Non tira una buona aria in casa Udc, nonostante il popolo centrista sia tornato da Chianciano con il progetto della nazione nel cuore. Il nuovo partito, com'è noto, è in via di formazione. A questo proposito la nomina a coordinatore di Angelo Cera, giunta qualche giorno fa da Bari, e quella di Giannicola De Leonardis a presidente, indicano l'inizio di un nuovo percorso.
Nell'intervista che il deputato ha rilasciato al Quotidiano di Foggia c'era la sintesi di queste ultime, convulse fasi dei centristi in Capitanata. L'appello, sostanzialmente, è all'unità, pur con risvolti polemici. Sul dimissionario Franco Di Giuseppe, con cui "sono stato troppo elastico", ha commentato Cera, sulle barricate contro di lui arrivate a Roma per sostenere "gli amici degli amici". Su Lusetti è stato chiaro, nei fatti non c'è mai stato, e nessuno in città l'ha visto. Dunque, in base al regolamento redatto due mesi fa, a prendere il testimone verso il nuovo partito devono essere gli eletti nel più altro grado, lui, in quanto deputato e Giannicola De Leonardis, il consigliere regionale eletto presidente. Ma la quiete nel partito è solo apparente. Da fonti interne all'Udc trapelano le prime reazioni. Riunione convocata ieri sera dell'esecutivo provinciale: "Cera si coordinerà da solo", annuncia senza mezzi termini un dirigente di partito. In molti, raccontano, sono in procinto di autosospendersi per contestare la scelta di Roma passata per il coordinatore regionale Angelo Sanza e il deputato pugliese Rocco Buttiglione.
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