Martedì, Febbraio 07, 2012
   
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Angelo Cera nel PDL?

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Il parlamentare e leader provinciale dell’UDC farebbe parte della pattuglia di 8-9 casiniani (quasi tutti siciliani) pronti a passare il Rubicone. Rumors a buttare ma lui nega: “Mi vogliono sputtanare”.

“Lo strappo di Mirabello” fa penare ad effettivi attraversamenti di Rubicone da parte di Gianfranco Fini e suoi. Ma a valicare il fiume degli schieramenti e/o delle posizioni politiche i finiani non dovrebero essere da soli.

Altri parlamentari, in direzione opposta, potrebbero decidere di saltare la sponda centrista e mista per dare man forte al Governo di Silvio Berlusconi. A sostenerlo è l’ex colonnello e coordinatore del Pdl, il Ministro Ignazio La Russa, che in una intervista a Il Giornale ieri dichiarava: ‘Fini sostiene che dovremo fare i conti con lui, noi li faremo in Paramento. Se votassero contro, ci potrebbe essere una maggioranza costitutiva con parlamentari che sostituicono i finiani senza che il governo cada”. Chi surrogherà i finiani nella maggioranza? Ebbene, accanto ad alcuni deputati siciliani potrebbe essere decisivo anche il sammarchese udiccino Angelo Cera, che in queste ore è dato ‘attovagliato” in diversi accampamenti. C’è chi lo delinea, in virtù dei suoi rapporti amicali un il consigliere regionale Orazio Schiavone, prossimo protagonista dell’Italia dei Valori e chi, molto più presumibilmente, un deputato determinante nello scacchiere del premier. L’interessato a 1’Attacco nega ogni ipotesi e chiarisce i rumors. “Sono un democristiano, un Udc doc. Di me si dicono molte cose a vanvera- afferma - quando si vuole sputtanare un avversario politico si gettano notizie false nell’aria. E la strategia di chi vuol male. Con Di Pietro non ho molto a che vedere e non ho ricevuto nessun corteggiamento da parte di Berlusconi e del Pdl. Rimango appiccicato alla strategia di Casini”. Tuttavia la sua aderenza alla tattica del presidente centrista presenta più di qualche scollatura. “La gente va trovando soluzioni, ripresentarci da soli alle prossime elezioni politiche ci consegnerebbe all’ennesima sconfitta. Ed io ho allergia alle sconfitte. L’elettorato vuole che il voto all’Udc dia una alternativa vera. Dobbiamo essere dei riferimenti seri”. Occorre, secondo l’onorevole Cera, tradurre le questioni in un piano di alleanze che sappia condurre il partito dello scudo crociato nuovamente a dettare l’agenda dei temi politici del Paese. “Noi non inseguiamo nessuna poltrona e non inseguiamo Bossi, al quale io metterei un bazuca meridionale in gola, ma credo sia opportuno affidare il nostro 6% ad un governo per governare”, commenta Cera. In soldoni: votare, senza se e senza ma, i cinque punti di Berlusconi. “Alcuni temi di politica meridionalista li abbiamo imposti prima noi di Fini. Il mio primo intervento alla Camera è stato contro Bossi e in difesa dell’Autority”. E aggiunge: “Ognuno di noi vorrebbe che il suo voto valga qualcosa di più. Nessuno vota per consegnare le proprie preferenze alla sconfitta. Lasciare a Fini la possibilità di parlare del Sud mi irrita. Lasciar questi titoli a Gianfranco Fini mi dà il prurito”. “Voto a perdere”, è questa la definizione che Cera attribuisce alle scelte dell’Udc alle ultime competizioni elettorali. “Serve un ragionamento ampio non per andare in soccorso a Berlusconi, ma per dare concretezza alla nostra politica”. il deputato sarmnarchese non è stato contattato dai berluscones, ma appare interessato alla trattativa. Authority, Sud e precari sono i temi che Cera porrebbe sul piatto del Governo per un suo eventuale attraversamento del fiume. E argomenta, da uomo del territorio poco incline ai partiti di plastica o a quelli di opinione: “L’Udc non tratta se non c’è un azzeramento degli esecutivi e un Governo di Salute pubblica. La legge elettorale va modificata: dobbiamo ritrovare il gusto della scelta dei migliori e del territorio, non possiamo consentire che 4 0 5 padroni dispongano delle sorti dei partiti”.

L’Attacco