
Spregievole il comportamento di Tremonti, Fitto e Palese
BARI. ''La riapertura dei termini per la sottoscrizione del piano di rientro della sanità pugliese da parte del governo è atto dovuto, un atto di riparazione rispetto a quello che era uno strappo nei rapporti tra istituzioni”. Lo ha detto stasera il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in una conferenza stampa.
“Oggi tuttavia – ha aggiunto – riceviamo una lettera firmata da Tremonti, il ministro della Salute, Fazio e dal ministro degli Affari regionali, Raffele Fitto, che è irrituale perché contiene gli elementi che erano già stati oggetto dell’approfondita discussione al tavolo tecnico andata avanti per tre mesi, ci prospetta una cosa inedita che è quella di fare un piano di rientro analitico”.
“Noi – ha proseguito Vendola – eravamo disponibili da maggio a fare un piano di rientro analitico, ci hanno detto che dovevamo farlo a settembre, ora a noi viene richiesto questo piano che ad altre Regioni non è stato chiesto e soprattutto mi si chiede entro domani, 6 agosto, in maniera imperativa, di bloccare tutti quei provvedimenti che la Regione Puglia, che il Consiglio regionale quasi sempre all’unanimità hanno approvato e che sono stati osservati presso la Corte costituzionale dal governo Berlusconi”.
“Questa è una richiesta, come altre che ci sono state fatte - ha concluso – che non c'entra niente con il piano di rientro. Noi tuttavia risponderemo con una interlocuzione positiva con il governo”.
VENDOLA: GOVERNO COME UN ESERCITO STRANIERO
«Rimarchiamo il carattere spregevole dei comportamenti di chi ha contribuito affinchè il governo nazionale si comportasse come un esercito straniero nel territorio pugliese. Ci assumeremo la responsabilità dei sacrifici e dei tagli dolorosi che vanno fatti, tuttavia chiediamo che si interrompa questa specie di tiro al bersaglio che il ministro pugliese e il capo della Pdl pugliese hanno cominciato nei confronti non di Nichi Vendola ma della comunità pugliese». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, riferendosi al ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, e al capo dell’opposizione in Regione, Rocco Palese (Pdl), a proposito della mancata firma del piano di rientro della sanità pugliese per il quale il governo ha riaperto ieri i termini chiedendo alla Regione, oggi in una lettera, alcune modifiche.
«Sappiamo che chi avrebbe dovuto collaborare perché fossero rispettati i diritti della Puglia – ha detto ancora – chi avrebbe dovuto garantire gli interessi della comunità pugliese, ha invece scientificamente lavorato contro la Puglia e contro i pugliesi».
«Io penso che Fitto e Palese – ha aggiunto Vendola - dovranno rispondere di un comportamento spregevole che davvero non ha eguali in nessuna altra parte d’Italia. Penso tuttavia che noi ci comporteremo come chi deve fino in fondo fare la propria parte».
«Il piano di rientro – ha proseguito – è una necessità per ottenere quei 500 milioni di euro che sono della Puglia e che devono tornare in Puglia».
Vendola ha poi precisato che, in risposta alle richieste del governo specie in relazione alla norma sulle internazionalizzazioni dei servizi sanitari affidati a privati, domani scriverà ai direttori generali delle Asl chiedendo loro di «non assumere ulteriori delibere perché dobbiamo non offrire alibi a chi vorrebbe dare un colpo al cuore agli interessi della Puglia». «Le internalizzazioni già fatte – ha aggiunto però – sono diritti acquisiti».
ORE 21.20 - ASSESSORE SALUTE PUGLIA: PIANO RIENTRO ERA STATO LICENZIATO DA TECNICI
L’assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, parlando questa sera con i giornalisti a Bari, ha sottolineato che nel decreto legge con cui il governo ieri ha riaperto i termini per il piano di rientro del deficit regionale, “si dice che avevamo prodotto una documentazione non completa e che ci veniva dato tempo. In realtà il piano era analitico esattamente come quello di altre regioni, come quello del Piemonte che invece è stato sottoscritto, che prima è stato sottoscritto e poi è stato rinviato per le questioni analitiche a un tavolo successivo. E inoltre il piano era stato licenziato dai tecnici ministeriali”.
Per Fiore “è emerso invece che alla Puglia veniva richiesto anche di abolire norme approvate nel Consiglio regionale ma osservate dalla Corte Costituzionale. Si tratta di richieste ultronee rispetto al piano di rientro”, ha spiegato.
“La Puglia ha diritto di essere giudicata dalla Corte Costituzionale, unico organo deputato a discutere la legittimità. La lettera dei tre ministri - ha detto Fiore - è stata analizzata puntualmente e nella risposta aderendo alla grande maggioranza delle richieste. Per quanto attiene alla richiesta di sospensione dal 6 agosto degli effetti delle internalizzazioni, abbiamo risposto al Governo con una disposizione ai Direttori generali delle Asl con la quale chiediamo di non produrre ulteriori atti deliberativi oltre quelli già prodotti”.
ASSESSORE BILANCIO, TREMONTI CONOSCE POCO DELLA NOSTRA REGIONE
L'assessore al Bilancio Michele Pelillo ha spiegato che “quando è successo quello che è successo giovedi al Ministero (la mancata firma di Tremonti sul piano di rientro, ndr) da parte nostra è prevalsa la considerazione che la dinamica che si è innestata sia più politica che tecnica. Nonostante ciò, abbiamo voluto approfondire per capire se ci siano stati deficit di comprensione".
"Da ulteriori indagini - ha sottolineato Pelillo - abbiamo capito che il ministro dell’Economia conosce molto poco della Puglia e che forse gli è stata raccontata un’altra Puglia, e quella lettera forse è stata condizionata dalla terza firma, quella irrituale del ministro delle Regioni. E’ una Puglia che vede abbattere i debiti sanitari dal 2002 al 2010, con un’impennata degli stessi in occasione dei bond con Merrill Linch del 2003 e del 2004 e che poi, con il nostro governo, vede un costante andamento di abbattimento”.
ORE 21.22 - PALESE (PDL): VENDOLA CERCA SEMPRE LA RISSA "Vendola cerca continuamente la rissa con il governo nazionale. Piuttosto parli del merito e spieghi ai pugliesi perchè la Puglia a causa del suo malgoverno quotidiano deve fare il piano di rientro, nel rispetto delle leggi nazionali varate dai governi di centrodestra e centrosinistra”. Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, in risposta alle dichiarazioni fatte oggi dal governatore sul piano di rientro della sanità.
“Il governo nazionale, con il varo della proroga – ha detto Palese – ha dimostrato con i fatti, come sempre, di tutelare i pugliesi; e tutti gli esponenti di centrodestra della nostra Regione sono impegnati a risolvere i problemi nel rispetto delle leggi”. “E' inutile che Vendola continui a fare la vittima - aggiunge – con reiterate ricostruzioni e mistificazioni inventate e calunniose smentite dai fatti: gli esponenti regionali di centrodestra non possono un giorno essere così potenti da condizionare il governo per non firmare il piano di rientro ed il giorno dopo così deboli da non essere in grado di evitare la proroga”.
“Lo stress a volte – aggiunge – fa brutti scherzi e le bugie hanno sempre le gambe corte”. “La Puglia, in merito alle procedure definite dalle normative vigenti – conclude Palese – senza polemiche deve fare semplicemente i medesimi percorsi di confronto trovando le soluzioni così come fanno tutte le altre Regioni che sono nelle stesse condizioni”.
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