Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
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Nichi ‘sgoverna’ e il PD pugliese che fa? Paga elettoralmente per le sue colpe?

riky_vendola

"Sarà peggio dei 5 anni scorsi" (detto dai suoi stessi elettori)

Ormai non c’è quotidiano, telegiornale o trasmissione televisiva, anche non di politica, che non si occupi ogni giorno di Vendola e delle sue ambizioni nazionali. Ovviamente, fa piacere che uno dei nostri sia nel grande gioco delle candidature alle primarie di coalizione, se gliele lasceranno fare, e poi alla presidenza del Consiglio. Ma nella nostra regione il riflesso è già da tempo condizionato: con tutti questi impegni, come potrà governare la Puglia, con problemi che richiedono tempo pieno, anzi il triplo di ore al giorno, se fosse possibile? Lo dicono anche i suoi elettori più convinti. E neppure Vendola può credere, in queste condizioni, che siano tuttora la maggioranza dei pugliesi.

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Dicono: “Lo abbiamo rivotato, dando gli più voti della prima volta, per migliorare i risultati del suo primo quinquennio”. Ed erano certi che sarebbe riuscito a farlo, con l’esperienza acquisita, anche attraverso gli errori, da Pubblico Amministratore inesperto, al primo incarico. L’imprevedibile accelerazione del futuro politico nazionale di Vendola ha reso evidente, con le sue segnalatissime presenze, più altrove che in Puglia, che il doppio incarico è, sì, di grande soddisfazione. Ma a spese della Regione, con la erre maiuscola e minuscola. Nei ritagli di tempo la Puglia è stata “sgovernata” sinora più di quanto non sia avvenuto l’anno scorso al suo debutto, anzi al primo impatto di Vendola con gli infiniti problemi pugliesi.

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Tra l’altro, invece di rendersene conto, riducendo le sue assenze da Bari, non può che farle aumentare. Ormai superano quelle dell’intero primo quinquennio; e sono peraltro tutte facilmente documentabili. L’opposizione addirittura si prepara a farlo con comunicati-stampa e volantini casa per casa, elettore per elettore. Da governatore Vendola è diventato un caso unico di assente ingiustificato. La sua carriera politica nazionale, ripetiamolo ancora, confligge con l’incarico, da lui chiesto ed ottenuto, per la seconda volta.

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Inoltre, è inevitabile dire (come avrebbe fatto certamente Vendola, se Palese fosse stato al suo posto; e per Fitto avrebbe probabilmente marciato su Roma) che ai pugliesi, contribuenti di tasse regionali per primi, interessa il buongoverno della Regione, non il suo futuro. Il malumore sta deflagrando anche nel primo partito della maggioranza di Vendola, il Pd. Gli altri, medi o piccoli, sono antemarcia nel mal di pancia di maggioranza, per il primo, storico errore di Vendola: gli 8 assessori esterni, non dei partiti che lo rielessero.

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Mancavano solo le ultime dichiarazioni di Vendola e Chiamparino, sindaco di Torino (alleati per le primarie del centrosinistra: chi vince sarà candidato premier e l’altro vice, come hanno fatto Obama e la Clinton negli Stati Uniti) per far suppurare la reazione del Pd in Puglia, dove solo Emiliano riesce ad essere nipponicamente dalla parte di Vendola, da successore alla Regione.“Credo che il nuovo Ulivo - ha detto Vendola a testate nazionali unificate - rischi di esserela rievocazione di vecchi copioni, un raduno di conservatorismi. Serve un’Italia che guardi a sinistra, perché lì trova un racconto nuovo, una proposta forte di cambiamento”.

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Non solo Vendola non ha fatto una doverosa eccezione per la prima Italia che abbia guardato a sinistra. Cioè per il Pd pugliese da cui è stato inventato due volte, anche come aspirante alla leadership nazionale, altrimenti sarebbe rimasto un rifondatore comunista. Il Pd pugliese è stato, inoltre, il primo in Italia, dimostrandolo con i voti, a non rievocare i vecchi copioni e a disertare i raduni dei conservatorismi. Vendola ha commesso anche l’errore di non riconoscergli questo merito neppure nelle dichiarazioni ai giornali di ieri, con Chiamparino che lo invita a mettersi subito al lavoro, senza perdere altro tempo, ovviamente “sgovernando” maggiormente la Puglia.

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E’ un errore paragonabile, come mal di pancia nel centrosinistra regionale, a quello di aver nominato e insistito sugli 8 assessori esterni, invece di essere, dimostrandolo, elettoralmente grato a chi gli aveva dato due volte più voti dei rifondatori comunisti di Vendola e dello stesso “popolo” pugliese staccatosi dal PdL. Il Pd ha già deciso, dicono molti dei suoi regionali, di smettere con le donazioni di fiducia a Vendola, per un motivo che caratterizzerà di sicuro l’azione politica, anzi la reazione politica del partito in Regione Puglia, diventata, fra l’altro, il tallone di Achille di Nichi.

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Lo è diventata: 1) perché sarà difficile che, per il duplice impegno, nazionale e locale, Vendola non “sgoverni” più che nel primo quinquennio: 2) per non lasciarsi coinvolgere politicamente ed elettoralmente nei risultati negativi di Vendola alla Regione, utilizzabili anche contro le sue ambizioni politiche nazionali. Lo è diventata, appunto, peri motivi riassunti nel titolo di questa rubrica: “Nichi ‘sgoverna’la Puglia, e che fa il Pdregionale? Paga elettoralmente per le sue colpe? Farà peggio dei 5 anni scorsi, detto dai suoi”