Qualche utile spunto anche per i giovani sammarchesi?
Quella in corso non è di certo la legislatura, da un punto di vista generazionale, più innovativa per il nostro Paese. Eccezion fatta per Longo (trentenne) il Consiglio Comunale e la Giunta sono composti perlopiù da cariatidi della politica o da volponi non proprio di primo pelo, ma il Popolo è sovrano e se sono lì (discorso che non vale naturalmente per gli assessori) significa che qualcuno ce li ha voluti.
Siamo in democrazia e ciò è naturale. Questi dati tuttavia ci inducono a riflettere sulla mancanza di ricambio generazionale all'interno della classe politica sangiovannese.
Negli ultimi anni i principali partiti politici hanno limitato sempre di più la loro attività “politica” in parole povere sono stati capaci di farsi vedere giro soltanto in periodi di elezioni. Tazebao, comizi e persino feste di partito sono stati aboliti in nome di un un'austerity mentale che fa storcere più di qualche naso. Destra e Sinistra si sono ritrovate unite il disimpegno sociale dalla politica lasciando il potere decisionale in mano ai famosi volponi e alle famosi cariatidi di cui parlavamo prima. Tuttavia in casa propria ognuno è libero di fare ciò che vuole e ci sembra che nessun partito abbia conosciuto flessioni dovute alla mancata presenza in piazza, evidentemente all'elettore la politica sta bene anche così. Perchè dunque stigmatizzare questo comportamento? La mancanza del politico in piazza ha creato lo svuotamento della coscienza civile e l'allontanamento dell'elettore dalla cosa pubblica. Mentre sino a un quindicennio fa anche chi non si occupava di politica interagiva tramite le succitate occasioni di “contatto” con la politica, oggi tutto ciò è venuto meno. Si è passati dal confronto delle idee al “porta a porta” e questo non è di certo un progresso.
Questa mancanza di attività politica si è ripercossa sui giovani i quali vedendo intorno a loro un sempre minor interesse si sono lasciati contagiare. Lungi da noi il voler giustificare l'allontanamento dei giovani dalla politica, tuttavia, basta guardarsi attorno per rendersi conto che mancano persino gli spazi fisici dove confrontarsi! Una volta i partiti, quelli con le tessere e le sezioni, davano una minima attenzione (minima resta beninteso) ai giovani e ai loro organi giovanili, oggi tutto questo non esiste più.
Come se ciò non bastasse il rapporto tra le nuove e le vecchie generazioni è stato intorbidito dal malaffare sempre più diffuso in politica. Noi giovani siamo cresciuti a Plasmon e Tangentopoli. Da piccoli uno dei nostri giochi preferiti era Superman contro Di Pietro. La sfiducia verso l'istituzione politica ci é stata inculcata sin dalla culla. Siamo cresciuti nutrendo sospetto verso i partiti e verso che li frequentavano perchè si sa “i politici sono tutti ladri”. E' per questo motivo che oggi il rapporto tra giovani e politica è effimero: ci piace scrivere sul blog , ma non siamo in grado di redigere un comunicato; litighiamo sui forum o in piccoli gruppi, ma non siamo in grado di creare un gruppo giovanile; odiamo le tessere, ma amiamo i partiti “liquidi” con le iscrizioni online; facciamo petizioni per l'acqua pubblica, ma non riusciamo ad ottenere l'avviamento del laboratorio “Bollenti Spiriti”; ci appassiona Travaglio ma non riusciamo a scrivere una lettera di protesta su sangiovannirotondonet. Insomma ci intessiamo poco e lo facciamo in modo poco influente.
Oggi il ragazzo che si intessa di politica in modo “tradizionale” viene sfruttato dal partito, viene considerato manovalanza allo stato puro, ridotto ad affiggere manifesti (nel migliore delle ipotesi) o a organizzare party per accalappiare altri voti young (nella peggiore delle ipotesi). Li vediamo ogni volta questi ragazzi: si dannano con volantini e carta straccia per ottenere poi cosa? Un posto da scrutatore nelle elezioni successive...
Davvero per i politici i giovani sono solo questo? Carne da macello elettorale da mangiare un mese ogni quattro anni? Si spera di no.
