunione di maggioranza in cui da parte del sindaco si faceva una breve sintesi del momento politico e si invocava una partecipazione alla gestione della cosa pubblica da parte di consiglieri di area di centro ( i cosiddetti centristi). (Ma il PD non ha anche un’anima di centro?).
Il consigliere Turco, aderendo a questa apertura, affermava in prima battuta che ad essere indicata come assessore sarebbe stata una donna e che si era costituito un gruppo misto di due persone ( lui e il consigliere De Angelis), gruppo che avrebbe lavorato alla formazione di una lista di appoggio al centrosinistra alle prossime amministrative.
Il fatto che in prima battuta fosse stata indicata una donna e che si sarebbe lavorato a un rafforzamento della maggioranza portava, come succede in simili riunioni, a dare un assenso di massima alla nomina di un assessore di area più spiccatamente di centro, sorvolando sul fatto che due consiglieri esprimessero due assessori. Niente si decideva in merito a chi avrebbe rivestito la carica di vicesindaco
I fatti hanno preso un’altra piega e si nominava un nuovo assessore nella figura non di una donna ma dello stesso consigliere Turco, informando della novità, per via breve, le forze politiche. All’assessore Turco poi veniva assegnata da parte del sindaco, di sua iniziativa, anche la delega di vicesindaco, nonostante che alcuni partiti avessero espresso parere contrario in merito. Questo mentre si veniva a conoscenza di incontri e di formazioni di liste da parte dell’allora consigliere Turco di appoggio non al centrosinistra ma ad altri schieramenti, pochi giorni prima della riunione in cui si decideva l’allargamento della maggioranza. Notizie che avrebbero dovuto portare a un ripensamento sulla sua stessa nomina ad assessore.
Così, invece di rafforzare il centrosinistra, con le scelte di cui sopra, lo si è indebolito aprendo contraddizioni proprio quando sembrava che si fosse trovato un rinnovato slancio nell’azione amministrativa nell’ affrontare nuovi problemi e nel portare in porto iniziative importanti ( vedi il PUG, ma non solo) per lo sviluppo di San Marco.
Infatti, il problema di fondo per questo paese era, da parte delle forze dell’attuale maggioranza, quello di lavorare ad un serio programma di cose fattibili, piccole e grandi, per dare qualche certezza ai lavoratori e ai giovani, Nel contempo, rafforzandosi la compagine di centrosinistra, bisognava lavorare ad un rilancio programmatico di questa fine consiliatura che si proiettasse anche nel quinquennio 2011/2016 aprendo a nuove forze che, per il bene di San Marco, in pari dignità, fossero disposte ad allargare l’ alleanza di centrosinistra.
La cosa più semplice, oggi, sarebbe quella, quindi, di lavorare ad un programma di fine consiliatura da varare in consiglio comunale, che veda l’apporto di tutte le forze politiche, presenti e non in consiglio. Infatti, le cose che si impostano oggi solo in parte si realizzeranno in questi pochi mesi che ci separano dal rinnovo del consiglio comunale. La gran parte saranno portate avanti nella prossima consiliatura.
E’ perciò interesse di tutte le forze responsabili varare tale programma, lavorando alla luce del sole.
Inoltre, per quanto riguarda i nuovi assetti della giunta è necessario, a parer nostro, rivedere le scelte fatte e proporre un esecutivo di cinque assessori, anticipando la riforma e dando un chiaro segnale agli elettori di serietà con una politica intesa come servizio, capace di ascoltare quello che la gente chiede.
Se sapremo fare questo probabilmente riusciremo a trovare un via d’uscita credibile, che ci darà forza come centrosinistra e che ci permetterà di dialogare unitariamente con il mondo del centro, senza scorciatoie elettoralistiche, ma sulla base delle cose da fare.
San Marco in Lamis, 6.7.2010
Le forze politiche
Per il Partito Socialista Italiano : Raffaele Fino
Per Rifondazione Comunista: Antonello Soccio
Per l’UDEUR: Luigi Ciavarella
Politica
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