Il disamore della politica verso i giovani (contraccambiato) ha radici, tuttavia, molto più profonde, ossia legate all'economia. Ogni anno dal nostro paese partono fior di ragazzi per andare a studiare fuori regione senza farvi ritorno. In questa fuga di cervelli vi sono spesso lucide menti che riescono ad affermarsi anche politicamente fuori dal “tuppo”. Le lucide menti, invece, che restano a San Giovanni troppo spesso sono in cerca di lavoro e quello, si sa, è legato a doppio filo con qualche stanza dei bottoni. Così chi si vuole occupare di politica a San Giovanni Rotondo spesso è costretto a tacere per le raccomandazioni paterne “Stai zitto perchè X ci ha promesso Y”. Nelle scorse elezioni comunali una candidata, dopo aver dichiarato di lavorare nella scuola da oltre vent'anni, prometteva a ragazzi poco più che maggiorenni posti da collaboratore scolastico o assistente amministrativo. Vaglielo a spiegare alla gente che per quei posti non era necessaria una raccomandazione! (n.d.a. la candidata, grazie al cielo, ha fatto un buco nell'acqua, evidentemente fare il bidello non è un'ambizione così diffusa come credeva lei). Questo è solo uno dei mille esempi di una delle migliaia di promesse fatte al giovane. Il giovane, non sempre ma spesso, è legato con un filo sottilissimo al politico di turno il quale ha le forbici in mano. La cosa triste è che il politico sangiovannese, come nel caso succitato, non riesce nemmeno a mantenere le promesse fatte! Sino a quando la deprecabile pratica del voto clientelare (tu mi dai il voto ed io ti do il lavoro) servisse ad ottenere gli effetti desiderati avremmo maggior sdegno ma un numero minore di madri in apprensione. Il bello è che non si riesce nemmeno in questo!
Ma in fin dei conti perchè preoccuparsi dello scarso feeling tra giovani e politica?
San Giovanni Rotondo sta vivendo una fase di stallo politico da cui difficilmente si riuscirà da uscire in tempi brevi. L'attuale classe politica dirigente, destra e sinistra, ha fallito. Nessuno può dire IO NON C'ERO. Questa verginità politica l'hanno persa tutti perchè chi più chi meno hanno avuto la possibilità di fare qualcosa. E' giunto il momento di cambiare pagina, peccato che non ci sia nessuno disposto a prendere il posto degli attuali amministratori. Così ex sindaci, ex assessori ed ex consiglieri sono sempre lì al loro posto. Cambiano i colori politici, cambiano gli incarichi ma le facce sono sempre le stesse. La politica sangiovannese è diventata un Crono indemoniato che cerca di mangiare i propri successori non appena questi cercano di fare qualcosa in piena autonomia.
D’altro canto anche noi giovani stiamo facendo ben poco per cambiare qualcosa, anzi ci limitiamo (con le dovute eccezioni) perlopiù a lagnarci senza fare nulla.
Prima o poi il Tempo (che è l'unico alleato politico di noi giovani) farà il suo corso e i vecchi volponi dovranno essere sostituiti da nuovi volpini. Chi prenderà il loro posto? Spunteranno allora tanti volti nuovi della politica che diranno “io non sono un politico di professione, non mi sono mai avvicinato alla politica, lo faccio per Voi”. Il teorema berlusconiano dell'uomo nuovo applicato al paese, l‘Unto del Signore pronto a risolvere tutto. Qualcuno resterà affascinato a questa idea di verginità politica e si spenderà per la giovane promessa, qualcun altro (tra cui noi) invece dirà :” Dov'eri negli anni scorsi quando tutto andava male? Perchè non hai fatto qualcosa?” e speriamo che alla domanda segua anche uno sputo in faccia.
(Dal profilo facebook dell'Assciazione Culturale il Moschetto)
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Quella in corso non è di certo la legislatura, da un punto di vista generazionale, più innovativa per il nostro Paese. Eccezion fatta per Longo (trentenne) il Consiglio Comunale e la Giunta sono composti perlopiù da cariatidi della politica o da volponi non proprio di primo pelo, ma il Popolo è sovrano e se sono lì (discorso che non vale naturalmente per gli assessori) significa che qualcuno ce li ha voluti. Siamo in democrazia e ciò è naturale. Questi dati tuttavia ci inducono a riflettere sulla mancanza di ricambio generazionale all'interno della classe politica sangiovannese. |
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